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16 gennaio 2012

LIBRI 2011 (9 recensioni) - 4 di 4

LISTONI PRECEDENTI:
-LISTONE dei 31 LIBRI LETTI nel 2010
-LISTA di 12 LIBRIPRIMO TRIMESTRE 2011
-LISTA di 13 LIBRISECONDO TRIMESTRE 2011
-LISTA di 13 LIBRI, TERZO TRIMESTRE 2011

SOLO DI ALCUNI e DEI GENERI CHE TRATTA IL SITO ne farò/ne ho fatto un articolo dedicato e approfondito su Libri e Caffèlatte. 
Ma di tutti i libri che leggo ho pensato di dirvi qualcosa, già che li ho letti almeno vi dico la mia. Ormai li pubblico tutti con incipit e trama in Books&Cappuccino, dove metto le recensioni intere o accennate ma comunque tutte. Così è più ordinato.
Vi ricordo in Facebook 
LOGO GRUPPO
Proseguiamo col QUARTO blocco e ultimo 
del 2011 di libri


1 - "EverWorld 10 - Mondi Sommersi" di K. A. Applegate
MONDADORI
RECENSIONE QUI!
CONCLUSIONI: Questo capitolo subacqueo non mi è piaciuto. Noiosetto e poco coerente. Aspettavo da molto Mondi Sommersi perchè speravo di assaporare la solita atmosfera di EverWorld ma acquatica, non è stato così. Il sense of wonder è rimasto in superficie.
Questo lo boccio, con tristezza e a malincuore :(

2 - "EverWorld 11 - L'inganno del mago" di K. A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT E TRAMA QUI!
CONCLUSIONI: Capitolo interessante, manca poco al finale ^^

3 - "EverWorld 12-SOS per il grande mago" di K. A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT E TRAMA e FINALE DI SAGA QUI!
CONCLUSIONI: Forse è un finale giusto, ma dopo 12 libri speravo in un finale "finale". Questo sembra più una "pausa". Uno stand by, insomma. Anche alcune domande su Senna, non sono state del tutto chiarite. Pazienza.
Rimane una saga piacevole, per un lettore che cerca svago e azione.
Questi ragazzi mi mancheranno, mi ero affezionata. Anche Everworld, infondo.
SAGA PROMOSSA!

4 - "Il Mummificatore" di N. Brunialti
NEWTON E COMPTON
INCIPIT e TRAMA QUI!
CONCLUSIONI: E' un'avventura molto leggera per ragazzini, intorno ai 12-13 anni. Purtroppo, credevo fosse per tutti ma l'ingenuità con cui si snoda la trama lascia supporre che sia solo per i più giovani.
Il personaggio del mummificatore è poco sfruttato, a mio avviso. Se avesse mostrato qualcosa, se avesse fatto qualcosa più avanti nella narrazione sarebbe stato più coinvolgente. Così rimane un po' asettico.
Carino però il mondo degli spettri, anche se per chi legge GAIMAN non sarà certo una novità.

5 - "Dannazione" di C. Palahniuk
MONDADORI
RECENSIONE QUI!
CONCLUSIONI: Mi è piaciuto, anche se non mi ha entusiasmata però. Ho apprezzato più che altro il personaggio di Madison, più della storia in sé, che rimane comunque gradevole (a momenti, disgustosa) ma di sicuro originale.
Anche se alla fine è riportato un "continua ..." il libro chiude la storia di Madison. Non ha un finale tronco. Lei  tira una riga col passato, che ci è raccontato nelle sue parti più significative. Arriva a una consapevolezza della nuova se stessa dell'inferno, grazie alla quale trascorrerà una piacevole festa di Halloween :D
Il continua, a mio avviso, è stato messo per una nuova avventura "con Satana" visto che lo nomina sempre ma vi posso assicurare che non ci sono punti in sospeso. Volendo, è auto-conclusivo.
In ogni caso, se e quando dovesse uscire il secondo volume lo comprerò ^__^
PROMOSSO E CONSIGLIATO!

6 - "2012, manuale contro la fine del mondo" di A. Cecchi Paone
GANGEMI EDITORE
CONCLUSIONI: Non è un saggio ma il "sunto" di un saggio. Un manualetto ricchissimo e concentrato di nozioni e riflessioni storiche e scientifiche. Cecchi Paone non spiega molto se non il necessario per arrivare alle conclusioni. Non è una lettura semplice. Ogni riga è densa e va compresa nella sua complessità. Ogni incontro con nomi e fatti non può essere sorvolato. Se non si conoscono le persone citate è necessario fare una "toccata e fuga" in Wiki per avere almeno un'idea, fondamentale per proseguire.
E' un micro libro di 80 pagine e costa ben 12 euro, purtroppo, ma li vale.
Sto pensando di farne una recensione, ma non è facile. Il rischio di riscrivere il libretto è elevato :D
Ne farò comunque un articolo, magari citando solo alcuni degli argomenti più "hot".
PROMOSSO!

7 - "Mattatoio n. 5" di K. Vonnegut
FELTRINELLI
RECENSIONE QUI, COL FILM
CONCLUSIONE: Non mi ha fatto impazzire, alla fine è un romanzo drammatico-grottesco-cinico sulla guerra e, in particolar modo, su Dresna. La fantascienza è un piccolo travestimento per meglio attaccare "gli uomini" e creare la denuncia e il giudizio da una razza superiore extra-terrestre.
E' però un BUON LIBRO, scritto bene anche nella sua "epilessia".
Non è facile riuscire a narrare una storia completa come questa con uno stile discontinuo.
Al termine della lettura, si è vissuta tutta la vita di Billy anche se lo stile lascia il lettore abbastanza distante. Io non sono rimasta coinvolta più di tanto per via degli sbalzi, suppongo, ma anche per lo stile asciutto e un po' asettico.
Le parti sul pianeta, non mi sono piaciute. Le ho trovate molto "infantili" e con basi scientifiche inesistenti. Mi sono sembrate più le fantasie esaudite di un uomo represso che ha avuto molti problemi al cervello: elettroshock e operazione.
Da un certo punto di vista, potrebbe essere anche la storia di un uomo che immagina tutto.
Quindi, che dire?
Così va la vita!

8 - "La fine del mondo storto" di M. Corona
MONDADORI
RECENSIONE QUI!
CONCLUSIONI: Ovviamente, BOCCIO il suo pamphlet per vari motivi:
- è scritto con arroganza, bisognerebbe essere "un sant'uomo" per spararle così grosse.
- è tutto raccontato, una noia totale.
- è pieno di parolacce inutili.
- non c'è trama, non  c'è coinvolgimento.
- è denso di banalità, frasi fatte, cliché che portano alla chiusura "L'uomo sarà l'unico essere vivente ad autoestinguersi per imbecillità." Quest'ultima frase non racchiude certo l'imbecillità dell'uomo, cioè dei 7 miliardi di persone che popolano il pianeta, ma solo di un unico individuo. Indovini chi? Come può un essere cosciente auto-estinguersi? Magari potrebbe estinguersi per diverse cause che dipendono da lui e non, ma NON può AUTO-estinguersi. Vorrebbe dire che "l'uomo" dovrebbe uccidere tutti i suoi figli, non farne più e poi suicidarsi. Le pare possibile? Bha!

9 - "Qui si va a vapore o si muore" di A. Forlani
Pyra Edizioni
INCIPIT e TRAMA dei singoli racconti QUI!
CONCLUSIONI: Una raccolta di qualità. Tre racconti di Alessandro Forlani davvero ben gestiti, con un velato umorismo che lascia un buon ricordo. La parte storica è curata al punto da miscelare il vero col fantastico senza attriti.
Essendo dei racconti, si fa prima a leggerli che parlarne :D
PROMOSSO!

