23 aprile 2012

[film] Battleship

Locandina
Non è IRONMAN dei poveri.
Sono gli alieni...
Battleship è arrivato. (Così almeno ce lo togliamo!)
Diretto da Peter Berg con Taylor Kitsch (John Carter), Alexander Skarsgård (Erik, il vampiro vichingo in True Blood), Liam Neeson, Brooklyn Decker ma soprattutto la cantante Rihanna, che è al suo esordio al cinema.

Rihanna compare ogni tanto e dice qualche battuta.
La fanno anche sparare! 

In quella scena di tensione a 1000,
davvero ha dato il massimo.
Che intensità!
E' vero però che è abituata all'acqua, infatti ha molti umbrella :D
Peccato che il suo personaggio
sia totalmente inutile, come molti altri purtroppo.

Compreso il film stesso.
Come vi avevo anticipato il 12 agosto 2011 già dal trailer si capiva l'intensità del film in produzione.
Il trailer era il film in miniatura.
I sospetti sono diventate certezze.

Il breve INCIPIT: qualche anno prima, la NASA vara un progetto con cui comunicare su un pianeta chiamato G che sembrerebbe in grado di ospitare la vita. E' molto simile alla Terra, insomma. E forse è abitato. Molti anni dopo, gli alieni di quel pianeta arrivano fin qui per l'invasione.
Forse hanno voluto solo sapere chi c'era dall'altra parte del "telefono".

E ora la TRAMA: Abbiamo Alex Hopper, con i capelli ancora lunghi tanto per ricordarci che viene da Carter di Marte, che per far colpo sulla gran gnokka di turno (che il fato dimostrerà essere la figlia dell'ammiraglio, niente-meno-pensa-un-po') ruba un panino. 
Manco avesse le voglie di una gravidanza isterica.
Viene arrestato, ma almeno lei lo ha notato.


Il fratello di Alex è Erik il vichingo, ops! scusate, volevo dire Stone Hopper che è in marina. Gli suggerisce di fare altrettanto, visto che ha 27 e deve mettere la testa a posto.
Così fa.
Non pensavo che entrare in marina fosse così facile, ma quando si regalano i panini alle figlie degli ammiragli e si ha un fratello comandate, si vede che è diverso.


Dopo una mezz'ora di noia assoluta, arriviamo in mare per un'esercitazione.
Arrivano gli alieni.
Inizia la battaglia.

CONCLUSIONI: Come conclusioni? E il resto della trama? Non c'è. E quel poco che c'è oltre a essere patetica è banale e scontata. 
Soprattutto i nonni che riesumano una nave da museo di 70 anni prima, che va a vapore ... non ci volevo credere.
E gli alieni che si comportano esattamente come in INDEPENDENCE DAY e toccano i volti delle persone e gli mostrano immagini di distruzione mi è sembrato troppo. Mancava solo che dicessero: "Dovete morire" e poi sarebbe stato un plagio mascherato da omaggio. Vabbè.
Non solo, usano lo stesso espediente di ID. Pazzesco, dal 1996 a oggi le idee sono rimaste le stesse.

In ID utilizzano un segnale satellitare di rimbalzo...
Indovinate un po' che fanno in Battleship?
Aiutino: sono in mare, quindi ci sono le boe :)
Un film inutile dalla trama quasi inesistente.
Gli effetti speciali sono ben fatti, ma sono troppo pochi per giustificare l'assenza di tutti gli elementi necessari per avere l'etichetta di film. Personaggi piatti e stereotipati, scene facili dagli esiti già preannunciati, battute già sentite da pop corn-movie, trama forzata e su binari, e dialoghi quasi ridicoli.
"Signore, abbiamo cariato le armi con le munizioni, signore."
"Bene, bravi"
Ma siamo impazziti? 
Uno: Con cosa voleva caricare le armi, con le frittelle? 
Due: Bene? Vuoi anche la caramella?

Oppure quando hanno perso alcune navi distrutte dagli alieni, gli ufficiali vanno in panico. Arriva Hopper/Carter di Marte (che da che gli hanno tagliato i capelli non solo ha perso fascino, ma anche punti intelligenza) e assume il comando della nave. Lui che è in marina da pochi mesi... mha!
Un soldato dice: "Signore, la prego, mi dia degli ordini perchè non so che fare."
Quindi, Hopper decide di attaccare la nave aliena.
"Come attaccare? Davvero?"
Ma insomma, io non sono stata in marina (ovviamente) ma non mi sembra che si usi così tanto discutere gli ordini di un superiore ... e non è il solo caso. Qui più che in marina, mi sembrano che facciano e dicano un po' quel che pare.

BOCCIATO!
Non lascia nulla. Non dice nulla. Un susseguirsi di scene ed eventi per il lieto fine forzato tanto per tornare a casa dicendo:" Anche 'sta volta abbiamo battuto gli agliiieni katttivi!"

Il prossimo film sarà THE AVENGERS. E speriamo in bene!
Ma non solo, stanno arrivando anche THE AMAZING SPIDERMAN e soprattutto THE DARK KNIGHT RISES. Rincuoriamoci :D


18 aprile 2012

[film] Biancaneve - Mirror Mirror (2012)

Locandina di Mirror Mirror
Era agosto dell'anno scorso quando ho fatto un articolo sulle fiabe rivisitate (Alice di Burton, Cappuccetto Rosso Sangue e Beastly). In quell'occasione facevo cenno che avrebbero fatto ben due Bianca quest'anno.
Una l'ho vista.

Mirror Mirror di Singh ha come interpreti Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer e Sean Bean.
Sean Bean? 
Ebbene sì! Fa un cameo. Non vi dico chi interpreta, anche se non è difficile visto che appare in alcune locandine ... che sveglioni!

Siccome la storia la sappiamo tutti, e nel film cambia in minima parte, non sto a dirvela.
Due cenni sui personaggi, e poi subito alle conclusioni.

Partiamo dalla protagonista, BIANCA
Lei è "esteticamente" deliziosa, nulla da dire. Sembra davvero la bimbetta uscita dalla pagine della fiaba dei fratelli Grimm. C'è solo un dettaglio, che mi ha fatto ridere per tutto il film
Ciao, sono Bianca.
Mi dicono che ho le sopracciglia come un'altra donna molto famosa ...
Ciao, sono Frida
Ora, le sopracciglia di Bianca sono enormi o no?
Ma qualcuno della produzione non poteva far notare a Lily che era il caso di sfoltirle un pochino?
Le mie sopracciglia sono genuine,
come me.
E allora perchè per dare il bacio al principe ci trucchiamo?
E allora perchè impariamo a dare di scherma (si fa per dire) con un vestitino comodo comodo ... ?

