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31 ottobre 2012

[ricorrenze] Buon Halloween


OFFRI O SOFFRI?

Un tempo era così.
Oggi è un più morbido e gentile "Dolcetto o scherzetto?"
Scegliete voi. ^__^


25 luglio 2012

[film] Biancaneve e il Cacciatore (2012) e l'esoterismo perduto

Poster della Regina Ravenna
UNICA SUBLIME ATTRICE!
Biancaneve e il cacciatore (Snow White & the Huntsman) è l'ultimo film (speriamo!) che rivisita la fiaba di Biancaneve e i sette nani dei fratelli Grimm. Diretto da Rupert Sanders è interpretato da Kristen Stewart, Chris Hemsworth, Charlize Theron e Sam Claflin.

Mettetevi comodi, l'articolo sarà lungo.
E parto dall'inizio, cioè dalla fiaba originale.
Pensate di conoscerla? Davvero? 
Sapevate che la regina uccide tre volte Bianca? Sapevate anche che non gliene fregava nulla del cuore, ma voleva fegato e polmoni? Sapevate che non c'è nessun bacio?

DUE PAROLE SULLA FIABA DEI FRATELLI GRIMM e la VERSIONE DISNEY
Era il 1812 quando Jacob e Wilhelm Grimm trascrivo una favola popolare, che fino a quel momento era tramandata solo oralmente, e la chiamano Schneewittchen und die Sieben Zwerge.
La storia non era solo un monito per i bambini, ma era un'allegoria della creazione, del tempo, dell'universo. Un vero micro trattato esoterico pronto per essere colto, da chi riesce a leggere tra le righe e a non fermarsi alla bimbetta tanto bella e buona che incontra i nanetti.
Vi siete mai chiesti perché sono sette, i nani?
Lo stesso Disney ha creato apposta i nomi per i nani abbracciando il significato esoterico che racchiudevano.

Dotto (Doc) rappresenta il Sole, la luce, il giorno. Il sorgere della vita. (domenica)
Mammolo (Bashful), il timidone, che rispecchia il femminino, ovvero la Luna. Il lunedì. 
Brontolo (Grumphy) è quello sempre nervoso, è Marte (martedì). 
Cucciolo (Dopey) è il più giovane, è Mercurio (mercoledì).
Gongolo (Happy) quello sempre allegro, rappresenta Giove (giovedì). 
Eolo (Sneezy) custode dei venti per Venere (venerdì). 
Pisolo (Sleepy) ovvero Saturno, cioè il sabato. Un tempo, era il giorno dedicato al riposo.
Dietro al nasone, Disney ha visto
l'aspetto esoterico che si celava e ha dato i nomi ai nani
 per meglio far capire il significato esoterico.
Per approfondimenti:
 La scienza dell'Uno di Marchi.(Grazie a questo blog, dove ho appreso del saggio)
Ai nani si aggiunge Biancaneve, l'ottavo elemento. Arriva cioè lo straordinario che smuove suo malgrado il normale, la solita quotidianità. E non è un caso che sia l'otto. Numero che se posto in orizzontale diventa il simbolo dell'infinito. Bianca inizia il ciclo di eventi che crea la linea temporale. 
Prima il tempo non c'era. Tutto era sempre uguale. 
Dopo l'incontro, i nani hanno la vita cambiata e per sempre. Qui c'è anche il significato che per crescere, bisogna avventurasi nella vita, conoscere ciò che non conosciamo.
Quando la regina tenta di uccidere Biancaneve, vuol dire che "le forze oscure" tentano di rompere l'equilibrio cosmico. Mettendo a dormire Bianca con un incantesimo (lei dormirà per sempre) vuol significare anche una non-coscienza del mondo. Ovvero, vivo nel mondo ma non ne faccio parte perché non lo capisco.
Alla fine, però, Bianca cade addormentata con un morso alla mela.
La versione originale prevedeva prima un tentativo di soffocamento e un pettine avvelenato, ma i nani arrivano in tempo e la salvano. Non arrivano in tempo per la mela, dove la strega/regina per provare che è buona la taglia in due parti e ne mangia mezza.
Non c'è il bacio del bel principe come salvezza, per il semplice fatto che se non sei tu che ti muovi e cerchi di capire come funziona il mondo, non c'è nessuno "estraneo" che ti spiegherà.
Bianca, infatti, è aiutata solo da un intervento "divino". La bara in cui è trasportata è fragile. Uno dei portantini inciampa e la fa cadere. Bianca "precipita" a terra e sputa il boccone.
Sembrerà poco romantico, ma non voleva esserlo.
Vuol significare che vivere nel mondo non è facile, che spesso si cade. L'importante è rialzarsi.
Infatti, Bianca dopo il risveglio ha una nuova visione del mondo.
E soprattutto, la regina viene punita. Indossa della scarpe roventi e danzerà un ballo mortale.

La storia del bacio introdotta da Disney era un tantino "maschilista" a mio avviso.
"Io uomo ti salvo con un bacio, oh bambina vergine, e ti sposo subito perché tu altrimenti non sapresti come cavartela nel mondo" ... sembra dire. "Poi ti metto nel castello, non ti faccio mancare nulla, mentre io (uomo) governo il regno." Ovvero, io lavoro, tu badi alla casa che tanto nel mondo lavorativo non c'è posto per te.

Era romantico quando avevo cinque anni, crescendo ho solo capito che era l'ennesimo messaggio subliminale di sottomissione. Di certo velata, raffinata, ma pur sempre di esplicita incapacità della donna di essere autonoma. Del resto, era il 1937 quando Disney ha creato la sua versione di Biancaneve.
Non voglio fare la "femminista", però non ho mai capito perché a noi bimbe ci davano un bebé da accudire, una finta cucina, una finta asse da stiro e le Barbie "per giocare in casa" (quindi come dire, abituati a fare la casalinga ma sexy) O_O ... mentre ai bimbi gli davano macchinine, omini per simulare la guerra e la palla per giocare "fuori nel cortile".
Crescendo, l'ho capito.