NOTE PRIVATE: Avendo aperto il blog Books and Cappuccinoche ha lo scopo di "archivio" delle sole recensioni di Libri e Caffelatte, questo sarà l'ultimo post che riassume le letture. 

9 gennaio 2012

Meme 2011

Un post breve per rispondere al simpatico questionario inviatomi da Valentina di Universi Incantati, con l'occasione la ringrazio e le invio un forte abbraccio virtuale ^__^
Un'immagine (presa QUI!) dall'episodio "Time enough at last"
della serie Twlight Zone del 1959.
L'uomo che, scampato a un disastro nucleare e rimasto solo sulla Terra,
è felice perchè può finalmente leggere in santa pace.
Peccato per gli occhiali ... ops!
1- Quanti libri hai letto nel 2011?
Ne ho conclusi 44. In realtà ne avevo iniziati molti altri che, però, ho "mollato senza pietà" per vari motivi.  
2- Quanti erano fiction e quanti no?
La maggior parte fiction. Poi alcuni manuali di scrittura, uno sull'editoria digitale, uno sul 2012 (prossimamente la recensione) e il libro/biografia su S. King.
3- Quanti scrittori e quante scrittrici?
Incredibile ma vero, è un pareggio :D 
4- Il miglior libro letto?
Tra 1984 di Orwell e Neuromante di Gibson è dura lotta. Forse però, alla fine, 1984 perchè mi è rimasto sotto pelle.
5- E il più brutto?
Non ho dubbi! Angelology di Trussoni! O__o
6- Il libro più vecchio che hai letto?
Flatlandia di Abbott, è del 1884.
7- E il libro più recente?
Ne ho comprati alcuni freschi di stampa: Bisclavret di Delsere e Maffioletti, La Contessa Nera di Johns e I Promessi morsi di anonimo lombardo e Dannazione di Palahniuk ad esempio.
8- Qual è il libro con il titolo più lungo?
9- E quello più corto?
1984
10- Quanti libri hai riletto?
Nessuno, anche se ho ridato una sbirciatina a Jane Eyre visto che hanno riproposto l'ennesima trasposizione cinematografica.
11- E quali vorresti rileggere?
Il mulino dei 12 corvi di Preussler. Lo avevo letto alle medie, mi era piaciuto moltissimo. Sono tentata di rileggerlo da adulta ... ci penserò. E La storia infinita di Ende, ormai sono più di 15 anni che non lo rileggo. 
12- I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Visto che ho finito la saga di Everworld di 12 libri, direi Applegate.
13- Quanti scritti da autori italiani?
Una decina.
14- E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?
Nessuno.
15- Dei libri letti quanti erano ebook?
28 ;)

Per ora è tutto!
Passo la parola a ... tutti quelli che passano di qui ogni tanto e vogliono rispondere ^^

Nota personale: a Natale ho finalmente preso il KINDLE su Amazon! Mamma mia, è uno spettacolo! Quest'anno leggerò più ebook :D

11 ottobre 2011

LIBRI 2011 (10 recensioni) - 3 di 4


LISTONI PRECEDENTI:
-LISTONE dei 31 LIBRI LETTI nel 2010
-LISTA di 12 LIBRIPRIMO TRIMESTRE 2011
-LISTA di 13 LIBRI, SECONDO TRIMESTRE 2011

NOVITA': ho aperto un blog SOLO per i libri
Qui troverete le RECENSIONI dei libri che ho letto.
Alcune sono degli assaggi col link che rimanda all'articolo completo
altre sono integrali. 
 Così saranno sempre ben visibili e disponibili^^
E' ancora in fase di aggiornamento. 
Spero vi piaccia.

Ho aperto in Agosto anche in Facebook 
VI ASPETTO!

Proseguiamo col TERZO blocco di 10 libri ^_^



1 - "Fahrenheit 451" di R. Bradbury
MONDADORI
INCIPIT (extended)
Parte prima.
Il focolare e la salamandra.
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, "diverse". Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non sai che direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto stava per accadere la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che si dette ad arroventare il cielo vespertino, poi ad ingiallirlo e infine ad annerarlo. Egli camminava entro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone entro la fornace, mentre i libri sbatacchiando le ali di piccione morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.
Montag fece il sorriso crudele di tutti gli uomini bruciacchiati e respinti dalla fiamma.
Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, all'atto di andare a dormire, si sarebbe sentito quel sorriso di smorfia ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per lontano che risalisse con la memoria.

TRAMAIn un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.

CONCLUSIONIF451 è sicuramente un libro da leggere! Un libro che fa riflettere sull'importanza che ha il nostro bagaglio culturale. Non saremmo ciò che siano senza "quel che c'è stato". L'idea di fondo del libro mi è piaciuta però non sono rimasta colpita come 1984 di Orwell.
Forse perchè F451 è più satirico che cupo.
Montag ha molte libertà rispetto a Winston di '84. Ha un moglie anche se deprimente fino all'inverosimile. Ha una casa, ha modo di trascorrere delle serate piacevoli. Insomma, ha una vita anche se sente che qualcosa gli manca. Winston no!
Orwell mi ha marchiata a fuoco, Bradbury si è lasciato leggere bene ma niente marchio.
A mio avviso, hanno anche due spessori diversi.
Orwell è riuscito a dare verosimiglianza a un mondo claustrofobico e totalitarista laddove Bradbury ha tentato di far solo riflettere sull'importanza del fruire delle idee e della conoscenza.
In entrambi i casi risalta la necessità di comunicare le opinioni e le emozioni liberamente ma in 1984 i toni grigi contribuiscono nell'esaltare la scintilla di speranza che Winston cerca. Che trova e gli viene strappata via senza pietà. Al contrario, Montag mi è sembrato più un personaggio con un disagio ma non di vitale importanza.
Comunque lo PROMUOVO senza dubbio.

Di F451 ho fatto un LUNGO POST che mette a confronto il film di Truffaut col libro anche perchè nel 2012 è previsto un remake.
Il mio articolo LO TROVATE QUI!

2 - "Angelology" di D. Trussoni
NORD
Mia SEGNALAZIONE QUI! (Procinokafè) con BookTrailer

INCIPIT (prologo + 1° capitolo)

Caverna della Gola del Diavolo,
monti Rodopi, Bulgaria
Inverno 1943
Gli angelologi esaminarono il corpo. Era intatto, privo di segni di decomposizione, la pelle liscia e bianca come pergamena, i vitrei occhi acquamarina rivolti al cielo. Pallidi boccoli ricadevano sulla fronte alta e sulle spalle scultoree, formando un’aureola di capelli d’oro. Persino le vesti – la stoffa di un lucente filo metallico bianco di cui nessuno era in grado d’identificare l’origine – si erano perfettamente conservate, quasi che la creatura fosse spirata in una stanza d’ospedale a Parigi e non in una caverna nelle viscere della Terra. (...)


Convento di St. Rose,
Hudson Valley, Milton, Stato di New York
23 dicembre 1999, ore 04.45
Evangeline si alzo` molto prima del sorgere del sole, mentre il terzo piano era ancora avvolto nell’oscurita` e nel silenzio. Senza far rumore, per non svegliare le sorelle che avevano pregato tutta la notte, raccolse scarpe, calze e indumenti vari, se li appoggio` sul braccio e a piedi nudi si avvio` verso il lavatoio comune. Da una fessura della finestra del bagno, scruto` i terreni del convento, su cui aleggiava una foschia antelucana.