Non si sa.
Il personaggio di Bianca rimane "fiabesco" e ben vestito. Sempre.
Alla nuova Bianca non si mettono i panni cenciosi, lerci e strappati della "vecchia" Bianca. La nuova Bianca è sacrificata a palazzo, ma mica lo pulisce come faceva l'altra. Qui lei è triste perchè "la matrigna cattiva" non le fa la festicciola per i 18 anni. Tutto qui.
Povera cucciola.
Io facevo la serva in casa mia, ma trovavo la forza di
andare avanti comunque.
La Bianca della Disney era più coerente. 
Almeno, lei, si limitava a gridare con le manine in bocca, a canticchiare con i passerotti, a pulire prima il bel palazzo e poi la casetta dei nani. E a correre nel bosco.
La nuova Bianca, invece, è una ribelle. Lei va lo stesso a una mega festa andando contro gli ordini della matrigna. E ci va con un vestitino modesto, da "poveraccia".
L'ho trovato nell'armadio della mia povera cameretta.
Io sono molto infelice, in realtà.
Spero che il cigno morto e impagliato sulla testa
mostri il mio reale stato d'animo.
Mi spiace, ma questa Bianca non mi è piaciuta. Non ha il fiabesco dentro. E' vuota come tutte le nuove versioni che stanno riproponendo. Sono triste.


I NANI, invece sono gradevoli. Dalle miniere sono passati al brigantaggio. 
Il regno, che poi è grande come la sala da ballo del palazzo reale, ha un bosco "pericolosissimo". Non si capisce bene se poco prima o già nel fitto, abitano i nani. Non ho nemmeno capito chi di preciso derubano, visto che ci sono una trentina di abitanti. Forse i "turisti".
Infatti, l'unico che passa casualmente di là è proprio il Principe (non si sa di che altro reame, ma sarà della valle vicina). 

Il PRINCIPE è una macchietta poco riuscita.
O fai il comico, o fai il serio. Questa via di mezzo l'ho poco apprezzata. Detto tra noi, di un Principe cosa si vuole? Cosa sogniamo noi bimbe? La prestanza, la classe, la gentilezza, la fierezza, la nobiltà d'animo ... 
Ecco la nuova versione di Principe, invece:

Oh, Bianca ha perso il cigno morto.
Tanto lo metterò insieme alle mie orecchiettine da playboy.
Bella regina, buona regina ... auhf uahf
Mi hanno fatto l'incantesimo del cucciolo fedele perchè devo far
ridere le ragazzine della nuova generazione.
Il cucciolo non bastava.
Devo piagnucolare anche.
Come ti permetti!
Io sono anche serio.
Io combatto, pure, quando serve!
Già, ma contro chi?
Contro Bianca e i Nani!
Non ci sono più i Principi di un tempo!
Come sono triste!
Alla fine chi si salva è la REGINA, Julia è Julia. Superba e magnifica, riesce a diventare cinica e spietata anche col sorriso da 352 denti che si ritrova. peccato però che anche a lei abbiano tolto l'opportunità di diventare sul finale della storia "strega". 
Già!
Non c'è la strega malvagia, ma solo una donna non più giovane che vuole risposarsi. 
La natura esoterica che mi aveva da sempre affascinato della regina, cioè la magia nera, è velata. Troppo velata, ma soprattutto la fine è patetica!
Siamo già pronti per il balletto finale,
e vieni qui con la mela avvelenata?
Ma come pensi che possa finire?
CONCLUSIONI: Non mi è piaciuto. Salvo solo i costumi, eccentrici e dai colori vivaci ma almeno sanno di fiaba, i nani, che nel loro piccolo hanno tenuto la loro essenza e la regina, ma solo in alcuni momenti tutto il resto sembra una parodia mal riuscita di un film che voleva, forse, rendere comica una fiaba che però era nata come terrificante!
E' come prendere Freddy Krueger, riadattarlo per i bambini togliendo il lato malvagio ... che salta fuori?
Nulla! Appunto. Non si fa e basta.
C'era la regina malvagia? Sì! Perchè non fa la malvagia?
C'era il Principe serio e eroico? Sì! Perchè renderlo una macchietta?
C'era soprattutto una giovane donna che era stata privata del suo reame, che faceva la serva in casa sua? Sì! Perchè allora è diventata una semplice reclusa nella gabbia d'oro?
Questa Bianca non ha lo spirito di Biancaneve. Non ha l'anima di Biancaneve.

Ho apprezzato invece il tutto fare della regina, Brighton, interpretato dal bravissimo Nathan Lane.

La storia è stata ammorbidita e resa comica, a tratti davvero ridicola. 
Fanciullesca, farsesca in buona parte.
Tutto è facile, tutto è finto. 
Perfino i set che si riducono a claustrofobici ambienti. Tranne poche scene digitali del castello, la stragrande maggioranza degli ambienti sembra girato in uno studio piccolo piccolo. La piazza del "reame" è davvero minuscola. E c'erano tutti gli attori, mi sa anche gente della troupe
Sembra più un film tv con due attoroni come Roberts e Bean (col suo cameo) per attirare un po' di gente. 

E' una commediola, leggera leggera.
Direi che, forse, per i bambini può andare. Fate finta che sia la sciacquatura della Biancaneve della Disney. Almeno in quello il finale era un po' da brivido. Qui non c'è manco quello!
Io lo boccio, senza pietà! 
Mi spiace.

Ultima nota finale, la canzoncina stride come unghie sulla lavagna!
Molto Bollywood! Per chi piace ... ecco QUI! il video.

Ora non resta che sperare nel prossimo. Dovrebbe essere completamente diverso. Speriamo. ^__^

14 aprile 2012

[libro-film] Il racconto dell'ancella di M. Atwood

AVVISO: Questo romanzo dall'apparenza innocuo è invece una lettura cinica e cruda. La bravissima Atwood ha pennellato con maestria una società futuristica che toglie alla donna libertà e diritti. Ci sono scene particolari non tanto per la violenza fisica ma psicologica. 
Non è per tutti. A seconda della sensibilità personale, io però lo consiglio vivamente. 
TEA
"Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood è una distopia del 1985. Anche se a un lettore superficiale può apparire come un romanzo rosa più che una lettura fantascientifica, in realtà è davvero una visione allucinante di una società americana dittatoriale ben costruita.
L'autrice non è nuova alle distopie, in fondo.