Posso essere ancora un po' seccata?
Quindi, concludendo, per certi versi la versione dei fratelli Grimm era più d'emancipazione. Disney l'ha regredita e resa "morbida" togliendo anche il fatto che la regina mangia fegato e polmoni credendo fossero di Bianca, che cerca in modo sistematico di farla fuori e che alla fine subisce la tortura prima di morire.

FONDAMENTI STORICI DI BIANCANEVE
Da dove avranno preso spunto i fratelli Grimm?
Lo studioso storico Eckhard Sander, nel suo saggio "Schneewittchen, Maerchen oder Wahrheit?" ovvero Biancaneve, fiaba o realtà? pone interessanti collegamenti con le vicende del villaggio Bad Wildungen dove i bambini lavoravano nelle miniere di bronzo proteggendosi con dei cappucci (sembrano i nani della fiaba). Siamo nel 1560 circa quando il conte Samuel von Waldeck inaugura queste miniere.
Non solo, il conte aveva una sorella bellissima, Margarethe che soffriva per la forzata convivenza con la matrigna. Non è certo che trascorresse il suo tempo con i bimbi che lavoravano nelle miniere, ma è provato che questi vivessero in casette minute.
Altra corrispondenza: l'amore con un principe. Pare che scoppiò l'amore tra la bella Margarethe e Filippo II. E pare anche che la matrigna sia riuscita ad avvelenarla per impedire le nozze. Nel 1544 la ragazza morì.
Ultima coincidenza: nel villaggio, sembra vivesse un alchimista (all'epoca definito stregone) abile nel avvelenare i meli nei dintorni. Capitava spesso che i bimbi manifestassero intossicazioni alla gola.
(Fonte: articolo di Repubblica)
Coincidenze? Sicuramente, ma è anche vero che è risaputo che i fratelli Grimm prendessero spunto dalle leggende tramandate. Quindi, potrebbe essere che questa vicenda sia entrata in quella che sarà poi ricordata come Biancaneve.

Filippo II di Spagna,
forse il Principe Azzurro "storico" di Biancaneve
E ora veniamo al film Biancaneve e il cacciatore.
Dal punto di vista tecnico (regia, fotografia ecc.) nulla da dire. E' ben fatto.
Sulla recitazione spicca sopra tutti la straordinaria Theron, e non era difficile da prevedere. Una regina intensa, con un passato e un nome Ravenna, non era impresa ardua per un'attrice vera con un trascorso di premi Oscar, Golden Globe, Emmy. Fatevi un giro QUI! e ammirate la grandezza di questa bravissima attrice nonché donna di rara grazia e bellezza.
Gli altri, sono imparagonabili. Invisibili.
E scusatemi: INDEGNI!




Biancaneve interpretata dalla Kristen Bella Stewart fa una patetica prova. Non esce dal personaggio di Bella nemmeno quando si getta dalla rupe. Nemmeno quando accarezza il PLAGIO (di cui vi parlo tra poco). Nemmeno quando deve fare la morta.
Col le solite sopracciglia che vorticano sulla fronte come in preda all'epilessia, con il solito volto lungo da cavalla, anche con l'armatura (inutile) e la spada (idem come prima) esprime la solita incapacità recitativa.
Espressione per Bella.
Espressione per stupore in Bianca.
Da notarsi però una leggera miglioria nel sopracciglio destro
che rientra nella parte centrale.
E la bocca leggermente più aperta.
Ma questo è perché fa da sponsor al dentista. ;)
Se davano la parte di Biancaneve a Jacob, era uguale!
Tanto è solo una questione di denti bianchi.
E quindi Kristen ci regala espressioni così intense, così coinvolgenti che non potevo condividerle. Ecco alcune perle, immortalate.
Come? Devo essere più espressiva?
Ma non mi si vedono i denti. 
Sguardo perso sulla finestra,
a bocca aperta... sempre per mostrare i denti.
Qui piango, ma solo perchè m'hanno costretta
a tenere la bocca chiusa.
Non posso mostrare i miei denti bianchi, così.
Qui sono a metà strada tra lo stupore e la rabbia.
Ma è ottima! Ho i denti ben in mostra.
A parte la recitazione, quindi, il film in realtà è una groviera narrativa. Un colabrodo.

FACCIO UN PO' DI SPOILER

Bianca dopo la morte del padre è costretta a starsene sempre nella torre nord. Ci trascorre anni! E come la troviamo? Vestiva di pelle. Indossa comodissimi pantaloni di pelle sotto la gonna. A parte che una carcerata indossa al massimo una tunica per tanti motivi, soprattutto per non morire di piaghe e per espletare i bisogni (cosa che nella cella di Bianca non si capisce... se è chiusa dentro, dove andrà a fare la "pupù"? Non è un caso... dopo capirete)
Perché dunque?
Forse per saltare meglio dalla rupe. Vabbè, ma non è geniale vestire la protagonista con pesanti pantaloni di pelle giusto per non farle graffiare le cosce mentre salta. Oppure si vergognava?
Mistero.

E come fa a liberarsi? Altra chicca della sceneggiatura.
Bianca se ne sta in prigione anni, beatamente inconsapevole che c'era un chiodo più grosso di quelli usati per le crocifissioni comodo e dondolante proprio fuori della finestra che osserva per tutto il tempo.
Possibile? Bhè, sì, visto come osserva la finestra.

La rimetto ingrandita per mostrare meglio
lo sguardo perso ...
da trip...
che non le permette di notare il chiodo fino al momento giusto.
Penserete che ci siano incoerenze solo con Bianca. Invece no.
Il cacciatore, che non ha il nome poverino, prima viene convocato dalla regina dove le dice chiaramente che non vuole soldi. lui vuole solo rivedere la moglie morta. Il cacciatore è un vedovo inconsolabile, pare.
Ma quando i soldi glieli offre Bianca, invece li accetta.
Perché?
Mistero.

Il Principe William, tenero ragazzotto che prima la cerca in lungo e in largo (tranne che nel castello pare) e poi scopre che è viva ed era fuggita dal castello ... e fa lo stupito!
"OHII! Biancaneve, non s'era mai mossa da là! Idiota!"