TRAMA (quarta copertina): Quando il padre l’aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. 
Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un’eccezionale collezione d’immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente così lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni ’40 dall’ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St. Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un angelo
Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è scesa sulla Terra con un battito d’ali; la storia dei Nefilim, le creature generate dall’unione tra gli angeli ribelli e i mortali; la storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell’esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell’umanità è nelle sue mani.

CONCLUSIONI: Il PRIMO VOLUME DI UNA TRILOGIA THRILLER(?) Siamo sicuri? Dove? Quando? Comprato il 27 maggio, alla fine di luglio ero ancora in lettura. Superata con estrema fatica la prima parte, noiosa fino all'assurdo, sono entrata nella seconda che, a detta di molti, era leggibile. E' vero. E' meglio della prima ma arrivata comunque a pagina 300 l'ho messo in pausa. NON ce la faccio a proseguire.
E' TROPPO NOIOSO! NON SUCCEDE NULLA!
Parlano, parlano ... e poi lo stile della Trussoni è "gnucco" peggio del marzapane.
Infodump olè! Io NON sono contraria all'infodump, a me un po' piace. MA COSI' E' TROPPO! E' infarcito di dettagli inutili, per giunta. Divagazioni tali da far perdere il nesso del capitolo, nemmeno della pagina.
Ma che mi frega a me della catenina della madre superiora che le era stata donata dalla nipote che era morta .... e bla, bla, bla ... o che lei stima tanto la sua compagna di camera e le piacciono i suoi capelli e che vorrebbe farseli così anche lei ma forse non le donerebbero perchè lei non è altrettanto bella ... e bla, bla bla! In certi momenti durante la lettura, mi sembrava di essere dal parrucchiere con le tizie che leggono CHI e spettegolano dei "cavoli" altrui! Insopportabile! Ho detto tutto!
La trama c'è, non è nemmeno malaccio ma non così avvincente da farmi sopportare lo stile della Trussoni, che oltretutto si vantava di scrivere meglio di Dan Brown. Ma senti da che pulpito! C'è una sua intervista QUI! dove lo dichiara mentre fa l'autografo :D

Non è un brutto libro ma decisamente NON fa per me. Forse lo finirò entro l'anno. Non so. Infondo, HO SPESO 18.00 EURO, 'mannaggia! Quando sarà ve lo dico DI SICURO!
BOCCIATO! perchè si spaccia per thriller e di thriller non c'è nemmeno la cover!

3 - "EverWorld 8 - L'albero dei due Mondi" di K. A. Applegate
MONDADORI
PER EVERWORLD 8 E 9 HO FATTO UN POST DEDICATO QUI! con RIASSUNTO.


INCIPIT
FUOCO!
Le fiamme guizzavano, lingue di fuoco rosse, gialle, dorate si alzavano dal basso. Doppio tormento: il fuoco e la paura del fuoco. Stavo per bruciare vivo.
Le fiamme avvolsero il tronco dell'albero in un lampo, un fuoco innaturale, troppo veloce, avanzava troppo rapidamente. Le fiamme salirono lungo il tronco e si fermarono proprio sotto a David. Si propagarono sui rami, come se qualcuno li avesse cosparsi di benzina.
Sentii delle grida, alcune umane, altre no. I demoni danzavano tra le fiamme, felici nel loro elemento. Si riempivano le mani di fuoco e se lo gettavano sul viso, come se fosse acqua, e ridevano al vederci gridare, piangere, implorare.

TRAMA: Il punto di vista è quello di Jalil, diviso tra Everworld e il mondo reale dove cerca di avere un primo appuntamento con Miyuki, la ragazza dei suoi sogni. In questo nuovo capitolo i problemi alla base sono che Jalil non se la sente di fare un sacrificio a degli dèi che non venera, una capra gli deve la vita. Peccato che la mancanza del sacrificio li abbia fatti infuriare.
In un mondo capovolto, gli Orisha pretendono non più la capra ma la strega, cioè Senna.
PROMOSSO!

4 - "EverWorld 9 - Sulle rive del Nilo" di K. A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT
RIUNIONE DI FAMIGLIA
Merope e le altre Amazzoni armate di arco ci accompagnarono a una stanzetta in fondo al cortile. E fu lì... che parlai a mia madre per la prima volta dopo dieci anni.
«E così sei venuta» esordì lei.
«Non avevo molta altra scelta.»
«Sì, lo so. Le trame di Loki non sono passate inosservate. Ma sei riuscita a sfuggirgli. Sono sicura che è stata una bella impresa. Loki è molto pericoloso, molto intelligente... per essere un dio.»
A questo punto la conversazione si arenò. Era tutto qui? Dovevamo starcene in piedi, imbarazzate, in una stanzetta muffita, come due sconosciute che imbastiscono una conversazione frammentaria mentre aspettano l'autobus?
«Come te la sei passata, Senda?»
«Mi chiamo Senna adesso» la corressi.
Lei aggrottò la fronte.
«Senna? È il nome di una pianta usata in medicina, per lo più come lassativo.»
«Già. Per fortuna i ragazzi a scuola non perdono molto tempo a spulciare i dizionari.»
Lei abbassò gli occhi.
«Come te la sei passata?»
«Come me la sono passata? In questi ultimi dieci anni, da quando mi hai scaricata? Come me la sono passata, l'unica della mia specie, imprigionata in un mondo pieno di idioti ciechi, sordi e muti? Bene, mamma.' Benissimo. E tu, come te la sei passata?!»

TRAMA: A parlare è SENNA! Iniziamo con lo scoprire che sua madre Anica l'ha mollata al padre quando aveva sette anni. Lui era già sposato con una figlia, April. Restio a tenersi la bimba, viene "ipnotizzato" e circuito da Anica che scompare subito dopo. Il nome della bimba è SENDA ma il fraintendimento proseguirà fino al nuovo incontro con la madre che avverrà dopo aver risalito il Nilo e incontrato le Amazzoni.
PROMOSSO!

5 - "John Carter di Marte" di Burroughs
NORD
RECENSIONE COMPLETA QUI! 
INCIPIT
1.
Sulle colline dell'Arizona
Sono molto vecchio, non so esattamente quanto. Forse ho cento anni, forse più; ma non posso dirlo perché non sono mai invecchiato come gli altri uomini e non ricordo neppure di avere avuto un'infanzia. Fin dove arriva la mia memoria, ricordo di essere sempre stato adulto: un uomo di circa trent'anni. 
Oggi il mio aspetto è identico a quello di quaranta e più anni fa, eppure sento che non posso continuare a vivere per sempre; che un giorno affronterò la vera morte dalla quale non c'è più resurrezione. Non so perché dovrei temere la morte, io che sono morto due volte e sono sempre in vita; tuttavia, al suo pensiero, provo lo stesso orrore che provate voi, che non siete mai morti. Ed è a causa di questo terrore della morte -credo - che sono così convinto che morirò. 
E, a causa di questa mia convinzione, mi sono deciso a scrivere la storia degli anni della mia vita e della mia morte. Non so spiegare il fenomeno: posso soltanto scrivere qui, come può scriverla un soldato di ventura, la cronaca degli strani eventi che mi sono accaduti nei dieci anni durante i quali il mio corpo privo di vita è rimasto celato, agli occhi di tutti, in una caverna dell'Arizona.

TRAMA: Giunto su Marte in modo singolare, il terrestre John Carter v'incontra un mondo antichissimo, ormai avviato verso il tramonto, in cui una grande civiltà del passato ha ceduto il posto a una miriade di città-stato, e in cui le diverse razze umane che l'abitano si muovono un'interminabile guerra per la sopravvivenza. E' un mondo in cui la barbarie e la scienza, le feroci orde del deserto e le progredite flotte aeree delle città sui canali si affrontano continuamente in un mortale braccio di ferro. E' un mondo popolato da mostruosi animali e da uomini ancor più mostruosi: in esso John Carter si guadagnerà l'amicizia e il rispetto universale, e infine condurrà tutto il pianeta a ribellarsi contro la falsa religione che domina da millenni, incontrastata.