Attraverso la vita della protagonista, l'autrice dipinge un futuro post-atomico partendo da un passo della Genesi nel Vecchio Testamento che recita:
Ora Rachele vide che non poteva partorire figli a Giacobbe, perciò Rachele divenne gelosa di sua sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, altrimenti muoio».
Giacobbe si adirò contro Rachele e rispose: «Tengo io forse il posto di Dio che ti ha negato il frutto del grembo?».
Allora ella disse: «Ecco la mia serva Bilha. Entra da lei e lei partorirà sulle mie ginocchia; così anch'io potrò avere figli per suo mezzo». (Genesi 30; 1-3)

Essendo scritto in prima persona dove un'ancella è la voce narrante, ha un tenore tranquillo e femminile, ma non meno angosciante. La guerra e le sommosse gestite dai ribelli sono solo in sottofondo (radio, tv, conversazioni ecc). 
Protagonista assoluta è la donna vista attraverso molte sfaccettature.
Una simulazione, ben riuscita, di un governo corrotto dalla misoginia e dal fondamentalismo religioso che toglie alla donna i diritti e la libertà.
Il mio consiglio iniziale è che, essendo una "distopia in rosa", potrebbe interessare soprattutto il pubblico femminile anche se NON è un romanzo d'amore. 
Con questa premessa, parto con la recensione ^__^

NOTA: ne hanno fatto anche un film, le immagini che aggiungo arrivano da "Il racconto dell'ancella" di Volker Schlöndorff del 1990.
La sublime Faye Dunaway, la bellissima Natasha Richardson
e il bravissimo Robert Duvall
sono i protagonisti di un film ben gestito.
CONSIGLIATO! 
INCIPIT
I
Notte
1

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L'impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt'attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l'aleggiare di un'immagine, l'odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde. 
C'erano state delle feste da ballo; la musica indugiava, in un sovrapporsi di suoni inauditi, stile su stile, un sottofondo di tamburi, un lamento sconsolato, ghirlande di fiori di carta velina, diavoli di cartone e un ballo ruotante di specchi, a spolverare i ballerini di una neve lucente. 
Sesso, solitudine, attesa di qualcosa senza forma né nome. Ricordo quello struggimento per qualcosa che stava sempre per succedere e non era mai la stessa cosa, come le mani che c'erano addosso lì per lì, nel piccolo spazio dietro la casa, o più in là nel parcheggio, o nella sala della televisione col sonoro abbassato e soltanto le immagini, guizzanti sulla carne tesa. 
Ci struggevamo al pensiero del futuro. Come l'avevamo appresa, quella disposizione all'insaziabilità? Era nell'aria; e restava ancora nell'aria, un pensiero persistente, mentre si cercava di dormire, nelle brande militari che erano state disposte in corsie, con molto spazio tra l'una e l'altra, così che non si potesse parlare.

TRAMA: Il libro e il film differiscono per la linearità della trama, che però rimane molto simile. Il romanzo inizia con la nostra protagonista già immersa nella storia (già ancella, in casa del Comandante). Attraverso vari ricordi, sarà narrato anche il suo passato. Io però ho pensato fosse più semplice esporvi la trama come il film, che a mio avviso risulta meno epilettico.

Quelli che un tempo erano gli Stati Uniti, sono ora la Repubblica di Galaad.
(Dal libro: Il cuore di Galaad, dove la guerra non può entrare tranne che attraverso la televisione. Non sappiamo con certezza dove siano i suoi confini, che variano a seconda degli attacchi e contrattacchi, ma questo è il centro, dove nulla si muove. La Repubblica di Galaad, non conosce confini.)
Coloro che si trovano ai confini, vengono presi e portati al centro di controllo e smistamento. Soprattutto le donne che vengono divise tra "positive " e "negative".
Le positive sono quelle ancora fertili. Il bene più prezioso per la Repubblica.

centro di raccolta
Kate (l'attrice è Natasha Richardsonviene divisa come le altre donne
La protagonista è una donna giovane e fertile, Kate. Ha un marito e una figlia, ma vengono separati.
Presa sotto la custodia di Zia Lydia, sarà condotta al Centro Rosso per diventare un'Ancella.

10 aprile 2012

[manuali scrittura] Master di scrittura creativa di J.P. Morrell

Premessa sul perchè leggo i manuali.
Scrivere e pubblicare sono due concetti differenti.
Un romanzo pubblicato non necessariamente è scritto bene. Dipende dall'editore. Se è un vero editore o è in realtà un tipografo travestito ;)
Non farò il predicozzo sull'editoria a pagamento, porterebbe solo alla gastrite. Preferisco lasciar perdere. A mio avviso, ognuno di noi è libero di scegliere la strada da perseguire.

Come ogni disciplina artistica quali la pittura, la scultura, la musica, l'architettura e tutto quello che concerne l'ingegno e l'estro umano, anche la scrittura scaturisce sì dall'anima, ma ha bisogno di essere appresa esattamente come le altre. Salvo casi eccezionali, nessuno nasce "imparato".
Perché un appassionato di musica che si iscrive al conservatorio, va bene, ma un appassionato di scrittura che legge dei manuali invece no? Perchè nel primo caso è doveroso, ma nel secondo si fanno spallucce dicendo: "I manuali non servono a nulla"?
Non si sa.

Pigrizia? Ignoranza? Arroganza?
Forse, quelli che lo affermano sono solo inconsapevoli che si accontentano di vedere il proprio manoscritto rilegato "in un formato standard su carta comune" su un tavolo, immerso tra gli altri volumi. Uno tra migliaia di volumi.
Non li critico, non li giudico.
Non sono migliori o peggiori di me. Siamo solo diversi :)

Io non mi accontento, però. 
Io ho bisogno di leggere i manuali perché voglio imparare a scrivere "in modo accettabile". Secondo me, l'unico modo che si ha per emergere dalle migliaia di copie nelle librerie è la qualità.
Anima e qualità, in qualche modo, emergono sempre.
Non si pretende la perfezione da un libro, io non lo faccio mai, ma si chiede solo dell'impegno e della serietà da parte dell'editore e dello scrittore perchè i libri costano.
Si pagano, non solo con i soldi ma anche con il tempo libero, che per me è sacro.