Il fratello della regina, che dopo aver seguito il cacciatore fin dentro la foresta "oscura" quando trovano Biancaneve ha la bella pensata di dirgli che la sorella (la regina Ravenna) lo ha preso in giro e non può riportare in vita la moglie morta.
Ma scusa, aspettare che ti dia Bianca, no?
E ha ragione Ravenna a prenderti a schiaffi quando ti vede! Un altro idiota.

E i Nani... che dicono di uccidere ragazze e far furti come se fosse cosa da tutti i giorni, mentre poi la prima bimba dai denti bianchi non riescono nemmeno a sfiorarla? Patetici!
Sono anche in otto, quindi si sa già che presto uno schiatterà.


Qualcuno poi mi spiega il TROLL che ci azzecca? Se almeno Bianca se lo fosse portata in battaglia.
E la parte delle sfigurate? Le donne che si sono sfregiate il volto per non soccombere alla regina, ma unirsi poi alla battaglia anche loro no?
No! Tutte scene inutili, usate come riempitivo.

E il DIO CERVO nella foresta delle fate?

ECCOCI AL PLAGIO
Se non lo conoscete, esiste un film d'animazione PRINCIPESSA MONONOKE realizzato nel 1997 dallo Studio Ghibli dal grande Maestro Miyazaki. Vi metto solo due fotogrammi. Giudicate voi.


In pratica, Biancaneve è la prescelta perché il "dio" cervo della foresta si fa accarezzare.
Ci sono tanti altri spiritelli, nella foresta della fate ...
e tutto l'insieme sembra tanto Mononoke.
MA TANTO, TANTO!
A partire dai funghi con gli occhi che sembrano i KODAMA.
Kodama: spiritelli della foresta in Mononoke
Che posso dire? Signori sceneggiatori Hossein Amini, Evan Daugherty e John Lee Hancock pensavate che non ce ne saremmo accorti? Pensavate fosse figo mettere il dio cervo di Myiazaki nel vostro filmaccio?
Non solo non è figo, ce ne siamo accorti (come me tanti altri blog) e non ne siamo stati affatto contenti.
Avere due idee originali mai, eh?
Sempre a scopiazzare, vero?
VERGOGNA!

Comunque, tornando ai buchi di sceneggiatura, il grande esercito con cui affrontano la regina, sono in realtà una cinquantina di soldati. Ecco una foto.

Siamo in pochi, ma per fortuna ci sono i nani!
Bianca che cavalca con i suoi amichetti all'assalto del castello.
Per fortuna che i nani attraversano "il mare di pupù" e aprono la porta a Bianca. (Non sentivo la parola "pupù" dalla quarta elementare. Ma 'sti nani, quando ammazzavano le ragazze e facevano le rapine cosa dicevano? Come parlavano? Sono dei delinquenti redenti o sono solo dei cialtroni?
Se sono dei cialtroni, era il caso di affidare le sorti della battaglia?
In ultimo, di che si lamentano? E' la "pupù" santa di Bianca. Vi ricordate che all'inizio mi domandavo dove la facesse Bianca, no? Eccola qui. :D

Piccolo passo indietro, prima del finale.
Più volte Bianca cerca di brandire armi, ma il bel cacciatore le fa capire che non è il caso. Allora qualcuno mi spiega perché alla fine Bianca non solo indossa l'armatura, ma impugna una spada e uno scudo?
Ma quando ha imparato? QUANDO!
La scena che corre su per le scale con l'armatura ... no comment!

Comunque arriva il finale: dopo due scaramucce verbali, affonderà il coltellino nel petto della regina.
Ho ancora i brividi.
Salvo però i guerrieri di cristallo, quelli mi sono piaciuti.

Un altro principe inutile
Peccato per il personaggio sprecato del principe.
Alla fine, è inutile e si aggira confuso nella storia senza una sua identità. Non salva nemmeno Bianca col bacio. Che tristezza!
Il vedovo ubriacone invece va bene?
Fatemi capire: Bianca conosceva William fin da piccola. In prigione non fa che chiedere di lui. Appena esce cerca lui ... appena restano soli LO BACIA LEI! (E' vero che è Ravenna, ma Bianca non lo sa) ma questo non è amore.
No!
Il bacio d'amore è col cacciatore. Perché?
Perché è co-protagonista nel titolo, suppongo. Altri motivi, non se ne sono visto che non si cambiano 10 anni di sentimenti con pochi giorni dentro la foresta.
La solita confusione "mentale e sentimentale" di Bella tormentata tra il vampiro e il lupo, ce la ribecchiamo pure qui! Bianca, confusa tra il principe e il cacciatore.
Non ho parole, solo parolacce.

FINE DELLO SPOILER
CONCLUSIONE: Non mi è piaciuto, e tutti i perché ve li ho esposti. Ce ne sono molti altri, ma non posso fare un trattato. La trama sembra scritta da tre bimbetti delle elementari ed è un vero peccato visto che gli strumenti per creare un buon film c'erano tutti.
Buona la regia, belli gli effetti speciali.
La recitazione media del cast è buona. Ripeto, la Theron non poteva spiccare vista la qualità superiore. Alla fine, la Stewart è quella che è ma si sopporta.
Il principale difetto è proprio nella trama. Troppi buchi, troppe incoerenze. Contraddizioni e forzature.
Per questo motivo, mi sento di consigliarlo solo ai più piccoli.

Un vero peccato. L'immagine di Bianca in armatura m'ha fatto sperare fino all'ultimo.
E poi, inserire il cervo di Miyazaki proprio no!
Non a questi livelli di bassezza. Non ci sto!
Non c'è più l'esoterismo della fiaba dei fratelli Grimm, non c'è nemmeno una versione con Bianca guerriera in riposta al "maschilismo" dell'animazione disneyana (cosa su cui facevo tanto affidamento).
Non ha una morale, un suo perché ...
Non si sono ispirati alla probabile fonte storica del 1500 circa.
Hanno solo abbozzato una serie di eventi tenuti insieme con le forcine. Scene scollegate, vuote quando va bene, altrimenti presa qua e là da altre parti. Quando camminavano per le montagne, Bianca, il cacciatore e i nani, mi sembrava la brutta copia della Compagnia dell'anello O_O
Bianca va e viene da un regno assoggettato da una dispotica malvagia col cavallo! Ma 'sto regno... è un paese? Un confine, piccino piccino, almeno no?
D'accordo farne un film per le ragazzine invaghite della saga sul vampiro, anche se io rimango della mia opinione, va bene staccarsi dalla precedente trasposizione di Biancaneve, la commedia Mirror Mirror (anche se a questo punto, devo dire che almeno negli intenti erano più genuini), ma sembra cucito apposta su misura per la Stewart. Stesso plot, cambia l'ambientazione.
Una delusione, insomma.
BOCCIATO!