CONCLUSIONIRECENSIONE COMPLETA QUI! con trailer film del 2012!
A mio avviso MERITA DAVVERO! Almeno il primo libro. Mentre leggevo mi sono passate visioni di scene di film famosissimi. Ancora non ci credo, eppure.
Faccio un esempio: devono ridare l'aria a Barsoom (Marte) perchè sta finendo. John cerca di riavviare il macchinario alieno... a me ricorda Total Recall che poi è tratto da un racconto di P. Dick (1928-1982) "We Can Remember It For You Wholesale" e a voi?
Ora non dico che Dick abbia copiato (rispetto troppo Dick anche solo per pensare una cosa simile!) ma forse inconsciamente che abbia preso l'idea del macchinario su Marte per l'aria da Burroughs? Chissà.
Rimane un fatto: c'è tantissima carne al fuoco in quest'opera.
Quindi è normale che leggendola si accendano nuove idee per nuove opere.

Sullo stile di scrittura non mi pronuncio molto anche se per l'epoca, secondo me, è scritto bene.
C'è infodump, si dilunga spesso in sue riflessioni, alcune scene sono forse un po' forzate ma non in modo eccessivo. Ci sono anche situazioni che oggi fanno sorridere ma solo perchè abbiamo diversi usi e costumi.
Io l'ho letto senza problemi. Credo che col tempo mi leggerò anche il resto. Sono curiosa di vedere quanti altri "libri-film-fumetti" si sono ispirati a John ^_^

6 - "NEUROMANTE" di W. Gibson
MONDADORI
RECENSIONE QUI!
INCIPIT (extended)
Chiba City Blues

Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto.
— Non è che mi faccio — disse qualcuno mentre Case si faceva largo a spintoni tra la calca per infilarsi dentro il Chat. — Solo che all'improvviso il mio corpo ha una drastica carenza di droga. — Era un accento da Sprawl, in una delle espressioni più tipiche dello Sprawl. Il Chatsubo era un bar per espatriati di professione: potevi andarci a bere per una settimana di seguito senza mai sentire due sole parole in giapponese.
Ratz si stava occupando del bar, e il suo braccio meccanico si muoveva con scatti sempre uguali mentre riempiva un vassoio di Kirin alla spina. Appena vide Case gli sorrise. I suoi denti erano un mosaico di acciaio dell'Europa orientale e di carie. Case trovò un posto al banco, fra l'improbabile abbronzatura di una delle puttane di Lonny Zone e l'inamidata uniforme della marina di un africano allampanato, i cui zigomi erano una successione regolare di cicatrici tribali.

TRAMA (dalla quarta): Un mondo di cupa delinquenza e di elevata tecnologia, di droghe computer, di traffico nero di organi umani, di popolosi quartieri dove si aggira il più squallido sottobosco umano. In questo mondo si muove Case, un tempo il miglior "cowboy" d'interfaccia, che, con la mente, riusciva a entrare e a muoversi nel "cyberspazio", dove la sua essenza disincarnata frugava nelle banche dati di ricchissime multinazionali per rubare le informazioni richieste dai suoi mandanti. Dopo aver cercato di ingannare alcuni di loro, il suo sistema nervoso è stato danneggiato in maniera tale da non poter più entrare nel "cyberspazio". Ma adesso gli viene offerta una nuova possibilità e sta soltanto a lui sfruttarla a dovere...

CONCLUSIONI: E' fantastico!
PROMOSSO E CONSIGLIATO!

7 - "Corso di scrittura condensato" di G. Mozzi

E' un manuale di scrittura. E' gratis e in italiano ^^
Chi fosse interessato ho fatto una recensione QUI!
Interessante, PROMOSSO!


8 - "How to write short stories for magazine" di Sophie King


Altro manuale di scrittura creativa specifico per racconti.
Sono ancora in lavorazione con la recensione, sto cercando di sintetizzare i punti salienti. In generale, speravo meglio ma, come si suol dire, male non fa ^^
PROMOSSO

9 - "Everlost" di N. Shusterman
Piemme FreeWay
RECENSIONE COMPLETA QUI!
INCIPIT
Verso la luce ...

Un tornante sopra una foresta morta, un giorno come tanti. 
Una Toyota bianca andò a sbattere contro una Mercedes nera creando, per un momento, una macchia grigia. AlexandraAllie per gli amici, era sulla Toyota. Stava discutendo con suo padre a proposito del volume della radio e proprio in quel momento aveva slacciato la cintura di sicurezza per sistemarsi la camicetta.
Nel sedile posteriore della Mercedes c'era Nick, vestito per il matrimonio del cugino. Voleva mangiare la stecca di cioccolata che aveva tenuto in tasca per tutta la mattina, ma siccome stava seduto tra il fratello e la sorella, e loro continuavano a spintonarlo, la cioccolata gli si era spalmata in faccia. Era un'automobile pensata per quattro passeggeri, però erano in cinque a bordo, quindi niente cintura di sicurezza per Nick.
Sulla strada c'era anche un pezzo di acciaio, piccolo ma tagliente, caduto da un camion di rottami. 

TRAMA: Nick sta andando al matrimonio del cugino quando la Mercedes del padre va a schiantarsi contro la Toyota sulla quale viaggia Allie, in quel momento impegnata a discutere con i genitori sul volume della musica che sta ascoltando.
Molto tempo dopo, che per Nick e Allie dura solo un attimo, i due si risvegliano. Sono morti, eppure sono rimasti qui, nel mondo. Il mondo però non si accorge più di loro. Per un motivo sconosciuto sono rimasti incastrati fra la vita e la morte in quella specie di limbo che si chiama Everlost
È pericoloso, è spaventoso ma non è disabitato. Molti altri vivono, se così si può dire, in quella sospensione del tempo e del giudizio, ma nessuno di loro è adulto. A Everlost ci sono solo ragazzi, tutti cristallizzati nell'attimo in cui sono morti. Stessi vestiti, stesse abitudini, stesso linguaggio. Stessa angoscia, almeno all'inizio.
Poi l'abitudine prende il sopravvento e tutti si rassegnano a perdere la memoria del proprio passato. Ci si dimentica della propria famiglia, dei propri amici; persino del proprio nome
Tutti gli abitanti di Everlost si rassegnano e dimenticano. Tutti, tranne due.

CONCLUSIONI: è un gradevole romanzo ma è per ragazzi. Lo consiglio a chi avesse un'età tra i 12 e i 15 anni. Se proprio uno fosse più grande e molto curioso, si lascia leggere ma senza troppe aspettative.
Il finale è aperto ma non tronco.
Onestamente, io non leggerò i seguiti. In alcuni momenti mi sembrava di leggere una favoletta per i bambini che introducesse l'argomento dell'aldilà e di come potrebbero essere i "cattivi". Troppe ingenuità e molti cliché.
Comunque alcune idee sono davvero gradevoli. Speravo si trattasse di un libro per tutti come Unwind, che è stato pubblicato con un solo anno di differenza, infondo. Ho riscontrato un abisso, invece. A questo punto rimango curiosa su una terza opera dell'autore che, a mio avviso, rimane un bravo scrittore con molta fantasia e notevole sensibilità.
PROMOSSO ma per ragazzi.