Creare una trama e scriverla non è facile.
Io ho letto questo manuale che mi ha chiarito un po' di concetti. Alcuni li avevo già di mio, ma è stato piacevole scoprire che hanno "un nome". Anche se l'intuito ci fa giungere alla meta lo stesso, alle volte la conoscenza ci fa prendere la scorciatoia.

DINO AUDINO EDITORE
Master di scrittura creativa di Jessica Page Morrell edito in Italia da Dino Audino è stato davvero una lettura (quasi uno studio) interessante e istruttiva. Il libro è di 176 pagine, il costo è di 19,00 euro. Il sito dell'editore è QUI!

Un dilettante prima o poi riuscirà a scrivere una bella storia,
ma il vero scrittore è quello per il quale la tecnica è diventata,
come per un pianista, una seconda pelle.

Così inizia l'introduzione di un manuale che presenta argomenti quali gli Antefatti, i Colpi di scena e i Cliffhanger, gli Epiloghi, le Epifanie e le Rivelazioni, i Flashback, le Anticipazioni, le Figure retoriche e il Linguaggio figurato, il Ritmo e la Velocità, i Prologhi, l'Ambientazione, il Mondo sensoriale, il Subplot, la Semplicità, la Suspense, la Tensione, il Tema e la Premessa, le Transizioni.

C'è moltissima carne al fuco. Il manuale è denso e davvero ben gestito.
Ho pensato di darvi due mie impressioni per argomento, riportando anche qualche stralcio. A mio avviso, è molto importante sapere come "gestire una storia" oltre che avere una buona idea che frulla in testa.
Del resto, non vi è mai capitato di pensare: "Ho una storia originale, ma non so bene come iniziarla, come svilupparla." A me è successo. Anzi, capita tutt'ora. 
Ebbene, questo manuale da le risposte. Non tutte, ovvio. Ci sono altri manuali di approfondimento come L'arco di trasformazione del personaggio, ma espone in modo semplice e con esempi chiari tutto ciò che  serve per ideare una storia soddisfacente.

Arte e artificio: come incantare il lettore
Mentre il cervello traduce i segni sulla pagina, l'unico senso utilizzato è la vista, e quindi l'artificio narrativo consiste nello stimolare quei sensi che non sono in uso durante la lettura, inserendo dettagli relativi all'olfatto, all'udito, al gusto o al tatto.
Nella narrativa non scriviamo per istruire, ma per mantenere in vita un'antica tradizione. 
La narrazione esiste e continuerà a farlo, non importa in che modo la tecnologia cambierà la sua forma. Continuiamo a interessarci all'antica arte del racconto perché i moderni scrittori discendono dagli antichi narratori, e perché la narrazione è un'esperienza fisica che esprime tematiche universali. 

ANTEFATTO
La prosa è architettura, non decorazione d'interni.Ernest Hemingway
I compiti dell'antefatto sono essenzialmente due: rivelare informazioni sui personaggi principali e descrivere il mondo fittizio in modo che sembri verosimile.
Va ben gestito, però. I rischi che si riveli dannoso, sono elevati. 
Sempre Hemingway nella sua teoria/metafora dell'iceberg (riportata da James Scott Bell in Plot & Structure) spiegava come il lettore dovesse vedere solo la "punta" della storia, ma temere la massa nascosta sott'acqua. Un bravo scrittore dovrebbe essere in grado di far questo.
Quindi l'antefatto è un'arma a doppio taglio. Rischia di rivelare troppo, e troppo presto. Ma, se ben usato, suscita curiosità impennando fin dall'inizio il coinvolgimento.

ERRORI COMUNI negli antefatti, come evitarli.
-In fase di editing, comprimete le informazioni, soprattutto nei primi capitoli.
-Anche se si affrontano argomenti sconosciuti (un nuovo mondo, ad esempio) evitate di salire in cattedra.
-Non devono essere troppo invasivi. 
-Non bisogna avere premura di svelare tutto e subito. 
-Se si usa un POV specifico di un personaggio che è solito vivere quel mondo, ATTENZIONE! Il pericolo di fargli pensare o dire banalità è dietro l'angolo. Bisogna rispettare l'opinione del personaggio. Alle volte, quindi, è meglio se l'antefatto è vissuto da un personaggio esterno.
-Attenzione alle anticipazioni.

COLPI DI SCENA E CLIFFHANGER
Questa tensione è terribile. Speriamo che duri.
Oscar Wilde
Intanto, la differenza sostanziale tra i due: i colpi di scena creano un picco di tensione facendo progredire l'azione, i cliffhanger invece, sono un tipo di colpo di scena specifico che interrompe l'azione.
In un buon romanzo, il lettore dovrebbe restare sui carboni ardenti per tutta la lettura. Senza tregua!
Dovrebbe sempre domandarsi "che succederà?"
Gli strumenti migliori per applicare dei colpi di scena e dei cliffhanger sono nello svolgersi della trama stessa, che deve spingersi sempre in avanti con dei balzi attraverso inseguimenti, pericoli e flashback.

6 aprile 2012

[libro] Symposium di AA.VV. (3 di 3)

Segnalazione del primo post QUI!
GDS
Antologia che abbraccia tutti i sottogeneri del fantastico curata da Alexia Bianchini.
Prefazione di Paola Boni, un breve stralcio: "Lungo la strada, così inizia ogni racconto di questa antologia, di questo viaggio nel Fantastico nelle sue innumerevoli forme.
Imboccando una via oscura ho scorto lupi sanguinari e angeli prigionieri di spietate vittime; su strade futuristiche sono stata accolta da Intelligenze Artificiali fredde e calcolatrici assieme a creature alla ricerca di un'umanità perduta.
Lungo una strada fantastica ho riso della pungente ironia di un orco sceriffo mentre in un'altra sono stata trasportata indietro nel tempo, in un'epoca in cui gli Dei plasmavano il destino degli uomini. Simboli, metafore, allegorie del nostro mondo e della nostra società; incarnazioni di desideri e paure umane o semplicemente creature in grado di trascinarci tra il meraviglioso e il perturbante (...)".