(Tranne la Theron e la sua regina! Dovevano fare un film su di lei, che ammazzava Bianca... un tripudio di malvagia sensualità che avrebbe incantato e fatto tremare gli animi di grandi e piccini.
SUBLIME THERON!
Gettata come una perla tra i porci.
Imperdonabile!

23 febbraio 2012

[ebook] Nel buio di AA. VV. (Altrisogni/D&N)

cover
Le riviste Altrisogni e D&N hanno creato un'antologia horror davvero ben strutturata. Dal concorso NEL BUIO che si è tenuto tempo fa, ecco dunque l'ebook tanto atteso. 
Non solo. I racconti sono intervallati da inquietanti fotografie. Già la copertina dovrebbe dare un assaggio, ma vi posso assicurare che le immagini all'interno lo sono altrettanto.

L'antologia contiene non solo i 10 racconti finalisti e 10 fotografie, di cui Abietti con "Il grande buio" si è aggiudicato il podio per lo scritto e Agnoletti con "Omaggio a Poe" per la foto, ma ci sono degli special guest. 
Per i racconti sono: Arona, Farris, Cola, Astori e Di Marino che hanno "partorito" una loro versione del buio. 
Nel campo della fotografia sono: Cavanna, Chelli e Nodari
Mio parere personale, mi sono innamorata della foto di Biancaneve di Cavanna :D

Ma andiamo nell'ordine perchè la carne al fuoco è davvero tanta!
Vi riporto incipit e "accenni di trama" così come sono stati presentati dai curatori dell'antologiaAntonini e Di Domenico, per non sciupare il piacere della lettura. Essendo dei racconti, si fa prima a leggerli che a fare troppi anticipi ;)

Dall'introduzione a cura di Lo Forti: (...) Mentre il valore espressivo delle foto, in virtù della loro natura “sensibile”, si impone immediatamente e non ha bisogno di essere spiegato ma solo recepito e interiorizzato, quello dei racconti si rivela in maniera assai più ellittica e allusiva. 
Ogni storia presenta infatti un approccio differente, non solo al soggetto, ma anche al contesto che lo contiene. 
Così, se nel racconto vincitore, Il grande buio, di Yuri Abietti, scopriamo un’oscurità vorace, attiva e implacabile, in altri casi l’assenza di luce viene vissuta come perdita, sottrazione, mancanza.
Non mancano rivisitazioni originali degli archetipi ancestrali dei quali il buio è simbolo e araldo, spesso fulminanti nella loro espressività sintetica. Anche quando il buio è relegato al ruolo di scenario, poi, esso si prende - letteralmente! - la scena.

INCIPIT racconto vincitore:
IL GRANDE BUIO di Yuri Abietti
Mi manca la luce. Sapeste quanto mi manca.
Quanto tempo è passato dall’arrivo del Buio? Sei mesi? Un anno? Credo che nessuno abbia potuto tener conto del passare del tempo. A me sembrano passati secoli, tutti uguali. Ogni secondo, ogni minuto, ogni giorno... sembra interminabile.
la foto vincitrice
"Omaggio a Poe" di Agnoletti
Special Guest
TRAMA Dall'introduzione dei curatori: (...) Con il suo Una situazione oscuraArona ha realizzato un racconto fantastico che unisce l’ironia a un horror sottile, sfiorando i temi del weird e della fantascienza e ambientando il tutto sulle nostre montagne. 
Fango, di Clelia Farris, è un racconto dove horror e fantascienza sono “costretti” a unirsi negli angusti spazi di una stanza priva di uscite: in questo setting claustrofobico, il buio si riempie di… qualcosa di molto spiacevole. 
Alberto Cola ha scritto Loro se ne cibano, un racconto di fantascienza militare, dove una guarnigione si trova a dover affrontare una minaccia oscura e sfaccettata
Cristiana Astori ha contribuito con Hai paura del buio?, un horror violento, sanguinario, inquietante: scritto con uno stile diretto e molto efficace, è una vera immersione nella paura. 
Ultimo, ma non certo per importanza, Tengu, di Stefano Di Marino: una storia d’azione e avventura, ambientata in un mondo fantastico dove un globale tecno-impero del Sol Levante si ritrova improvvisamente in ginocchio quando la luce e l’energia vengono a mancare.


INCIPIT
UNA SITUAZIONE OSCURA di Danilo Arona
«Oh, lo sai? Prima di partire, entro in libreria e mi faccio un giro nel nostro reparto preferito», attacca Daniele con aria dottorale, «che subito vengo attratto da due titoli pressoché analoghi. Del primo conosco bene l’autore,
una garanzia al cubo. Titolo, La cosa oscura. Poi, un po’ più in là, eccoti l’altro di un’autrice che non ho mai sentito nominare. Il titolo è La materia oscura e qui necessito di qualche ragguaglio in più. Ma siccome è ambientato nel nord della Norvegia durante gli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, mi becco al volo pure questo. Sembra La cosa di Carpenter riscritto da Jack London. Poi, com’è corretta abitudine, vado a sbirciarmi le ali, la quarta e i titoli originali. E indovina un po’...»

FANGO di Clelia Farris
«Fatemi uscire! Ome! Tia! Se non aprite subito la porta, giuro che ve ne pentirete!»
Sinmati tempestò di pugni la porta; la vernice sfogliata le graffiò la pelle.
«Vi frusterò» disse succhiandosi le nocche sbucciate. «Vi frusterò sino a farvi il culo color Babbo Natale. Mi sentite? Riempirò una caraffa delle vostre lacrime e me le berrò!»
Bam! Una manata al muro.

