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27 maggio 2018

[film] Solo: A Star Wars Story (NO SPOILER)


Solo: A star Wars Story è il film che speravo di vedere, il secondo della serie "Anthology".
Un film che parla di Han Solo ha una forte responsabilità e "Solo" non delude. Anzi, galvanizza e emoziona fino a non trattenere riso e pianto. 

Ci viene raccontata un'impegnativa giovinezza per Han che conosciamo dai 18 anni ai 24, invece nella prima trilogia (in ordine di uscita) con Luke e Leila era adulto, ben oltre 10 anni nel futuro. In Solo c'è un forte impatto emotivo dunque, per chi come me è cresciuto con quei film e li ha visti così tante volte che si sussulta spesso per le chicche inserite.

Non potendo fare spoiler, ma essendoci Chewbe in locandina, non credo di rovinare alcuna sorpresa dicendovi che quando arriva non me lo aspettavo, ma appena fa il suo verso, ho esclamato: "Chewbe!" Inconfondibile. Divertentissimo. Magnifico come s'incontrano e diventano amici.

Ci sono altri "vecchi" amici che conosciamo da giovani come Lando Carlissian e "lei" ...


La Millennium Falcon. 😍 Pulita, fresca... ovviamente diversa da quella che ricordiamo per motivi che scoprirete nel film. 

13 ottobre 2017

[trailer] Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Trailer Ufficiale Ita)


E' uscito il nuovo trailer di Star Wars: Gli ultimi Jedi.
Ora, detto tra noi, ho molto apprezzato Rogue One, ma Star Wars: Il risveglio della Forza non mi è piaciuto. Mi sembrava un film a basso costo, con una trama minimizzata e prosciugata di tutto ciò che è il mondo di Star Wars. Era rimasta profondamente delusa, insomma.
Questo non m'impedirà però di andare a vedere il seguito sperando che sia migliore.

Prima di lasciarvi al trailer, che mi ha leggermente entusiasmata, vi chiedo: la locandina non vi ricorda qualcosa di già visto? 😲

26 maggio 2017

[film] Alien: Covenant (CONCLUSIONI SENZA SPOILER) + (PARTE CON SPOILER)


Ho visto Alien: Covenant seguito di Prometheus (segui il link se vuoi leggere la mia opinione all'epoca).
Per qualche motivo che ancora mi sfugge, Ridley Scott sta facendo un film mezzo bello e mezzo inutile dietro l'altro. Dopo Prometheus, giuro che ero convinta che avrebbero fatto un buon film, ma non è il caso di Alien: Covenant.

Tanto per puntualizzare due cose prima della recensione SENZA SPOILER, Alien: Covenant è il seguito di Prometheus ed è anche il secondo film di una serie prequel della mitica saga "Alien" con la magnifica Ellen Ripley, interpretata dall'attrice Sigourney Weaver.
Signori, diciamocelo chiaramente: se non riusciamo a trovare un'altra Sigourney Weaver, lasciamo perdere e cambiate trama! Anche in questo caso, non c'era una figura all'altezza. Ma che dico; nemmeno avvicinabile. Personaggi quasi tutti piatti e senza costrutto.

Questa scena arriva da "Aliens; scontro finale" il mio preferito.
Compare la Regina e lo scontro finale è appunto tra due "madri":
Ellen, che si scopre solo nella versione restaurata che era madre, ma che cmq vuole difendere
la piccola Newt come fosse sua figlia,
e la Regina Aliena che vuole difendere i suoi "cuccioli".
L'intensità di questo scontro NON si può replicare.