Autori:
ALEXIA BIANCHINI, SAMANTHA BALDIN, NICOLA D’ONOFRIO, CLAUDIO CORDELLA, ANNA GRIECO, GAETANA FIORELLA, STEFANO SACCHINI, MAURIZIO LANDINI, SERENA MYRIAM BARBACETTO e SABRINA RIZZO

Illustratori:
MAX RAMBALDI (la cover), LUCIA ALOCCHI, SIMONE MESSERI, TERESA GUIDO, SARA CUCCU, SAVERIA VALENTINA MASCHIO, JESSICA PRIMANI e FRANCESCO SIMONE


Nei post precedenti (QUI! e QUI!), oltre ai 2 trailer, gli INCIPIT di:

Tagli netti sulla nuda pelle” di Alexia Bianchini 
Le figlie dell'Arca” di Samantha Baldin
Polvere” di Nicola D'Onofrio
Filakismeno Soma” di Claudio Cordella 


Stavros” di Anna Grieco
Genetrix” di Gaetana Fiorella
Anche gli orchi piangono” di Stefano Sacchini


Ora, eccovi gli altri 3 INCIPIT.
“Deterso dalla brace delle mie dita” di Maurizio Landini
Lungo la strada, non ho più nulla. Nulla, vi dico, nulla. Non ho più gli anfibi, non ho più la mimetica. Non ho l‟equipaggiamento da cinquanta chili, né il fucile d‟assalto. Non ho carne, denti, e neppure il cuoio capelluto.
Non ho più occhi, non mi appartengono più. I miei occhi celesti, finti, come certi mari del sud sulle brochure delle agenzie di viaggio.
Il mio, di viaggio, è finito: questa, è soltanto una parentesi di coscienza e quando sarà chiusa io non sarò più. Che volete farci? Nulla.
Lungo la strada che porta al Centro, non sono più un bel nulla. Verso qualsiasi Centro, tanto sono tutti uguali. Ci si arriva per comandamento. Siamo radiocomandati, proprio come le automobiline con il motore a scoppio degli antenati. Quelle con un buon odore di miscela.
Ho negli occhi (che non ho più) un film atavico. Roba su pellicola. Soldato Jane, mi pare che si chiami. Sì, forse potrei assomigliare al soldato Jane. Un po'. Sicuramente le assomigliavo, prima che diventassi nulla.

Dettaglio Illustrazione di L. Alocchi per -Deterso dalla brace delle mie dita-
“Libertus” di Serena M. Barbacetto
Ante diem quintum Idus Ianuarias,
Anno MMDCCLXIII ab Urbe condita.

Lungo la strada sulla quale mi hanno condotto ho perso me stesso…
Non conosco niente, qui. Non sono niente. Non ho neanche idea di come sia riuscito a fuggire: tutto ciò che so è che non voglio che mi riprendano, perché potrebbero portarmi in un luogo ancor più spaventoso, un posto in cui probabilmente non avrei neanche più la terra sotto i piedi o il cielo sopra la testa.
Occhi gialli spalancati. Qualcosa mi corre incontro a grande velocità, adesso, lo vedo: sembra un grosso animale, un animale i cui occhi brillano nelle tenebre. Emette un verso acuto, e nell‟attimo in cui piomba su di me quel verso diventa un fischio, uno stridore: l'anima abbandona il mio corpo, lasciandolo inerte e immobile dinanzi all'inevitabile, paralizzato dall'orrore, e rifluisce in esso soltanto quando la bestia mi è ormai addosso.

Dettaglio Illustrazione di Saveria Valentina Maschio per -Libertus- 
“Servo della luna” di Sabrina Rizzo
Lungo la strada illuminata dalla luna procedo perso nei miei ricordi.
Penso al ragazzo, a come lo avevo visto la prima volta: bello, con un fisico atletico, occhi chiari e capelli scuri, il tipo perfetto per portare avanti la razza.
Lo avevo studiato per diverso tempo, Gabriel è il suo nome.
La mia nuova preda suonava il pianoforte in diversi locali, era un gran lavoratore pieno di talento, era educato e rispettoso, il tipico bravo ragazzo.
Un ghigno mi aveva distorto le labbra al pensiero che lo sarebbe stato ancora per poco.
Avevo seguito ogni suo passo, ogni suo respiro e quando era giunto il momento, lo avevo preso!
Posso sentire ancora la sua carne sotto i denti, il sapore del suo sangue caldo.
Da quel momento catartico il ragazzo era divenuto una mia creatura.
Dopo averlo infettato avevo atteso nell‟ombra, giorno dopo giorno, osservando i suoi cambiamenti, fino al momento in cui Gabriel era mutato completamente.
Avevo goduto appieno di quella trasformazione, ogni singola modifica mi aveva regalato scariche di piacere e di orgoglio.
Io l'avevo plasmato.
Dettaglio Illustrazione di Saveria Valentina Maschio per -Servo della luna-
Ecco fatto, per ora è tutto.
Dal 30 aprile sarà in vendita presso GDS, librerie in cartaceo e distributori on-line in formato ebook.

NUOVO TRAILER
Con musica originale degli ALMOST3 ^^

4 aprile 2012

[film] Wrath of the Titans - La furia dei Titani

Locandina
La furia dei Titani, ovvero Wrath of the Titans, è arrivato al cinema con la regia di Liebesman.
E' il sequel di Scontro tra Titani (Clash of the Titans) del 2010, remake del mitico film Scontro di Titani del 1981. Una semplice particella che fa la differenza tra una schifezza e un film passato alla storia.

CONSIGLIO: Questo nuovo capitolo, che lascia intendere un seguito, ha un'impostazione molto fantasiosa della mitologia. L'impressione a caldo è stata di confusione, ma solo alla fine ho capito che il mio approccio era sbagliato. E' un film da vedere scordandosi la mitologia cui si ispira. NON FATE CONFRONTI.
E' una visione "surreale" che utilizza dei personaggi a noi famigliari, ma che non hanno fondamenta nella letteratura, forse solo negli incubi degli sceneggiatori.

Perseo e Zeus
che sembra Mosè, ma non lo è :D
TRAMA: Abbiamo Perseo (di nome, ma che non è il Perseo mitologico) che ha trascorso gli ultimi 10 anni in un tranquillo villaggio col figlioletto Elio, l'amata Io è morta.
Gli uomini pregano sempre meno gli dèi, che quindi vedono indebolire i loro poteri col tempo.