LORO SE NE CIBANO di Alberto Cola
Al funerale dei superstiti pioveva.
Il colonnello Lërbe cercò riparo nel tessuto della mimetica, come un animale che cerchi calore nel proprio guscio. Ma il freddo non aveva niente a che fare col clima perché se ne veniva su da dentro, da quel blocco di ghiaccio che fin dal primo giorno in cui erano arrivati nell’avamposto si era accampato nello stomaco di tutti, impossibile da sciogliere.

HAI PAURA DEL BUIO? di Cristiana Astori
La prima volta che è successo ero in colonia, avevo dodici anni e io e Riccardo ci divertivamo ad andare in giro di notte, in segreto, a caccia di avventure.
Avevamo due belle torce potenti, di quelle con i led, dalla luce grigia e fredda che sembra di ghiaccio. Adoravo la compagnia di Rick perché aveva due anni più di me, era spericolato e sapeva costruire gli esplosivi.

TENGU: L’ANIMA DEL DEMONE di Stefano Di Marino
Nel 10637, nono anno del regno dell’imperatore Jomei, il cielo sopra la capitale fu squarciato da una lunga vampa rosso cremisi accompagnata da un fragore assordante che scosse la popolazione dalle sue abituali occupazioni e fece tremare le mura delle fortezze. Un flyer imperiale si scontrò con un velivolo da trasporto e, assieme, finirono contro la flotta di palloni frenati che stazionavano sopra Nuova Edo. La volta sopra il palazzo imperiale prese fuoco, ma era solo l’inizio.

I numeri usciti della rivista Altrisogni

INCIPIT e TRAMA dei racconti dei "secondi" classificati alternati con le immagini di Negroni, Varisto, Palmitessa, Mariani, Noseda, Bruni, Putini, Bocci e Baldazzi.
Dall'introduzione: (...) L’ispirazione è il motore dell’artista, lo stimolo che collega le sue sinapsi e genera nella sua mente il bagliore di ciò che ancora non esiste. Ecco quindi che una stanza, una porta, una fila di sedie o un volto si trasformano, di fronte all’obiettivo del fotografo, e diventano protagonisti di scatti dove l’idea di un buio che circonda e plasma è ben rappresentata. Nello scrittore la stessa scintilla produce visioni di mondi da raggiungere, di incubi in agguato nell’oscurità, di vicende che si dipanano tra l’assenza di luce e limiti fisici che relegano i protagonisti in una notte perenne. E si sa: nel buio tutto fa paura.

NEL BUIO di Anna Notti
Nel buio della camera oscura di Jack si stava consumando il più orribile dei delitti: il nostro uomo, dal girovita che era più un girotondo di rotoli adiposi, stava per addentare un panino con tonno e salsa lionese.
Fin qui nulla di strano. La salsa di cipolle stufate nel burro, aceto e vino bianco poteva anche andar bene con il tonno.

FINE TURNO di Mirko Dadich
Giovanni è rientrato, ha finito il turno.
Lo ha sentito trafficare con la porta e salire le scale senza accendere le luci, come al solito.
Come i gatti.
I rumori, seppure lievi, spostano Claudia da un sonno inquieto a un dormiveglia ovattato. Apre gli occhi inutilmente in un buio totale.
Che ore saranno?
La debole fluorescenza verde della radiosveglia avverte: 05:21. Lo sente infilarsi nel letto, in un movimento di materasso e coperte tese.
È crollato subito. Sarà esausto.
Rimane ben separato da lei, confinandosi nel suo lato del letto matrimoniale. Tra i loro corpi c’è una zona vuota e fredda. Meglio così, Claudia è ancora furiosa con lui. È coricata sul fianco sinistro, rivolgendogli le spalle ostinatamente, in forma di protesta. Non ha sbollito la rabbia per averlo beccato a flirtare con quella puttanella di …
Come si chiama? Marzia?

LA VIA PER LE STELLE di Roberto Guarnieri
Larry Winter salì di corsa le scale del piano dirigenziale, spalancò la porta dell’ufficio e finì quasi disteso sulla scrivania di raro legno di abete.
«Abbiamo ricevuto il segnale» esclamò con voce strozzata.
John Fox sorrise e una ragnatela di rughe si disegnò sul suo volto. Aveva atteso quel momento per cinquanta anni e, grazie a Dio, era ancora vivo e in salute per goderne il sapore. Socchiuse gli occhi soddisfatto. Forse avrebbe fatto persino in tempo ad assistere all’ultima fase del suo incredibile progetto.
«L’origine?» chiese con voce calma.
«La migliore possibile, professore» rispose l’altro con gli occhi che brillavano
per l’emozione. «Alpha Centauri.»

VOGLIO I TUOI OCCHI di Roberta Pizzuto
Ho paura.
Soprattutto quando mi sveglio ed è buio.
Dovrei aver imparato a conviverci, ormai. È il mio compagno da tanto tempo, da dieci anni, dal giorno dell’incidente.
Eppure non ci riesco. A volte ne ho ancora paura. Lo temo, perché quando faccio un incubo non ho modo di svegliarmi sul serio. Per me non c’è luce. Che sia giorno o notte, per me non fa alcuna differenza. Perché io, io resto nel buio.

ASPETTANDO LA MORTE di Fiorella Rigoni
Buio.
È dentro e fuori me, denso e fosco.
Il silenzio profondo mi ferisce le orecchie. Non posso fermare quel che non vedo, non posso contrastare quel che non esiste. Perché qui non c’è nulla, solo le tenebre.
Lo sento, mi striscia addosso. Sta salendo lungo le gambe e il freddo con lui.
Vorrei farlo smettere, vorrei strapparmelo di dosso, ma non riesco a muovermi.

LA FOSSA di James Carroll Wish
«Cazzo!» sbraita Curt.
Il 4x4, un temerario Volvo TP21, sembra essersi arenato in una pozzanghera.
Lui spalanca lo sportello con un colpo d’anca e scende di botto, sprofondando in trenta, forse quaranta centimetri d’acqua putrida.
«Forza Brian, hai un cactus infilato su per il culo o cosa?!»
Apro lo sportello anch’io e fisso per un attimo l’acqua torbida. Porca troia, alle mie Reebok nuove di zecca non piacerà: sono l’unico stronzo al mondo forse che ne indosserebbe un paio per lavorare in una fogna come questa.
«Dovrebbero esserci delle tavole belle grosse nel bagagliaio, sotto di lui» continua Curt.