Quindi basta dare fucili in mano a donne che non hanno un personaggio
forte e carico di storia come quello di Ellen Ripley.
La forza di un personaggio NON è nel fucile!
Detto questo, una breve recensione senza spoiler per chi volesse vedere il film:
dopo Prometheus con tutti i suoi buchi, abbiamo un inizio che ci spiega perché l'androide David si chiama così... gli piace il David di Michelangelo che il suo creatore, Sir Peter Weyland, fondatore della Weyland Corporation, ha nel suo angolo relax. 😪

Segue un pippone (per chi non conoscesse questo mio modo di dire, io definisco "pippone" un dialogo noioso su un qualche argomento inutile al solo scopo filosofico e per intellettuali annoiati), quindi, dicevo, segue un pippone sull'origine del Uomo e il rapporto col suo Creatore. 😫
Sull'imponenza visiva, nulla da dire, sui dialoghi diciamo che li ho trovati banalotti e triti e ritriti.

17 maggio 2017

[film] The discovery - La scoperta (2017)


Che cosa accadrebbe se scientificamente si potesse dimostrare l'aldilà, la tangibile scoperta di un piano d'esistenza oltre la vita?
Ecco, questo è il tema di "The discovery", "La scoperta" un film originale Netflix di Charlie McDowell con Jason Segel, Rooney Mara e Robert Redford.

Tema interessantissimo che ho affrontato anch'io nel mio "BIO" dove ipotizzo l'ubicazione dell'anima nello spazio vuoto del cervello e la Matrice LIMB0 che "matura" le coscienze e alcune le scarta inviandole nel GUSer... e molto altro ancora. 

Comunque, in questo caso, la trama è più semplice. Purtroppo, Netflix pone l'attenzione su altro (la sussurrata storia d'amore) mentre il film è ben incentrato sulla "scoperta", come viene chiamata da tutti. 

Vi riporto la mia personale trama: Viviamo in una distopia della nostra realtà dove il dottor Harper (Redford) dimostra l'aldilà come piano d'esistenza raggiungibile dopo la morte. Nessuno poteva prevedere che tale scoperta innescasse una serie di suicidi di massa. Pur di migliorare la propria vita e privarla delle sofferenze e delle malattie, in molti preferiscono il suicidio. Così, anni dopo e con un contatore di oltre 4 milioni con lo slogan "Preventing suicides, stay in this life" e #nomoresuicides e #discoverlife il mondo appare fosco e la pellicola è un po' opaca come a dimostrare che la mancanza di Fede sia stata per i più dannosa.

29 aprile 2017

[ebook free] Dottor Jack/Le figlie dell'Arca - steampunk horror scifi (segnalazionex2)

cover Dottor Jack
Segnalazione: ho pubblicato negli ebook GRATIS il mio racconto "Dottor Jack" sperando di farlo conoscere a tutti coloro che non l'avevano letto anni fa. E' la mia personale genesi del mito di Jack, il saltatore o Spring-heeled Jack, personaggio della Londra vittoriana.
Lo trovate anche nell'antologia "Trekkie of Mars 1- Literary Abduction" è uno dei racconti che Carlo legge all'amico Renzo.