Crono (uno dei Titani, stirpe di sovrumani che hanno creato gli dèi), padre di Zeus, Ade e Poseidone, si "ridesta" proprio grazie all'indebolimento dei poteri dei suoi figli. In passato, i fratellini divini avevano intrappolato il padre confinandolo nel Tartaro (non pensate al dentista. E' una sezione dell'Ade.)
Ade e Ares (figlio di Zeus) stringono un accordo con Crono, rispettivamente con lo zio e il nonno insomma, per catturare Zeus. (E Poseidone? Non se lo fila nessuno ...)

3 aprile 2012

[libri] Recensioni libri 2012 -1

Post riassuntivo con i link delle 11 nuove recensioni del 2012, fino a oggi.

HUNGER GAMES
IL PRIMO LIBRO DELLA SERIE, RECENSIONE E STRALCI QUI!
NEL BUIO
MIA OPINIONE CON INCIPIT DI TUTTI I RACCONTI QUI!
CIGNO NERO
MIA BREVE OPINIONE SUL RACCONTO QUI! 

30 marzo 2012

[libro] Symposium di AA. VV. (2 di 3)

Segnalazione
Prima parte QUI!
GDS EDIZIONI
Alexia Bianchini, curatrice del progetto: "Progetto nato con l’intento di raccogliere racconti di genere e sottogenere fantastico, in modo da offrire al lettore una carrellata di stili e storie diverse fra loro, sebbene appartengano tutte al mondo dell’immaginario. Dal mitologico, al weird, all’Horror, al viaggio temporale per passare dai Lycans ai vampiri, senza dimenticare demoni, post umani, e tutto ciò che la nostra immaginazione è riuscita a creare.
Tutti i partecipanti, nominati Bardi oltre la Soglia, sono stati coinvolti in un lavoro letterario di gruppo, durato più di un anno.
Istituito un gruppo segreto su Facebook, sono stati dati termini e condizioni per partecipare. Oltre alla lunghezza del testo, abbiamo fatto in modo che nessun racconto si accavallasse, se non per minimi particolari, imponendo un identico incipit per tutti: Lungo la strada
TROVATE IL GRUPPO IN FB QUI!

Autori:
ALEXIA BIANCHINI, SAMANTHA BALDIN, NICOLA D’ONOFRIO, CLAUDIO CORDELLA, ANNA GRIECO, GAETANA FIORELLA, STEFANO SACCHINI, MAURIZIO LANDINI, SERENA MYRIAM BARBACETTO e SABRINA RIZZO

Illustratori:
LUCIA ALOCCHI, SIMONE MESSERI, TERESA GUIDO, SARA CUCCU, SAVERIA VALENTINA MASCHIO, JESSICA PRIMANI, FRANCESCO SIMONE e MAX RAMBALDI per la cover.

Dopo il primo post con gli INCIPIT di:
Tagli netti sulla nuda pelle” di Alexia Bianchini 
Le figlie dell'Arca” di Samantha Baldin
Polvere” di Nicola D'Onofrio
Filakismeno Soma” di Claudio Cordella

Eccovi i successivi 3 racconti:
Stavros” di Anna Grieco
Lungo la strada di Corinto, era lì che il Fato aveva stabilito che tutto dovesse aver inizio.
Una giovane coppia, un uomo e una donna con un neonato tra le braccia, procedevano a piedi, sorretti unicamente dalla determinazione di anteporre quanta più distanza possibile tra essi e coloro che li stavano braccando.
Avevano abbandonato la città quella mattina stessa, subito prima dell'aurora, dopo che Callisto, una giovane sacerdotessa del tempio di Athena, aveva bussato alla loro porta per metterli in guardia circa il pericolo che li minacciava.
C'era voluto un po' per calmarla, ma alla fine dai suoi discorsi stentati erano riusciti a ricavare un senso logico.

Dettaglio Illustrazione di Jessica Primani per -Stavros-
Genetrix” di Gaetana Fiorella
Lungo la strada impervia avevo incontrato pochi Humans e nessuno della mia specie. Ero stata attenta a non farmi vedere, percorrendo vie poco battute. Era stato facile, anche grazie alle mie doti di Evoluns. Questo era il nome che ci avevano dato i nostri creatori. Noi, frutto di esperimenti sulla genetica, eravamo stati creati grazie al finanziamento di pochi uomini potenti e senza scrupoli, che volevano ridurre il resto dell‟umanità in schiavitù servendosi di un esercito imbattibile e facile da comandare. Troppo tardi si erano resi conto che avevamo un difetto: la nostra metà umana a volte prendeva il sopravvento, e questo era un ostacolo da correggere o da eliminare.

Dettaglio Illustrazione di Francesco Simone per -Genetrix-
Anche gli orchi piangono” di Stefano Sacchini
Lungo la strada verso casa, all‟altezza della concimaia, vidi Berto il mezzonano trotterellare verso di me, sbracciandosi come un forsennato.
Quella mattina avevo litigato con Gorchuk, il mio compagno, e per raffreddare i bollenti spiriti, ero andato a pescare al fiume. Gorchuk, da parte sua, si era messo a caccia con lo scacciafate. Quando era incavolato di brutto, spiaccicare creaturine alate era il suo passatempo preferito. Un modo come un altro per scaricare rabbia e tensione, povero tesoro!
Berto era l‟ultima persona al mondo che volevo incontrare. Di solito portava cattive notizie e non ero dell‟umore adatto per riceverne. La pesca non era stata fruttuosa, fra poco avrei rivisto quello scorbutico di Gorchuk, quasi sicuramente ancora col broncio, e per di più avevo una fame da lupo mannaro.

Dettaglio Illustrazione di Lucia Alocchi per -Anche gli orchi piangono-
Nel prossimo e ultimo seguiranno:
Deterso dalla brace delle mie dita” di Maurizio Landini
Libertus” di Serena M. Barbacetto
Servo della luna” di Sabrina Rizzo

BOOK TRAILER 2

Realizzazione e montaggio di Valentina Maschio


A venerdì prossimo col terzo e ultimo post ^^

26 marzo 2012

[libro] La trilogia steampunk di Di Filippo (Vittoria) e premessa sullo steampunk

DELOS
Delos ha ristampato un'antologia di 3 racconti lunghi che mancava da molto tempo: "La trilogia steampunk" di Paul Di Filippo. Volendo, ci sono anche in ebook ma separati.