10 - "Assault fairies" vol. 1 di Chiara Gamberetta
EBOOK GRATIS dal sito Gamberi Fantasy
E' SCARICABILE QUI!
INCIPIT (extended)

Il ragazzo spinge la levetta sulla pancia del registratore. Il quadrante si illumina di azzurro, la lancetta vibra e scatta verso destra. La puntina scende a sfiorare la superficie levigata del cilindro di cera. Il cilindro inizia a girare.
«Il registratore è pronto, possiamo cominciare.»
L’apparecchio ronza come una vespa e già mi sta sui nervi.
Degna conclusione di una giornata di merda.
Sfilo il cerchietto dai capelli. Una porcheria di cartapesta rosa con attaccate due lunghe molle che terminano in due cuoricini di latta. Ogni volta che muovo la testolina, i cuoricini si toccano e tintinnano: la risata cristallina di una fatina innamorata. Così dice la brochure dell’Agenzia. A me sembra il suono di una moneta buttata nella ciotola di un mendicante.
Scuoto il capo. I capelli acquamarina ricadono sulle spalle. Mi siedo sul bordo del registratore, slaccio il grembiulino bianco e mi tolgo gli stivaletti alti fino al ginocchio. Dopo otto ore in costume sono inzuppata di sudore e mi prude da morire tra le scapole, dove nascono le ali. Ma imbacuccata come sono non riesco a grattarmi. Che giornata schifosa.


TRAMA: Siamo all’alba del ventesimo secolo, in un mondo che ricorda il nostro. Però è un mondo nel quale il Piccolo Popolo ha fondato una civiltà tecnologica e non ha alcun bisogno di nascondersi agli occhi degli umani. La fatina Astride abita in un modesto appartamento a Londra, in volontario esilio dal Reame delle Fatine. Trascorre un’esistenza miserevole, costretta a lavorare come hostess in un locale notturno per pagare l’affitto. Finché una sera riceve una proposta che potrebbe cambiarle la vita. È l’occasione per riscattare il proprio onore di fatina e per salvare la città. Forse.

CONCLUSIONI: Gamberetta ha scritto il primo romanzo di una trilogia. E' un genere un po' nuovo un po' no nel senso che ha mischiato steampunk, fantascienza, weird, bizzarro e "militare" con l'aggiunta delle FATINE come personaggi portanti della trama quindi, in un certo senso, ha creato un NUOVO sottogenere del fantasy.
Lei ho ha battezzato "military aetheric fairypunk", MAFp per gli amici ^^
Letto, anche se a me le fatine non dicono molto, preciso nè buone nè cattive, ma la curiosità era tanta ;)
Giudizio personale: ho avuto una reazione anomala. E' un romanzo ben scritto, la storia c'è, i personaggi sono surreali quanto basta da creare il "sense of wonder" ma io non sono rimasta coinvolta mentre leggevo ... Mha? Forse è troppo di nicchia per me. Infondo non mi piace molto il bizzarro e il weird così così. Ho apprezzato tanto le parti steampunk, però ^^
Sarò onesta, l'ho finito per lo stile di scrittura. E' scritto davvero molto bene.
Lo PROMUOVO perchè la fantasia è notevole, lo stile buono e l'idea intrigante.

Alle prossime letture ^__^

2 luglio 2011

LIBRI 2011 (13 recensioni) - 2 di 4

LISTONI PRECEDENTI:
-LISTONE dei 31 LIBRI LETTI nel 2010
-LISTA di 12 LIBRI, PRIMO TRIMESTRE 2011

SOLO DI ALCUNI e DEI GENERI CHE TRATTA IL SITO ne farò/ne ho fatto un articolo dedicato. Ma di tutti i libri che leggo ho pensato di dirvi qualcosa, già che li ho letti almeno vi dico la mia.
Vi ricordo IL GRUPPO LIBRI E CAFFELATTE ^_^ 
LOGO GRUPPO IN ANOBII
Proseguiamo col SECONDO blocco di 13 libri ^_^

1 - "Jane e la disgrazia di Lady Scargrave" di S.Barron
TEA
INCIPIT
17 marzo 1803
N.4, Sidney Place,  Bath
Quando una giovane gentildonna più dotata di buone maniere che di  mezzi ha il buon senso di conquistare l'affetto di un gentiluomo più anziano, vedovo, possidente e agiato, si considera solitamente che il connubio sia dovuto all'intelligenza di entrambe le parti. La gentildonna ottiene quella posizione nella vita per la quale  le sue amiche possono invidiarla e congratularsi con lei, mentre il gentiluomo, in età ormai avanzata, conquista tutto ciò che può essere offerto dalla gioventù, dalla vivacità di spirito e dalla bellezza. (...)
Tuttavia, allorchè il gentiluomo anziano muore all'improvviso di disturbo gastrico dopo tre mesi di matrimonio ...

TRAMA: In visita presso l'amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane Austen è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell'inizio delle sue disgrazie: di li a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l'aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l'unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di comprensione dell'animo umano, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

CONCLUSIONI: Ogni tanto provo qualcosa di diverso. Accade raramente che questo qualcosa di riveli piacevole. Spesso mi ritrovo con una lettura lasciata a metà, altre volte invece la porto a termine con un piacevole ricordo. Come in questo caso.^^
In pratica, siamo di fronte a una sorta di Signora in Giallo del 1800 dove Jessica Fletcher altri non è che la scrittrice Jane Austen! Già! Un'altra scrittrice che porta una rogna pazzesca! Perchè rogna? Lo sanno tutti! Ogni volta che arriva lei, qualcuno nelle vicinanze schiatta! Ecco perchè ... scherzo, ovviamente! ^^
A parte gli scherzi, che s'è inventata la Barron? Una saga di libretti auto-conclusivi di genere giallo, con un po' di romanticismo e con protagonista la Austen che fa la detective improvvisata ...
L'intelligenza e la cultura dell'autrice (Austen, il personaggio del romanzo) le permettono di collegare gli eventi e di trovare la verità sul caso in questione.
Il testo è molto scorrevole e si legge bene, anzi benissimo. Ho notato molta cura nel dettaglio e i personaggi sono ben gestiti. Le ambientazioni sono curate così come le parti storiche.
E' un giallo anche se c'è un pizzico di avventura, quindi lo consiglio a tutti i fan dei vari Tenenti, di CSI e simili ^_^ perchè il fatto che sia Jane Austen la protagonista e non Miss Marple non cambia granchè l'essenza.
Non leggerò gli altri, è stato un esperimento.
PROMOSSO! 

2 - "La Contessa Nera" di Rebecca Johns
Garzanti
La MIA APPROFONDITA RECENSIONE LA TROVATE QUI!
Ho aperto anche la discussione in aNobii: LA CONTESSA VEGETARIANA

INCIPIT
22 agosto 1614
Csejthe, Ungheria del Nord
Al reverendo Elias Lani, Zilina
Dominus vobiscum
E' con profondo  rammarico che mi vedo costretto a informarvi che la vedova Nadasdy è spirata ieri sera senza pentirsi dei suoi crimini, sebbene io e il reverendo Ponikenus abbiamo fatto tutto il possibile per indurla a confessare. (...)

PARTE I
Extra Hungariam non est vita
1° gennaio 1611
Il ragazzo e suo padre sono giunti all'alba per murarmi nella torre. Venivano dal villaggio ai piedi del castello, con il loro asino e il carretto pieno di attrezzi. Io ero sveglia da ore, a fissare dal davanzale il cielo che da nero volgeva all'azzurro chiaro, ed è così che ho sentito il loro scalpiccio sulla neve della corte: due sagome scure l'una all'altra, intente a bisbigliarsi qualcosa all'orecchio, rabbrividendo con lo sguardo rivolto alla mia finestra e segnandosi in fronte quasi fosse un mostro.

TRAMA: (dalla copertina) Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere.
Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla.
Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?