Incipit
Jack afferrò la borsa medica che aveva in terra, vicino alla gamba. Mosse un passo.
La donna passò il braccio sulla fronte. Si alzò rasentando la parete. Pochi respiri e si avviò trascinando i piedi. Girò l’angolo senza voltarsi.
Jack si precipitò sul piccolo. Era un prematuro, sulla schiena c’erano delle chiazze scure. Le braccia erano minute e una più corta dell’altra. Toccò col dito il cuore sentendo delle leggere pulsazioni. Era vivo, ma sifilitico; come supponeva, la donna era ammalata.
Aprì la borsa, estrasse un panno con i ferri chirurgici. Tagliò il cordone ombelicale liberandolo dalla sacca. Prese il barattolo di vetro contenente la formaldeide e lo depose dentro. Per un breve istante, il forte odore di acido coprì il puzzo del sangue misto liquido amniotico. Mise rapido il barattolo nella borsa e la chiuse.
Jack osservò il piccolo. Era condannato, ma lasciarlo a quel modo gli sembrò disumano. Stava per avvolgere il corpicino in un panno, quando fu scaraventato a terra. Si ritrovò la donna a cavalcioni, mentre lo schiaffeggiava mostrando i denti marci.
Jack tentò di allontanarla. Le afferrò le mani, ma la donna lo morse al braccio. Gridò un istante per poi mollarle un pugno in faccia. La donna cadde all’indietro.
Osservò l’avambraccio, mancava una parte della pelle laddove c’era la ferita che grondava sangue.
La donna si copriva il volto con le mani. Poi, lo fissò con gli occhi sgranati, gli si lanciò addosso con le braccia tese gridando come una pazza invasata.
Jack la colpì allo stomaco. La donna indietreggiò, scivolò sul sangue e cadde malamente in terra. Picchiò la testa e svenne.
Jack cercò la borsa ansimando trovandola poi dove l’aveva lasciata. Il piccolo però non c’era più. Da sotto la schiena della donna emersero sottili rivoli di sangue che s’insinuarono tra le giunture dei sassi.
La morte per quell’innocente era giunta malsana come la nascita.
Jack si alzò, prese la borsa e si avviò a capo chino. Si strinse nel mantello nero e s’incamminò lungo il vicolo con lo strazio nell’anima: Dio non si cura di Black Hole Street.
Percorse le vie deserte e infangate sentendo quanto fosse moralmente pesante la borsa e al contempo quanto fosse a senso unico la sua strada; senza sbocchi, senza bivi, Jack poteva solo andare avanti zoppicante con i suoi fardelli. 

Nota: c'era stato molto studio, anche se non sembra, ma è un personaggio leggendario al pari del più "commerciale" Jack lo squartatore. In realtà, Jack il saltatore, o l'uomo diavolo, sono coesistiti oppure erano la stessa figura. Chissà. Rimane il fatto che ho inserito e riportato cenni storici così come il titolo che cita il ragazzo dei giornali. Spero vi piaccia.


14 febbraio 2017

[serie tv] Legion - Marvel (leggero spoiler)


É iniziata la mini serie di otto puntate di Legion, la nuova serie tv tratta dall'universo Marvel, nel senso che ne prende il protagonista, ma al tempo stesso si slega dagli X-Men per mostrare un universo parallelo.

Due veloci note e le mie impressioni sul pilota, senza troppi spoiler (e cmq nulla di eclatante) così da non rovinare la sorpresa a chi volesse vederselo.

L'approccio è particolare: musichetta anni '70 e immagini frammentate del protagonista David Haller (interpretato da Dan Stevens) che ha più o meno sempre le mani in testa (e poi si scoprirà il perché). 
Balzo temporale, siamo in un ospedale psichiatrico perché lui ha tentato il suicidio e ora lo "curano" con dei farmaci. Qui, tra i diversi pazienti, risaltano due figure:
- Lenny Busker (Aubrey Plaza) che potrebbe anche non essere davvero lì...
- Sydney Barrett (Rachel Keller) che c'è, ma nessuno poi se ne ricorda, tranne David


18 dicembre 2016

[ StarWars ] RogueOne - A Star Wars Story - Anthology (no spoiler!)


Ci siamo! Star Wars è tornato.
Rogue One - A Star Wars Story - è fantastico!
Dopo la personale delusione del precedente Star Wars - Il risveglio della forza - sono rimasta invece molto soddisfatta di Rouge One, lo spin-off che però è di diritto anche il 3.5 della saga, secondo me. 

Non volendo fare spiacevoli spoiler a chi ancora non l'ha visto e sta cercando solo delle informazioni per sapere se ne vale la pena, posso dirvi che sì, ne vale la pena! 😊