L'introduzione di Salvatore Proietti inizia così: "Questo non è un libro steampunk."
A dire il vero, ho trovato più incisivo il suo incipit di quello di Di Filippo :D
Prima di parlarvi del primo racconto intitolato Vittoria, vi spiego brevemente il senso della prefazione. E con l'occasione, parlarvi un po' di steampunk.

L'antologia di Di Filippo è del 1994.
Il suo steampunk è più una satira dei tempi, non ci sono sbuffi di vapore o aeronavi. Per lui il "punk" è inteso come un dissenso nei confronti della Londra vittoriana sotto forma di critica sociale.

Proietti si schiera dalla parte di Di Filippo, dicendo che nello steampunk si possono identificare tre tratti indispensabili.
Il primo, l'epoca dei grandi imperi coloniali, e non solo l'era vittoriana quindi.
Il secondo, la presenza di macchine anacronistiche. Ricercando nel retro-futurismo il mondo di oggi, ma visto con gli occhi del passato. Proietti aggiunge quindi che VerneWells Conan Doyle non scrivessero steampunk. (Affermazione che mi trova in totale disaccordo, anche se comprendo il suo punto di vista.)
Terzo e ultimo punto, la satira che, sempre secondo Proietti, si sta andando a perdere. (A mio avviso, non è una grave perdita. La satira non ha le mie simpatie.)

Riesce in poche righe a tracciare una breve sintesi del genere, rimandando gli approfondimenti "alla rete".
Nel 1987 viene coniato il termine steampunk in una lettera alla rivista Locus da Jeter, che parla di satire storiche o gonzo-historical.
In Morlock Night (La notte dei Morlock, del 1979) Jeter aveva ripreso le creazioni della Macchina del tempo dal futuro al tempo di Wells.
Mio dubbio: che io sappia però, Jeter aveva ripreso i Morlock, cioè le creature del sottosuolo. Un gruppo di Morlock trova la macchina del tempo e viaggia indietro fino all'epoca di Wells. Poi, il romanzo si svolge nella Londra vittoriana. Non capisco quali siano queste "creazioni" che viaggiano dal futuro al passato.

URANIA 1347, del 1998
Torniamo alla prefazione di Proietti, grazie alla quale riusciamo a chiarire meglio questo genere di cui tutti ne parlano, ormai, ma che in pochi conoscono davvero.
Nel 1983 Tim Powers nel suo The Anubis Gates, ossia Le porte di Anubis, fa uso raffinato di personaggi storici fra cui Byron.
Altro mio dubbio: Le porte di Anubis è uno stempunk per "etichetta", ma non tanto per quel che narra. E' più vicino alla fantascienza, per i viaggi nel tempo, e a un fantasy, per la presenza di magia. Io non l'ho finito. Personalmente, l'ho trovato molto noioso. Ma in futuro, vedrò. Comunque, usare un personaggio dell'era vittoriana non fa di un romanzo uno steampunk, a mio avviso.

Proietti continua con The difference engine di Gibson e Sterling, ovvero La macchina della realtà del 1990 dicendo che quest'opera ha dato risalto allo steampunk. Qui abbiamo Babbage con un proto-calcolatore che diventa nucleo centrale di uno sviluppo socioeconomico divergente.
Secondo me: sarà anche etichettato "steampunk", ma ricorda più un ucronia storica. La Londra del 1885 viene modificata cambiando l'assetto politico. Abbiamo un Karl Marx a Manhattan, ad esempio, e la dittatura tecnocratica di Byron in Inghilterra. Ma forse, anche questo è steampunk.

Io vi segnalo anche The Infernal Devices (Le macchine infernali) di Jeter del 1987 che a me è piaciuto molto e Proietti non lo cita. George ha ereditato il negozio del padre, un'orologeria. Un giorno entrano dei clienti strambi per la Londra di fine secolo in cui vivono. In più, uno dei due, gli chiede di riparare un oggetto "misterioso" e lo paga con una moneta particolare. L'ho apprezzato anche per le creature ibride, l'ironia e il tenore medio alto. Non ci si annoia.
E una saga per ragazzi che da noi ha visto tradotto solo il primo volume, Leviathan di Scott Westerfeld. L'ho letto, ne parlo QUI!, e non mi è dispiaciuto affatto. Una lettura gradevole, di svago. Spero traducano i due seguiti.
URANIA, 2001
Dal punto di vista dell'animazione e del fumetto, Proietti cita Myiazaki con Il castello errante di Howl e Moore con La lega degli uomini straordinari.
Io aggiungerei, dal Giappone, anche il bellissimo Steamboy di Otomo e la strepitosa serie Last Exile.
In Steamboy abbiamo Ray, un ragazzo nella Londra vittoriana alternativa figlio di uno scienziato, che si ritrova coinvolto in giochi di potere più grandi di lui a causa di una sfera a vapore in grado di dare energia a un macchinario quasi apocalittico.
In Last Exile, Claus e Lavie sono corrieri con un vanship, un mezzo aereo anacronistico, nell'immaginario mondo di Prester. Per consegnare una ragazzina, si ritroveranno nel mezzo di un feroce conflitto tra le due fazioni rivali.
Ci sarebbero anche Metropolis basato sul manga del maestro Tezuka; Laputa di Myiazaki, secondo me migliore di Howl sotto molti aspetti; Nadia, e il mistero della pietra azzurra, dello Studio Gainax che miscela magistralmente il mito di Atlantide, il Nautilus del Capitano Nemo, azione e magia.
In ultimo, ma solo perchè è americano e non giapponese, segnalo anche il sublime Numero 9. Consigliatissimo! Ce ne sarebbero molti altri, ma questi che ho citato sono i miei preferiti.

Un'immagine del Robot in Laputa, l'isola galleggiante che
viene citata nel romanzo I viaggi di Gulliver.
Proietti poi cita Sky Captain and the World of Tomorrow di Conran.
Secondo me, non è steampunk ma dieselpunk.