CONCLUSIONI: Mi sento in dovere, oltre a dirvi la mia personale opinione, di fare una duplice conclusione/suggerimento perchè io, lo ammetto, sono partita prevenuta e con determinate aspettative basate sul personaggio storico.
Inizio col dirvi cosa NON è:
NON E' UN ROMANZO HORROR
NON E' UN HARMONY 
NON E' UN PARANORMAL ROMANCE
A me è sembrato più un romanzo STORICO SOFT (molto ma molto leggero) e senza scene esplicite di sesso nè di battaglie. Viene spesso fatta una sorta di introduzione all'inizio di alcuni capitoli spiegando (non mostrando!) gli eventi storici in corso.
Non è horror perchè a parte una leggera velatura di pazzia della Contessa non mi sono immersa in un'ambientazione particolarmente intensa e oscura. Non ho nemmeno percepito l'anima nera.
Non è un Harmony, non c'è romanticismo nemmeno a pagarlo! Non c'è stato un solo momento dove mi sono sentita coinvolta o palpitante. Non c'è emozione, io non l'ho avvertita.
Non è un PR, non c'è il minimo accenno a eventi surreali. Non ci sono nemmeno riti esoterici o di magia nera come voleva la leggenda.

MIA OPINIONE: Io, conoscendo la Contessa Bathory, mi aspettavo tutt'altro! La donna descritta in queste pagine non è la Bathory famosa ma una "rivisitazione personale" dell'autrice, a mio parere.
E' un po' come se avesse tolto a Dracula la sete di sangue o a Dorian Gray la vanità. E concedetemelo, è come se avesse tolto a Fujiko le tet ... cioè volevo dire l'egoismo ;)
La noia è stata molta.
A un certo punto (circa dopo la metà, dopo un evento che non vi dico per non inserire spoiler) ho sperato: "Oh! Adesso cambierà! Adesso farà qualcosa!"
E invece nisba!
Una delusione! Le mie aspettative, tradite.
I diversi motivi per cui l'ho comprato, non hanno trovato riscontro in niente.
Quindi, BOCCIATO!
Un vero peccato, pazienza :(

Comunque, non siamo tutti uguali. E il libro non è un "brutto" libro.
Quindi aggiungo due tipologie di potenziale lettore con relativo mio suggerimento:

IL MIO PRIMO SUGGERIMENTO è per chi come me già conosce il mito e spera di leggere della Contessa-vampira, di "vivere" scene forti considerando che era una sadica, di "vivere" un personaggio schizofrenico giunto fino ai giorni nostri proprio per la sua pazzia: LASCIA PERDERE!
Quella Bathory qui non la troverai. Qui è solo una donna comune con la mania di picchiare le serve e con il pallino dei soldi, cosa abbastanza scontata per quei tempi! La pazzia che viene descritta, se escludiamo le due frustatine date in tre scene del libro, sembra dettata dalla frustrazione e non da vera pazzia!
Secondo me, l'autrice non è stata in grado di entrare nella testa di una maniaca demente autentica come poteva essere la Bathory anche perchè ha tolto l'elemento chiave della sua vita: il sangue!
Qui è quasi una versione alternativa e annacquata della Bathory storica.

IL MIO SECONDO SUGGERIMENTO è per chi non sa nulla della Contessa, non gli frega della venatura vampiresca e del sangue e apprezza lo storico-femminile-soft: POTREBBE PIACERTI!
Alla fine, però, devo essere capace di mettere da parte le mie aspettative e dare un giudizio asettico.
Questo romanzo si è lasciato leggere, è scorrevole anche se gli eventi narrati si sviluppano lentamente. Quindi se ti piacciono i romanzi di "vita di corte" (tanto per capirci, anche se non siamo davvero a corte ma il tenore è quello) al femminile senza battaglie e con pochissime scene "leggermente" cupe, potrebbe risultarti una piacevole lettura.

3 - "I Promessi Morsi" di Anonimo Lombardo
RIZZOLI
LA MIA RECENSIONE CON IMMAGINI DELLA FICTION RAI DEL 1989 LA TROVATE QUI! (Mia opinione su ogni singolo personaggio rivisitato)


INCIPIT (extended)
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte da monti, tutto seni e a golfi, si restringe quando, all'improvviso, prendendo il corso l'aspetto di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte.
La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, discende da due monti affiancati, l'uno detto di san Martino, e l'altro, con voce lombarda, il Resegone, per via dei suoi molti cocuzzoli in fila, che ricordano i denti di una sega, o di un lupo.
La roccia nuda e spietata delle vette, l'ombra cupa che, con l'avanzare dell'autunno verso l'inverno, esse gettano su borghi e campagne, la nebbia spettrale che salendo dal lago pare inghiottire boschi e vallate, e trasformare tronchi e rami in creature delle tenebre pronte a ghermire coi loro artigli chiunque si trovi a passare lì accanto: tutto, in quei luoghi, suggerisce l'idea di una natura selvaggia e crudele, in cui forze oscure e ostili abbiano infinite opportunità di tendere agguati agli abitanti.
Per questo, davanti al camino, nelle sere d'inverno, i vecchi raccontavano, come cose viste coi loro occhi o tramandate dagli antenati, di fuochi fatui che tremolavano tra le croci dei cimiteri, di streghe intente a preparare filtri e unguenti magici nelle loro casupole nel cuore della foresta, di bambini rapiti in culla e scambiati con folletti, di uomini costretti, nelle notti di luna piena, a tramutarsi in lupi, di misteriosi non morti assetati di sangue.


TRAMA: Il 7 novembre 1628, verso sera, su un pendio di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, mentre le vette scoscese gettano un'ombra cupa su borghi e campagne e una nebbia spettrale pare inghiottire boschi e vallate, una ragazza tenta invano di sfuggire all'agguato di un essere dagli occhi rossi come tizzoni ardenti. Una poiana, o forse un enorme pipistrello, si leva in volo, e un vecchio curato, tornando dalla passeggiata serale, si imbatte in due individui minacciosi, che gli ordinano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia previsto per l'indomani.
Gli sposi promessi non sanno ancora che dovranno affrontare un tentativo di rapimento, una fuga in un monastero di Monza dove si praticano riti innominabili, il complotto di una stirpe oscura per conquistare lo Stato di Milano, una rivolta contro i nobili affamatoti e succhiasangue, l'entrata in scena di un bandito licantropo. la calata di un Esercito Fantasma, lo scoppio di una pestilenza che stermina due terzi della popolazione, e un flagello ancora più spaventoso...

CONCLUSIONII Promessi Morsi mi è piaciuto, del resto mi era piaciuto anche i Promessi Sposi. (Sebbene mi sia stata imposta la lettura a scuola, ho potuto apprezzare il lavoro del Manzoni solo dopo. E' un gran bel romanzo attraverso il quale è possibile rivivere un periodo molto buio della nostra storia. Andrebbe letto, non studiato però! Mia opinione.)
La rivisitazione di Anonimo Lombardo è rispettosa e al tempo stesso accattivante. Anche se alcune parti non mi hanno entusiasmata (la Monaca di Monza, ad esempio), ho apprezzato il romanzo nel suo complesso. Non è stato un lavoro da poco, l'impegno c'è stato e si vede!