17 dicembre 2016

[serie tv] Westworld - La serie HBO (in)umana dell'anno


Westworld, dove tutto è concesso; e vorrei anche vedere, con i costi che affrontano gli ospiti. 😀
Finalmente, la serie tv targata HBO (per noi italiani Sky Atlantic) ideata da Nolan e Joy, c'è!
Dopo anni di fermi, messe in pausa, forse ci siamo e si riparte, abbiamo dei problemi, un attore è impegnato... sostituiamolo... eccoci nuovamente... tanto che ormai avevo perso le speranze, Westworld è arrivato.
E finito!
Ho atteso i primi 10 episodi, ovvero la prima serie per trarne un'opinione per via della struttura della trama densa e complessa. Non è una serie che si può giudicare senza completarla, almeno secondo me.
Regia, soggetto e sceneggiatura di Michael Crichton

Prima di questo, però, sono doverose delle precisazioni:
- JJ "tanto caro alla Disney" Abrams, non è il regista, nè il produttore, ma è uno dei produttori esecutivi. Non ho capito quindi perché tutti andassero in giro a dire "la serie di JJ" (che di fatto ha perso il cognome e ora è solo "JJ" come fosse il vicino di casa) anziché dire la serie di Nolan e Joy. Oppure, se di regista vogliamo parlare, allora citiamo e ringraziamo Michael Crichton

- Non è il remake o il reboot o che dir si voglia del film degli anni '70 "Westworld - Il mondo dei robot" con il mitico Yul Brynner, ma si basa e prende lo spunto dalla sceneggiatura che, non a caso, è di Michael Crichton stesso. Non solo, Crichton ha visto un film e una miniserie a seguito della sua opera (Futureworld - 2000 anni nel futuro e Beyond Westworld), motivo per cui per la nuova "creatura" di materiale ve n'era in abbondanza.

- Nulla di nuovo allo stato di fatto: che un robot acquisisca una coscienza o simile la fantascienza è colma e ricolma. Ma piace, vende e quindi ecco che infarcendo il nuovo "Westworld" di sesso, nudi, linguaggio colorito, effetti speciali gradevoli, magnifici panorami e comunque un ottimo cast è riproposto un tema ritrito, ma efficace. 

- Ultima precisazione e nota di demerito (ahi, ahi) per HBO per lo streaming. Hanno ben pensato di mandare gli episodi in onda anche in streaming sul canale HBO senza tener conto che, giusto per chiarire, in Italia hanno l'esclusiva quelli di Sky, che è a pagamento. Eh!
Quindi, ditemi voi, perché dovrei abbonarmi a un canale in streaming (primo mese gratis) se già pago Sky? La risposta esiste solo nel centro del labirinto che tanto s'affanna a cercare l'uomo col cappello nero. Il fatto è che questo slittamento ha creato dei disagi non indifferenti a chi come me detesta gli spoiler. I social ufficiali hanno mandato tweet con gif a non finire, tanto che ho dovuto non seguire più nulla per non incappare in fastidiose anteprime. 

Lodevole il doppiaggio di Sky e apprezzo anche sempre che diano l'episodio in originale in contemporanea. Purtroppo, non vale lo stesso con lo streaming e soprattutto c'è un blocco sul sito ufficiale di Westworld!
Ora vi mostro le due schermate in questione partendo da twitter @WestworldHBO che pone il link: 
www.discoverwestworld.com


Quello che vediamo noi, dall'Italia, e quello che vedono in USA andando su www.discoverwestworld.com sito ufficiale del programma NON è lo stesso. Anzi, non c'è proprio il sito qui da noi, bloccato non si sa da chi.

1 agosto 2013

[self publishing] Il nuovo volto dell'Editoria

[self publishing] Il nuovo volto dell'Editoria


Il self publishing è un secondo lavoro, non è un semplice hobby. 
Gli autori auto-pubblicati ricoprono le mansioni di una Casa Editrice "al completo", compreso il marketing. 

Non è mia intenzione dilungarmi sui vari perché uno decida di affrontare la strada più difficile, non siamo tutti uguali e ognuno di noi sbarca nel self con un approccio diverso e un bagaglio d'esperienze troppo vario per generalizzare. 
Per questo, proprio perché i motivi sono diversi, non è corretto etichettare tutti quanti i self come scrittori falliti, o peggio, rifiutati dall'editoria "cartacea".

