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4 ottobre 2017

[ebook] Yacco - racconto fantascienza su Amazon


Yacco è un racconto di fantascienza, per essere precisi apocalittico.

TRAMA:
Un mondo marcio e malato che si ostina a non cedere.
Una donna coraggiosa che ancora spera di cambiare il futuro.
Una bambina dal destino ineluttabile.
Yacco è l'innocenza della Natura che si rivolta contro l'Uomo, che sarà presto leggenda.

E' solo su Amazon per approfittare della lettura gratuita dell'Unlimited, come già "Le figlie dell'Arca".

Estratto:
YAKKO guardava la grossa auto che si allontanava. 
Quella giovane donna che sembrava tanto simpatica, visto che parlava con un manichino come lei parlava col suo bambolotto, l’aveva lasciata sola.
Yakko aveva capito poco delle frasi che le erano state dette, ma dal tono aveva capito che non la voleva con lei. 
Parlava poco di tante lingue e nessuna bene. Non aveva una lingua madre visto che non ne aveva avuta una.
Il tuo nome è Yakko, le era stato detto in una lingua chiamata Giapponese, ma il Giappone non c’era più. Cancellato dalla mappa del mondo come un inutile extra.
Ti ho trovata nella spazzatura, le era stato detto in Inglese, ma l’Inghilterra era sprofondata. Come una barca bucata, era stata risucchiata dal mare. 
Ti tengo io per un po’, in Francese. Mi dispiace, in Spagnolo. E Scusa e Arrangiati, in due lingue nordiche di cui non ricordava il nome. 
Tutti posti dove la gente non era felice e per questo fuggivano. Così le avevano spiegato.
Sei tanto dolce, ma ho già un figlio, in italiano come quest’ultima che le aveva detto la donna simpatica che le risuonava ancora nella mente: Non posso portarti con me.
Yakko rappresentava un peso per chiunque. Lo sapeva, glielo avevano fatto capire in più d’una occasione. Era solo una bambina, in fondo.
Mentre l’auto diventava sempre più piccola, Yakko si sentiva nuovamente sola. 
Chinò il capo e s’accucciò. Strinse il suo bambolotto e sospirò depressa. Aveva girato per giorni in cerca di persone amiche in questa città morta senza trovarne alcuna. Aveva sperato perfino di trovare un animaletto che le tenesse compagnia, ma nulla. La morte e la decadenza erano impresse dai pesanti strati di polvere che ingrigiva ogni cosa.
D’improvviso sentì una brusca frenata e s’alzò di scatto.
La gip s’era fermata. 
Il cuore iniziò a batterle veloce. Sì, pensò. Quella donna simpatica aveva cambiato idea.
Corse, corse veloce verso la gip che intanto stava indietreggiando piano.
Correva e sorrideva. Non sono più sola.
*

29 aprile 2017

[ebook free] Dottor Jack/Le figlie dell'Arca - steampunk horror scifi (segnalazionex2)

cover Dottor Jack
Segnalazione: ho pubblicato negli ebook GRATIS il mio racconto "Dottor Jack" sperando di farlo conoscere a tutti coloro che non l'avevano letto anni fa. E' la mia personale genesi del mito di Jack, il saltatore o Spring-heeled Jack, personaggio della Londra vittoriana.
Lo trovate anche nell'antologia "Trekkie of Mars 1- Literary Abduction" è uno dei racconti che Carlo legge all'amico Renzo.

Incipit
Jack afferrò la borsa medica che aveva in terra, vicino alla gamba. Mosse un passo.
La donna passò il braccio sulla fronte. Si alzò rasentando la parete. Pochi respiri e si avviò trascinando i piedi. Girò l’angolo senza voltarsi.
Jack si precipitò sul piccolo. Era un prematuro, sulla schiena c’erano delle chiazze scure. Le braccia erano minute e una più corta dell’altra. Toccò col dito il cuore sentendo delle leggere pulsazioni. Era vivo, ma sifilitico; come supponeva, la donna era ammalata.
Aprì la borsa, estrasse un panno con i ferri chirurgici. Tagliò il cordone ombelicale liberandolo dalla sacca. Prese il barattolo di vetro contenente la formaldeide e lo depose dentro. Per un breve istante, il forte odore di acido coprì il puzzo del sangue misto liquido amniotico. Mise rapido il barattolo nella borsa e la chiuse.
Jack osservò il piccolo. Era condannato, ma lasciarlo a quel modo gli sembrò disumano. Stava per avvolgere il corpicino in un panno, quando fu scaraventato a terra. Si ritrovò la donna a cavalcioni, mentre lo schiaffeggiava mostrando i denti marci.
Jack tentò di allontanarla. Le afferrò le mani, ma la donna lo morse al braccio. Gridò un istante per poi mollarle un pugno in faccia. La donna cadde all’indietro.
Osservò l’avambraccio, mancava una parte della pelle laddove c’era la ferita che grondava sangue.
La donna si copriva il volto con le mani. Poi, lo fissò con gli occhi sgranati, gli si lanciò addosso con le braccia tese gridando come una pazza invasata.
Jack la colpì allo stomaco. La donna indietreggiò, scivolò sul sangue e cadde malamente in terra. Picchiò la testa e svenne.
Jack cercò la borsa ansimando trovandola poi dove l’aveva lasciata. Il piccolo però non c’era più. Da sotto la schiena della donna emersero sottili rivoli di sangue che s’insinuarono tra le giunture dei sassi.
La morte per quell’innocente era giunta malsana come la nascita.
Jack si alzò, prese la borsa e si avviò a capo chino. Si strinse nel mantello nero e s’incamminò lungo il vicolo con lo strazio nell’anima: Dio non si cura di Black Hole Street.
Percorse le vie deserte e infangate sentendo quanto fosse moralmente pesante la borsa e al contempo quanto fosse a senso unico la sua strada; senza sbocchi, senza bivi, Jack poteva solo andare avanti zoppicante con i suoi fardelli. 

Nota: c'era stato molto studio, anche se non sembra, ma è un personaggio leggendario al pari del più "commerciale" Jack lo squartatore. In realtà, Jack il saltatore, o l'uomo diavolo, sono coesistiti oppure erano la stessa figura. Chissà. Rimane il fatto che ho inserito e riportato cenni storici così come il titolo che cita il ragazzo dei giornali. Spero vi piaccia.