COLORI di Rubrus
Mi hanno sempre detto che l’arcobaleno è bello.
Vorrei tanto vedere i colori, ma, soprattutto, vorrei vedere l’arcobaleno.
Oh, so perfettamente che i colori sono solo illusioni ordite dalla materia, ma non importa: vorrei vederlo lo stesso.
Vorrei sapere com’è il rosso, che è così caldo e ruvido, il blu, che ha il suono delle note acute, il giallo, che tende a scivolarmi tra le dita, il verde, che ha quel sapore così ambiguo…

BLACK OUT di Tanja Sartori
C’era la luna, me lo ricordo. Quando ho chiuso gli occhi, prima di addormentarmi, la sua luce bianca trapelava dalla finestra disegnando giochi di chiaroscuro nella mia stanza.
Ora la luna è scomparsa.
Mi sono svegliata di soprassalto, forse un rumore mi ha scosso, uno schiocco secco, che è rimasto come un ricordo sfocato in un angolo della mia mente ancora intorpidita dal sonno.

RITORNI di Giuseppe Agnoletti
Avevo sempre desiderato una casa come questa ed era a costo di notevoli sacrifici che l’avevo acquistata. Nei paesi del nord Europa l’avrebbero chiamata una “summer house”, una casa per l’estate, ma noi ci veniamo quasi tutti i fine settimana, nella bella come nella cattiva stagione.
È una vecchia casa di sasso di fiume posta sull’erta ventosa di una collina.


CONCLUSIONI: Che ansia, che angoscia, che brividi! :D 
La creatività è andata oltre il buio "classico". Ho apprezzato molto quelli che hanno osato uscire dai cliché entrando nella fantascienza, ad esempio. Senza nulla togliere agli altri autori, che hanno comunque affrontato il "buio classico", ho trovato più d'impatto e coraggioso creare il buio in altri ambiti.
Non posso dare la mia opinione racconto per racconto perchè alcuni autori li conosco.
In generale, quindi, vi dico che mi è piaciuta più che altro la varietà di stili e di generi. Anche se il tema conduttore è unico, la varietà regala un'altalena di emozioni che rende il concetto di buio sempre un po' diverso.
L'intervallo foto crea un piacevole momento di stacco oltre che alzare la qualità dell'ebook.
Non sono racconti omogenei. Alcuni sono pugni nello stomaco. Altri delle sonore sberle. Alcuni umoristici, ma sottilmente nero.
Ripeto: una gran bella varietà.
Per gli appassionati del genere horror, ma non solo.

I miei più sinceri complimenti a tutti gli autori e ai fotografi. BRAVI!
L'EBOOK LO TROVATE QUI!

18 dicembre 2011

Snow White, il Cacciatore, la Strega e il Salame

Questa è la falsa-storia di "Biancaneve e il Cacciatore". 
Una pazzia che ho scritto forse a causa della febbre che mi ha "fatta prigioniera" tra ieri e oggi, e spero non anche domani. O forse i farmaci, chissà.
Il tutto nasce dal film in uscita nel 2012 sulla rivisitazione della fiaba di Biancaneve QUI! e altre cosucce che ho notato e collegato.
Non è uno scherzo!
Si chiama proprio come un film v.m.18 di serie B :D

Quello che segue è senza scopo se non quello di farvi divertire, almeno spero.
Enjoy! :D


Era l'imbrunire.
Come ogni mattina, pomeriggio e sera il cacciatore spaccava la legna. Senza sosta, senza tregua. 
il "cacciatore" 
Tra una picconata e l'altra, aveva dei ricordi, frammenti di una vita precedente.
Mi ricordo che NON brandivo un'ascia, ma un martello. Chissà perchè?
E spaccava e spaccava fin quando una donna misteriosa fece capolino da dietro un albero.

Salve!
Lo salutò fissando i muscoli madidi mentre le gote s'avvamparono sulla pelle d'alabastro.
Il cacciatore si domandò che caspita ci facesse una gnokka.da.paura.così nel bosco, e da sola, ma dopo la bimbetta con la mantellina rossa del giorno prima, inseguita dal licantropo che a sua volta era inseguito da un cacciatore di vampiri, fece spallucce. Sarà il periodo di alta stagione!
-Salve.- Si fermò e la osservò da capo a piedi. La donna indossava una mantella di piume nere sopra una veste dorata. Bizzarra mise per girare nel bosco, pensò alzando un sopracciglio e contraendo i pettorali.
La donna sussultò tanto che dovette afferrarsi la corona con un rapido gesto della mano.
-Posso aiutarla?
-Mi sono persa. Cerco un luogo sicuro per la notte.
Il cacciatore picconò l'ascia sul ceppo, sbuffò. -Ancora! Un'altra. Ma c'è un cartello ai margini della foresta che dice:

Qui vive il cacciatore, fa anche da ristoratore. 
Se vi perderete non temete, con lui vi divertirete!

La donna nascose il sorriso dietro la mano, bianca e delicata.
Il cacciatore s'incamminò verso l'ingresso della legnaia. -Seguitemi, vi preparo un giaciglio per la notte.
-Come?- la donna sgranò gli occhi.
-Ho solo un letto, in casa. 
Gli si avvicinò. Le unghie gli solleticarono il braccio. -In qualche modo faremo, non temete.- Gli fece l'occhiolino.
-Da mangiare ho solo del salame, va bene lo stesso? Lo faccio io. 
-Adoro il salame. Se è il tuo, poi, sarà buonissimo.
Fa caldo, qui. Ti spiace se mi metto "comoda"?
Il cacciatore e la misteriosa donna, complice un buon salame, trascorsero una notte indimenticabile. 
All'alba la donna non c'era più e il salame era finito. Sparita anche la scorta in dispensa.
-Ragazzaccia!- borbottò sorridendo.
Il cacciatore tornò a spaccare legna col sapore del piacere ancora sulle labbra. E la noiosa incombenza di dover ripulire la stanza colma di piume!