La prima parte è noiosetta, come l'originale. La seconda è discreta, l'ultima è ben gestita!
Non cade nel meyerismo
Io chiamo MEYERISMO il MALANNO letterario e cinematografico attraverso cui i mostri (vampiri, licantropi ecc.) diventano rincitrulliti e sbriluccicano, i personaggi diventano piatti e vuoti, le trame perdono di spessore e coerenza. Il nome deriva da colei che ha portato il virus in tutto il mondo, forse la prima portatrice sana della storia: Stephenie Meyer! :D

Ci sono delle parti scritte al presente che però mi rimangono poco chiare, non per il senso dello scritto ma per il motivo. Perchè sono al presente? Non riesco a capirlo! Prima pensavo fossero le scene aggiunte, invece no! Quindi? Aspetto suggerimenti ^^

La nuova versione della scusa del manoscritto, regge e la trovo molto intrigante. Spiega anche la presenza del sovrannaturale e soprattutto l'identità dell'autoreAnonimo Lombardo si rivela nella sua nota "Una guerra illustre oltre il Tempo". Basta leggerla per capire ^^

Alla fine LO CONSIGLIO ma precisando, come ho già detto, che è un romanzo dal tenore serio e non pulp. Non è un Paranormal Romance e la trama portante rimane quella del Manzoni.
Secondo me, per apprezzarlo davvero, uno dovrebbe conoscere l'opera originale.
Potrebbe anche avvicinare quelli più giovani che ancora non l'hanno letto a scuola, però. Chissà!
PROMOSSO!


4 - "Ash, una storia segreta - vol.1" di Mary Gentle
FANUCCI
INCIPIT
PROLOGO
C. AD 1465-1467
'La mia anima è per mezzo di leoni'
I
Erano gli sfregi a renderla bellissima.
Nessuno si era preso il disturbo di darle un nome fino all'età di due anni e lei aveva vagato per i fuochi da campo, giocando per terra, scroccando il cibo qua e là, poppando dai seni delle prostitute sentendosi chiamare Cuc-ciolo-sporco, Grugno-sozzo e Culo-cenerino. Quando i suoi capelli cambiarono di colore passando dal castano chiaro a un biondo quasi bianco fu quel 'cenerino' che la colpì di più, per cui decise di farsi chiamare Ash.

TRAMA: Alcuni documenti storici ci hanno tramandato le gesta di Ash la guerriera giovane capitano di una truppa di mercenari durante le guerre del tardo Medioevo costretta a uccidere per la prima volta all'età di otto anni sposata contro il suo volere a un uomo che la disprezza ma che lei desidera.
Uno studioso del XXI secolo Pierce Ratcliff ha però scoperto che non si tratta del Medioevo che conosciamo. È un mondo di Visigoti che occupano Cartagine con robot di ceramica dominato da una religione del Cristo Verde un mondo in cui Ash come Giovanna d'Arco sente delle voci che potrebbero venire da Dio o da una fonte molto più strana voci che le suggeriscono con precisione le strategie per vincere le sue battaglie.

CONCLUSIONI: Essendo quattro volumi non mi sento di tirare le somme ora, dopo solo il primo. Per adesso posso dire che non mi sta entusiasmando (Ash, il personaggio, non mi coinvolge molto) però si fa leggere. Non ci si stacca facilmente dalla lettura perchè c'è qualcosa che ti fa andare avanti, comunque. Credo sia proprio perchè Ash è talmente "borderline" che la sua volgarità e rozzezza, anche se all'inizio mi creava del disagio perchè esagerata e portata all'eccesso, fanno parte del suo essere così cinico e del mondo violento e crudo nel quale vive che alla fine ti domandi sempre: "E adesso?"
Nota negativa: Le parti dove si cerca "per forza" di dare conferma storica alle gesta di Ash sono davvero mal gestite! Mi dispiace, ma queste parti le trovo forzatissime e inutili. O FAI UN'UCRONIA O NON LA FAI!
Era meglio se l'autrice dava un'impronta ucronica, a mio avviso. Così si arrampica su pergamene storiche inventate da lei, come un romanzo nel romanzo, che da subito stonano. Mia opinione.
La storia non annoia, è scorrevole. Lo stile usato è asciutto, con descrizioni dettagliate e un linguaggio preciso quando serve.
PROMOSSO, nel senso che procederò con la lettura.

5 - "1984" di G. Orwell
CLASSICI MODERNI
OSCAR MONDADORI
INCIPIT (extended)

PARTE PRIMA
I
Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli. Winston si diresse verso le scale. Tentare con l'ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'Odio, durante le ore diurne l'erogazione della corrente elettrica veniva interrotta. L'appartamento era al settimo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un'ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete. Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.

TRAMA: L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

CONCLUSIONI: Ho fatto una recensione un po' alternativa con immagini del film dell'84^^ La trovate QUI!
PROMOSSO!


6 - "EverWorld 6 - Inseguiti dagli Hetwan" di K.A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT (extended con un anticipo del primo capitolo)

LA QUIETE PRIMA
DELLA TEMPESTA
Mi guardai intorno, e adesso c'era luce...
Il primo pensiero, la prima idea fu di avere davanti una donna bellissima. E, nonostante la faccia che mi si stava gonfiando a vista d'occhio, nonostante la fifa blu, nonostante la rabbia che sentivo contro Jalil e David e anche contro April, sebbene non avesse fatto o detto niente, nonostante tutto questo, ero incantato. Attratto.
L'angelo era bello, con un viso dominato da immensi occhi verdi e luminosi, incorniciato da riccioli d'oro, con una bocca ben disegnata, labbra carnose e denti bianchi e brillanti.
E solo allora, solo dopo essere stato travolto da quella prima ondata di un'improbabile lussuria dei sensi, solo allora mi resi conto che quell'angelo era un uomo.
«Buona sera» disse con una voce al cui confronto i più bei gorgheggi di April sembravano il gracidio di uno stagno di rane. «Il mio nome è Ganimede...»
Restammo a bocca aperta.
Era alto, ma non alto come Loki. E non certo così spaventoso. Era praticamente quasi nudo. L'unica cosa che lo copriva era una specie di lieve drappo bianco che sembrava sempre sul punto di scivolare giù dai fianchi stretti...
Ganimede si avvicinò...
«C'è cibo. C'è vino. C'è amore. "Ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia..."»
«"Di doman non c'è certezza"» concluse April.
Ganimede sembrò sorpreso.
«Sì. Come dici tu, è meglio fare festa, mangiare, bere, stare in allegria, perché non c'è certezza nel domani.»


CAPITOLO I
Dunque, in pratica, le cose ci stavano andando piuttosto bene. Eravamo scappati dal Regno dei Folletti, il che non era stato facile come potrebbe sembrare. Avevamo evitato di essere inceneriti da Nidhoggr, il drago grande come Rhode Island, di guardia alla porta posteriore dell'allegro mondo degli Inferi di Hel. Avevamo venduto il nostro mezzo satiro con un buon margine di guadagno (a dire il vero, noi non avevamo pagato niente per averlo...). Avevamo creato la prima società di telecomunicazioni di Everworld, nel Regno dei Folletti, in cambio di un paio di grosse manciate di diamanti.
Eravamo un gruppo di adolescenti ricchi, allegri e spensierati.
E sarebbe stato tutto perfetto, roseo e dorato, se non avessimo avuto alle costole un sacco di gente: Loki, divinità nordica dalla progenie schizofrenica; Hel, sua figlia, mezza morta e putrefatta e mezza viva e mozzafiato; il secondo figlio di Loki, il Serpente del Midgard (al cui confronto Nidhoggr sembra un girino); Fenrir, il figlio-lupo di Loki, grosso abbastanza da mangiarsi e digerirsi un sofà tutto intero; e infine Merlino, che non è figlio di Loki e probabilmente non è nemmeno cattivo, ma che è pur sempre capace di far tornare in vita un cinghiale arrostito e mandarlo a scannarti.
E adesso, mentre i miei occhioni ancora, pieni di sonno si aprivano a fatica, mentre venivo strappato contro ogni mia volontà dal mondo reale (dove stavo cercando di convincere una ragazza in una chat room su Internet che avevo venticinque anni e avevo fatto i miliardi con i software), adesso, dicevo, mi resi conto improvvisamente che c'era un'altra piccola questione, una cosa da nulla, una nuvoletta nera che rabbuiava la mia visione del mondo altrimenti rosea e serena: eravamo entrati nella terra degli Hetwan.