Chi di solito scaglia la pietra infamante, non ha la coscienza pulita. ;)
Infatti, ci sono però 3 categorie che sputano sugli auto-prodotti, sugli ebook e sui nuovi editori web:
-quelli che pagano per avere il libro stampato rivolgendosi alle EAP che, ovviamente, ostacolano il self visto che viene meno il loro finto pedigree per ingannare i lettori (in Italia abbiamo circa 600 piccoli editori, conoscerli tutti è impossibile, quindi è facile vendere un libro con la dicitura "editore Pinco Pallo")
-quelli che comprano "sotto banco" le copie in tacito accordo con la clausola "che lo scrittore deve impegnarsi a vendere entro l'anno X copie" (CE a doppio binario, che non differiscono dalle EAP a conti fatti, ma per qualche motivo a me oscuro appaiono meno negative) 
-i raccomandati (amichetti di amiketti... o di persone importanti che sono etichettati "fenomeni" al primo romanzo a 15 anni perché sì!). Questi sono i più ipocriti e infami. Dicono no alle EAP (come se loro fossero immacolati) e mettono i loro ebook a prezzi assurdi per incentivare l'acquisto del cartaceo che, di solito, costa poco di più e dal quale traggono profitto.

Tutta questa finta e mediocre editoria se la sta vedendo molto male proprio a causa del self e dell'editoria web... ma che strano. Poverini, stanno vedendo il buio in fondo al loro tunnel dorato.
Oh, come mi dispiace. :D
Ho passato anni a far marchette...
Invece, quello che mi rattrista davvero, sono quei piccoli e medi editori onesti che non passano un buon momento (per non dire pessimo); vittime innocenti del profondo cambiamento che stiamo vivendo.

Per contro, molti self hanno avuto un riscontro di lettori tale da aver suscitato l'interesse di CE importanti; è il caso di Martin Rua che con il suo "Codice Baphomet" (un thriller esoterico) ha avuto migliaia di download, era sempre primo in Amazon ... e lo è stato a lungo.
Ebbene, Martin (che aveva però altri romanzi all'attivo e il pubblico lo apprezzava già da alcuni anni) uscirà in settembre con Newton con "Le nove chiavi dell'antiquario". Notevole, no?
E' un buon esempio di uno che ha mostrato con le sue sole forze che con costanza e impegno, si possono ottenere ottimi risultati.
Ma la Newton è una delle poche CE che gestisce gli ebook in modo eccellente, altre non sanno nemmeno cosa siano o peggio: li vedono come "il Male Digitale che distruggerà l'editoria"...

aaarrrgh!

28 giugno 2013

BIO Cyberpunk: Quantum Fiction

BIO Cyberpunk: Quantum Fiction


BIO Cyberpunk è quantum fiction.

Sorpresa! Spero vi sia gradita. :)
Sembrava solo un cyberpunk, ma c'era di più. Non potevo dirlo prima, però. Anche perché nel primo volume, che ricordo essere meno della metà del romanzo completo, non c'è alcun accenno al discorso "quantum". E' solo nel secondo e conclusivo volume, di 367 pagine che arriva la Teoria M.

Comunque, tutto ciò che c'è da sapere lo troverete direttamente nel romanzo. Non è mia abitudine spedire il lettore a prendere il dizionario durante la lettura infrangendo così la promessa di "immersione in un altro mondo". Io spero di intrattenervi per tutto il tempo con un'avventura insolita, originale e "agrodolce". 

BIO Cyberpunk, nella sua completezza di quasi 700 pagine, è a tratti divertente, ma anche tragico. 
Parla di una fuga da un controllo mentale oltre che fisico. 
Di tormenti e di un costante senso di incompletezza che non lascia mai il protagonista Bio. Parla di realtà virtuale, ma non è come in Matrix e nel 2 sarà chiaro nella sua agghiacciante scoperta di cosa sia davvero la Matrice LIMBO