Trascorsero alcune settimane durante le quali la donna gli fece visita regolarmente. 
Ravenna e il cacciatore, che non rammentava il suo vero nome così come il suo passato, ebbero modo di conoscersi. Rimase di sasso quando scoprì essere la Regina del Reame ai margini della foresta.

Un giorno Ravenna giunse da lui con le guance scavate, gli occhi cerchiati e la pelle filtrata dal grigiore. 


-Sei triste, mia bella regina?
La donna annuì. Lo abbracciò. -Ti prego, aiutami.
-Tutto per te.- La strinse forte e la baciò.
Stretti l'uno all'altra, la donna gli aprì le sue ansie. -Quell'insignificante ragazzetta vuole portarmi via tutte le mie ricchezze. La mia figliastra, Bianca. Non si accontenta della sua parte. Va in giro dicendo che sono malvagia, solo perchè mi vesto dai Fratelli Grimm. E' vero che sono un po' costosi, ma non sto certo dilapidando il patrimonio.
-E' forse quella tipetta anoressica, pallida come un morto, che canta agli uccelli mentre raccoglie l'acqua al mio pozzo?

Bianca
Ravenna lo guardò basita. -Viene fin qui per prendere dell'acqua? Al castello ve n'è in abbondanza.
-Credo voglia solo farsi notare. Fa un po' la gatta morta, a dire il vero.
-Oh, no!- esclamò portandosi la mano alla bocca. -Forse è colpa mia. Forse ti ho lodato troppo con le mie dame di compagnia. Forse ha sentito. E' un'impicciona, non si fa mai gli affari suoi.
Il cacciatore fece una smorfia. -Non doveva restare un segreto, la nostra relazione?
Ravenna chinò il capo, gli accarezzò il petto. -Scusa.
-Allora, dimmi cos'è successo?
-Mia madre era una strega, ma una strega buona. Aiutava la gente con le sue pozioni. Curava mente e corpo. 
Il cacciatore annuì. -Non sono così ottuso da pensare subito male.
-Ne ero certa.- Ravenna sospirò. -Ebbene, mia madre mi ha lasciato uno specchio magico che mostra il presente ma soprattutto il futuro.
Il cacciatore restò basito.
-Lui, il mio specchio, mi ha detto che Bianca sta cospirando alle mie spalle. Mi ha mostrato che sta organizzando un esercito per assediare il mio castello. Vuole uccidermi!
-Bianca? Un esercito? Chi si crede d'essere, Giovanna D'Arco?
-Peggio! L'eroina di una saga paranormal romance.- Ravenna scosse il capo. -Non posso fidarmi di nessuno, solo di te.
-Cosa devo fare?
-Domani notte verresti al mio castello? Voglio mostrarti quello che lo specchio mi ha predetto.
Il cacciatore annuì.

La notte successiva, il cacciatore si recò al castello. La regina gli aveva dato una mappa con un sentiero, quello che seguiva lei, e il passaggio segreto che l'avrebbe condotto nella stanza dello specchio.
Quando giunse, Ravenna lo stava attendendo a lume di candela. 
Era superbamente magnifica, non era mai stata più bella.

Sei giunto, mio cacciatore.
Lo specchio era circolare e d'oro. Solitario protagonista della stanza senza finestre, era posto sopra un altare. Ravenna gli prese la mano e lo portò a pochi passi dallo specchio.
Recitò un mantra. -Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio divenne fluido. Scivolò giù come un manto dorato. Serpeggiò lungo l'altare e i pochi gradini.
Il cacciatore indietreggiò.
-Non temere, è mio amico- sorrise Ravenna.


Lo specchio si fermò a un solo passo dalle scarpette ricamate e iniziò a innalzarsi sagomando un uomo calvo con le braccia incrociate al petto.
Sembra quel Mastro del villaggio fanatico delle pulizie. Lindo, pensò cercando di trattenere il riso.


-Mio amato Specchio, mostra al cacciatore ciò che mi hai detto.
L'essere calvo si girò come un tronco. Anche se non aveva occhi, il cacciatore sentì il suo sguardo addosso.  Nella mente del cacciatore iniziarono a proiettarsi immagini sparse mentre Ravenna gli parlava. Poteva udire la sua voce senza ascoltarla.
Per un istante barcollò, ma il caldo tocco della regina lo rasserenò.

Tu vieni da un altro mondo. Hai perso la memoria a causa di un incidente.
Il tuo potere risiede in un martello.
Io so dove trovarlo, e come prenderlo.
Il cacciatore rimase stordito da quelle rivelazioni che sentiva essere vere. Quelle immagini gli erano famigliari.
-Perchè non me lo dici ora? Dimmi il mio nome, ti prego.
Ravenna sospirò. -Vorrei che tu facessi una cosa per me prima. Ho paura che dicendoti tutto, ora, tu mi abbandoneresti al mio crudele destino.
Il cacciatore scosse il capo. -Mai! Non lo farei mai. Ma vorrei che tu ti fidassi di me.
Ravenna lo guardò languida. Congiunse le mani al petto. Annuì.
-Thor, il tuo nome è Thor.
Fu come una scarica elettrica nel cervello. Rammentò molto del suo passato. Si ricordò anche di una pazza al volante che l'aveva investito appena arrivato sulla Terra.
Per fortuna che i troppo gentili sette nani che vivevano nella foresta lo avevano soccorso. Curato.

Gli avevano dato delle vesti nuove, una casa e molto altro ancora ...
altro che non osò rammentare più nemmeno a se stesso.
-Certo, ora ricordo. Con Mjolnir nella mia mano, sarò nuovamente potente!- Alzò la testa e le braccia la cielo. Rise.
Ravenna si schiarì la voce. -Scusa, possiamo tornare a noi?
Thor le mostrò un generoso sorriso. -Certo, mia regina. Allora, come posso aiutarti?
-Bianca deve mordere una mela. Tutto qua.
Thor era incredulo. -Tutto qua? Una mela? E io a che ti servo?
Ti mostro altre immagini, così capirai.