Non capisco poi quando Proietti afferma: "Lo steampunk è diventato mainstream, e chi tiene alle mode e alla casuistica conia una pletora di sotto-sottogeneri: dieselpunk, clockpunk, atompunk; siamo nei puri territori delle mode e del marketing".
A mio avviso, non è proprio così. Sono nati dopo, ma non partono dallo steampunk. Semmai partono dal cyberpunk e hanno una loro identità, un loro stile, una loro epoca e soprattutto una loro ben definita estetica.
Spero però di non aver interpretato male il suo pensiero.


Finalmente, arriviamo a un'introduzione di La trilogia steampunk.
Proietti precisa dunque che Di Filippo ha lo spirito gonzo senza preoccuparsi di gadget e invenzioni, anche se qualcosa c'è. Sono racconti umoristici.
In Vittoria abbiamo un inventore poco responsabile, degno rappresentante di una società vittoriana tra il tragico e il ridicolo.
In Hottentots, Ottentotti, Agassiz è uno scienziato razzista che viene salvato da una donna africana, una Ottentotta. Tragicamente reali sono le ricerche craniometriche e la vita della Venere ottentotta.
(Confermo, purtroppo. La storia di Saartjie Baartman è vera. Una donna africana che nell'800 è stata resa fenomeno da baraccone in Inghilterra per le sue fattezze particolari.)
Nell'ultimo, Walt e Emily, è innanzitutto una storia d'amore tra Emily Dickinson e Walt Whitman. Un meta-steampunk per via della sfuggente natura.
Proietti conclude evidenziando la forza delle protagoniste femminili, quasi fosse un filo conduttore di tre racconti palesemente indipendenti.

Autore sconosciuto :(
Fermo restando che le mie intromissioni nella prefazione di Proietti vertevano al fine di un confronto di opinioni e nulla più, colgo l'occasione per ringraziarlo. L'ho trovata interessante. Ho potuto trarre così le mie conclusioni.

Dire cosa sia lo steampunk è un'impresa gargantuesca!
In molti tentano, vi riporto alcuni link dopo, ma alla fine è sempre la stessa storia: uno dice che lo steampunk è "quella versione che preferisce". Perchè qui è di versioni che si parla. Di sfumature.
Noi oggi appiccichiamo le etichette secondo i gusti senza tener conto del tempo che passa.
A mio avviso, dire che le opere di Verne o Wells non sono steampunk non è corretto. Non dico che sia sbagliato, solo che non sono d'accordo. All'epoca, erano opere di fantascienza, ma oggi hanno tutti gli ingredienti per essere definite steampunk, anche se la parola è stata coniata dopo.
Dire che lo steampunk sia solo satira, sarà giusto storicamente, ma oggi non si può negare che sia sinonimo di macchine anacronistiche, di vapore e un'estetica molto ricercata.
In più, bisogna tener presente che anche i videogiochi hanno avuto un certo peso. Se penso agli splendidi MYST e ad alcuni Final Fantasy (non sono tutti uguali) soprattutto il nove che era molto steampunk, mi commuovo.
Ecco perchè io non vedo nulla di sbagliato se lo steampunk abbracciasse una fascia più ampia di sfumature. Non credo che si snaturi la sua origine, anche se sarebbe opportuno fare un po' più di chiarezza, magari con delle micro-etichette che precisano la sfumatura dello steampunk. Steampunk-gonzo, Steampunk-romance, Steampunk-storico ecc. ne ho sparate alcune tanto per fare degli esempi.
La cosa importante sarebbe poter indirizzare il lettore verso una storia che si avvicina ai suoi gusti.
Dire: "Lo steampunk è questo, punto. Il resto, è schifo. E' banale, cliché..." lo trovo controproducente per il genere stesso. Considerando che proprio grazie al cinema e a pellicole "considerate dagli esperti non-steampunk" si è avuto però un avvicinamento al genere, che prima era di nicchia-nicchia-nicchia, sarebbe opportuno creare chiarezza con le micro-etichette e non ostruzionismo.
La storia dello steampunk rimane lo stesso, ma in questo modo avrà un futuro prolifico.
E, magari, chissà ... potrebbero arrivare "ibridi" interessanti ;)

Quindi, che si sappia che esistono diversi steampunk. A voi la scelta.
Quale preferite?

LINK d'approfondimento, solo alcuni:
- Wikipedia
- Intro del Duca QUI!
- Luigi Pachi, Delos QUI!
- Steampunk Italia

Cover dell'ebook "Vittoria"
Primo racconto: VITTORIA (acquistabile separatamente in ebook)
INCIPIT
“Ero stanca, e così me la sono filata”
dal diario personale della Regina Vittoria.

1-POLITICA A MEZZANOTTE
Una bacchetta di rame brunito, tenuta ferma da un morsetto da laboratorio, spuntava dall’angolo della scrivania a zampa di leone, rivestita del migliore marocchino. Alta una cinquantina di centimetri, la bacchetta terminava con un giunto cardanico che consentiva piena libertà di movimento a una seconda estensione, per descrivere una sfera quasi completa.
Una terza bacchetta, accoppiata alle altre due da un secondo giunto, finiva con una sagomatura foggiata in maniera da adattarsi a all’impugnatura di uno scrittore: quattro solchi per le dita e un incavo per il pollice. Dalla sagoma spuntava il pennino di una penna stilografica.

TRAMA: Cosmo Cowperthwhait vive in ritiro col fidato maggiordomo a causa di un incidente con un macchinario di sua invenzione che gli ha ucciso i genitori anni prima. Creatore e scienziato, contempla la sua ultima meraviglia: una donna tritone, un hellbender, che chiama Vittoria.
Un giorno arriva nel suo studio William Lamb, secondo Visconte di Melbourne e Primo Ministro, la Regina Vittoria non si trova. Gli chiede se sia possibile sostituirla provvisoriamente con l'hellbender. Peccato però che l'ibrida abbia appetiti sessuali notevoli e gli scopi del ministro potrebbero subire sviluppi particolari.

CONCLUSIONI: E' un buon racconto, scritto bene e con molti dettagli, ma la trama mi ha detto poco. Anche se mi ha fatto sorridere, sul finire, il tenore satirico e un po' lento non fa per me. L'idea resta accattivante e, considerando la fama dell'autore, mi sento comunque di consigliarlo. Soprattutto in considerazione della premessa che, spero, vi abbia mostrato quanto sia vario oggi lo steampunk.
L'unico modo che resta per conoscerlo e così scegliere la sfumatura preferita, a questo punto, è leggere :)