Tu la condurrai in battaglia.
Un pungo di uomini che lei definirà esercito assalterà il castello.
-E' scritto che Bianca morda una mela "avvelenata". Tutti la crederanno morta, ma sarà solo in apparenza. Sarà una non-morta. Poi verrà il Principe che la bacerà e la porterà via con sè.
-Chi sarebbe questo necrofilo che bacia i morti?
-Uno dei Cullen. Sai quella famiglia di vampiri che abitano al di là del fiume? Ebbene, hanno recentemente ereditato il titolo di Principe. C'è il più giovane, Edward, che l'ha vista e la trova irresistibile.
-E lei?
-Lei trova irresistibile te, invece.
-Ah!- Thor incrociò le braccia. -Che si fa, dunque?
-La mela la farà cadere in un sonno molto profondo. Io la impregnerò con una mia pozione per farle dimenticare il suo passato. Quando Edward le darà il bacio, le farà bere un  po' del suo sangue così avrà una sorta di attrazione nei suoi confronti che uscirà col tempo. Lui poi, ha tutto un suo progetto per lei. Si incontreranno a scuola, lui le salverà la vita, poi fingerà di non volerla così lei lo cercherà. Niente sesso fino al matrimonio e così via.
-Mi sembra contorto.
-Sono vampiri, devono passare il tempo. Pensa che collezionano diplomi. Ti ho detto tutto.
Risero.
Thor le si avvicinò. Le strinse le braccia e la baciò con passione.
Ravenna fece un cenno a Specchio, l'essere dorato si girò e tornò nella cornice.
Fissò il cacciatore mentre con rapidi gesti si toglieva orecchini e collane. Si slacciò la veste, che scivolò liberando lo splendido corpo.




S'incamminò verso il muro dove si creò una porta, ma il cacciatore era completamente rapito da Ravenna per notare altro.
-Vieni, mio amato.- L'invitò a seguirla, ancheggiando nell'ombra del talamo.
Prima di muoversi, assaporò la lussuria a ogni passo.
Tra i gemiti di piacere, definirono il piano.


E tutto quello che seguì, sembrò scritto ...

Bianca cadde addormentata dopo il morso fatale alla mela. Il Principe Edward le diede un bacio e il suo sangue. L'avrebbe portata in una cittadina lontana, con un padre finto e un cucciolo per amico. Aveva organizzato un gran piano per renderla succube e vittima. La sua amata bella principessa, per sempre. Ma questa è un'altra storia ...
Bianca dopo il fatale morso
Thor si ritrovò a corte. Era fatta. Tutto era andato come avevano organizzato.
Ravenna era seduta sul trono.
Finalmente le avrebbe detto dove trovare il martello per tornare a casa. Aveva il suo mondo da salvare.

Non avrai davvero pensato che ti lasciassi andare, vero?
Guardie arrestatelo!
Come puoi farmi questo, dopo tutto quello che ho fatto per te?
-Non posso lasciarti andare. Non posso rinunciare al tuo salame! Nessun altro cacciatore lo fa così buono.
-Ma io sono Thor.
-Sì, lo so. Ma il tuo unico e solo destino sarà quello di compiacermi.- Si alzò, discese i gradini lentamente. Fece un cenno alla guardia che stava nei pressi di una porta. La guardia annuì. Aprì la porta, entrò. 
Si udirono grida di fanciulle. Uno sembrò emergere fra gli altri e avvicinarsi.
La guardia ritornò trascinando una giovane sporca e ricoperta di stracci puzzolenti.
Ravenna alzò il braccio, la mano indossava un guanto di metallo inusuale.
Afferrò il volto della ragazza. La sollevò da terra sotto lo sbigottimento del cacciatore. 
La regina aprì la bocca, la giovane sembrò costretta a fare lo stesso da una forza invisibile. 
Più la folta chioma dorata della giovane diventava bianca, più quella della regina s'irradiava di riflessi ambrati. Più la pelle della sfortunata diventava cadaverica, più quella di Ravenna acquisiva splendore.



Il corpo della ragazza si consumò. Quando Ravenna lasciò la presa, cadde a terra con un tonfo. Ora sembrava una vecchia grinzosa e canuta.
Ravenna sospirò. Sistemò una ciocca dietro l'orecchio. -Portatela via.
La guardia afferrò il braccio del cadavere e lo trascinò nella stanza.
Il cacciatore fissava Ravenna ancora incredulo. Disorientato.
-Non dici nulla, mio amato?
-Mi hai usato. Mi hai mentito. Mi hai soggiogato. Come hai potuto? Io sono Thor!
Ravenna sorrise. -Ma non sai dire altro? Ma non ha importanza. Non è certo l'oratoria la tua dote migliore, no? Adesso penso a come farti tornare il mio cacciatore. Una pozione che agisca sulla memoria a breve termine, forse.
Specchio sbucò da dietro il trono. Scivolò alle spalle della regina facendola sussultare.
-Ravenna,- la sagoma del volto sembrò diversa, più marcata -mi serve Thor per i Vendicatori. Non puoi tenerlo. Se ci sarà un seguito, magari te lo riporto. Ma adesso proprio dobbiamo andare.
La regina sbuffò. -Va bene, ho capito. E' stato bello, finchè è durato.
Schioccò le dita, le guardie abbassarono le lance.
Specchio si avvicinò a Thor. -Sei un po' fuori esercizio. Adesso basta perdere tempo con la legna. Abbiamo progetti ben più ambiziosi. Andiamo!
-Ma tu chi sei?
-Sono in incognito.- sussurrò -Puoi chiamarmi Marvel. Sbrigati, prima che cambi idea.
fine

Avete riso, almeno un pochino?  ^__^
Ok, è stata una pazzia. Un'esplosione di senza-senso per arrivare alla domanda:
"Perchè Thor ha fatto il Cacciatore? Mistero."

Manca poco. Portiamo pazienza.
Le immagini le ho prese dal TRAILER di "BIANCANEVE E IL CACCIATOREQUI!
e dallo SPOT di Dior QUI!
La storia è una mia "insanità" momentanea.
Ogni riferimento a personaggi irreali non è casuale ;) 
Ogni riferimento a persone reali invece lo è.
Per tutto il resto, a mia discolpa c'è che ero in buona fede e febbricitante.

NOTA finale: credo che se questo mio "micro" racconto riscuoterà successo, l'unico merito sarà per la bellissima Charlize Theron :D