TRAMA: Questa volta il narratore è Christopher, il mio preferito^^ Il gruppo arriva nella terra degli Hetwan. (Chris dice: Sono alieni, gli Hetwan. Alti più o meno come un nano. Forse un nano e un quarto. Hanno occhi da mosca e intorno alla bocca tre appendici, simili a piccole braccia, che, non smettono mai di afferrare non si sa cosa nell'a-ria, forse insetti... E hanno le ali.
Conoscono anche  l'ANGELO Galimede, Chris lo descrive così: Si vedeva ogni singolo muscolo sotto la pelle luminosa, ma non era un Mister Muscolo, un palestrato, uno gonfiato con gli steroidi. Anzi, era piuttosto magro, sebbene non proprio scarno.
Quando si muoveva, si percepiva tutta la sua potenza. Dava l'idea di uno che sarebbe riuscito a passare attraverso un muro di mattoni. Ma dava anche l'idea di uno che si sarebbe spostato per non schiacciare una formica.
Guardai David di sottecchi. Anche lui lo ammirava con gli occhi sgranati e la bocca aperta. Aveva un'espressione considerevolmente stupida. Jalil continuava a deglutire nervosamente.
April guardava Ganimede con ammirazione franca e palese. Se lo divorava con gli occhi. Era patetica. Stava sbavando. 
Dioniso, con cui Chris si prenderà una bella sbronza ^^
Un nuovo passo verso la scoperta sulla natura di Senna si compie mostrando altre creature di questo mondo fantastico che è Everworld.

CONCLUSIONI: Questi libretti sono FANTASTICI! Quando poi parla Chris è ancora meglio! Mi divertono, mi distraggono e non mi stufano mai. Li hanno etichettati erroneamente come età di lettura 8 anni, ma questo capitolo è un'altra conferma che IN REALTA' sono per ragazzi (tipo Harry Potter dal quarto in poi). Davvero dei gioiellini ^^ Ho inserito un INCIPIT più lungo perchè c'è una sorta di riassunto sulla situazione di Chris molto simpatico. 
PROMOSSO


NOTA: TROVATE UNA MIA OPINIONE A META' DELLA SAGA QUI!

7 - "EverWorld 7 - Guerra sull'Olimpo" di K.A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT

I DESTRIERI DEGLI DEI
Atena, con le vesti gonfiate dalla brezza gagliarda e temperata, alzò al cielo la testa protetta dall'elmo.
«Vieni a me, destriero di Bellerofonte. Vieni a me, o Pegaso, e porta i tuoi figli!»
... Puntai il dito in alto. A prima vista poteva sembrare uno stormo di gabbiani, bianchi contro l'azzurro del cielo. Ma l'illusione che fossero uccelli svanì non appena si avvicinarono. Erano cavalli, in tutto e per tutto. Cavalli bianchi con grandi ali bianche e piumate.
«Be', so che dovrei essere stanco di dirlo, ormai, ma... è assolutamente impossibile» commentò Jalil, in tono quasi disgustato. «Non si può sollevare in aria un cavallo con ali da uccello. E poi, come fa a cambiare direzione? Ha una coda, non delle penne. Non potrebbe cambiare direzione... E invece sì.»
«Benvenuto a Everworld» gli rispose David.
«Già. Benvenuto a Everworld, lo so» si arrese Jalil.
Quattro cavalli alati scesero velocemente verso di noi, gli zoccoli raccolti vicino al corpo, le code al vento, le teste alte, senza alcun riguardo per le leggi dell'aerodinamica, le ali lente e possenti.
Avevo mai visto qualcosa di più bello? In tutta la mia vita, qui a Everworld o nel mondo reale, avevo mai visto qualcosa che potesse reggere al confronto? Compiangevo quegli universi dove non esistevano creature simili, né potevano esistere...
CAPITOLO I
L'Olimpo.
Lasciatemelo dire: dopo tutta la sporcizia, le pulci, il fango, la fame, la sete ardente, i sonni mai una volta decenti, tutto questo era okay.
Era più che okay. Era il Ritz-Carlton di Everworld. Era l'Holiday Inn di Everworld. Era il Club Med di Everworld.

TRAMA: Personaggio April! Arrivano sull'Olimpo, conosceranno Zeus e gli dei. Cavalcheranno destrieri alati e affronteranno battaglie in volo contro gli Hetwan. Un nuovo tassello si aggiunge al personaggio di Senna che farà la sua comparsa sul finale con una rivelazione su sua madre.

CONCLUSIONI: Non deludono mai! Una visione dell'Olimpo più adulta rispetto Pollon^^ dove però Zeus rimane un gran vizioso ;)
PROMOSSO!

8 - "Flatlandia" di E. A. Abbott
ADELPHI
SEGNALAZIONE della nuova uscita in combinato col DVD con breve RECENSIONE QUI!


INCIPIT

PARTE I
QUESTO MONDO
«Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo»

1 - Sulla natura della Flatlandia
Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi.
Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.


TRAMA
Il potenziale romanzesco della geometria come di ogni altra disciplina rigorosa, è enorme. Il reverendo e pedagogo Edwin Abbott Abbott (1838-1926), che per molti tratti è avvicinabile al suo contemporaneo Lewis Carroll, ne ha dato una dimostrazione memorabile in questo racconto. 
Mondo bidimensionale abitato da segmenti, triangoli, quadrati, poligoni vari e sublimi circoli, la Flatlandia (o Paese del Piano) ci viene descritta con perizia etnologica e candido humour da un suo abitante, un eccellente Quadrato.

CONCLUSIONI: Davvero una piacevole scoperta. Geniale distopia della società londinese di fine ottocento, ho trovato originalissima l'idea di usare il mondo bidimensionale per esporre anche concetti di geometria. Un libro che andrebbe letto, anche da chi non sopporta la matematica ^^
PROMOSSO!

9 - "Bisclavret" di V. Delsere e E. Maffioletti
O.G.E. OLEANDRI
LA MIA SEGNALAZIONE, con spiegazione del "bisclavret" QUI!

INCIPIT (extended)

Dovevano avermi già disteso sullo scudo. Sentivo il corpo sollevarsi. Un clamore mi avvolgeva. Forse ero morto da valoroso in battaglia. Forse il cuore si era schiantato per amore. Provai a sollevare le palpebre. 
Una luce sfolgorante quasi mi tolse la vista. Poi cominciai a distinguere vaghe figure.
«Ha aperto gli occhi» sentii mormorare. «È proprio un uomo». 
Un brusio si diffuse.
«Cavaliere, cavalier Aimone!». Una voce sopra le altre mi chiamava.
Distolsi gli occhi dal bagliore inseguendo quel suono così grato. 
Vidi affacciarsi un viso virile, bello e nobile. La barba ricciuta, lo sguardo vivace. Il naso ricurvo, segno certo d’alto lignaggio.
«Cavaliere, orsù! Non mi riconoscete?». 
L’accento tradiva umanissima preoccupazione e un’agitazione a stento trattenuta.
Con le narici mi aggrappai al noto odore di cuoio e sudore, di caccia e selvaggina. La mente mi si aprì a una lieta visione, un cervo agonizzante in un’ampia radura cinta da ombrosi alberi discreti. Dal collo il sangue sgorgava a fiotti, caldo e fumante.
Una delizia che mi fece tremare di confusione e desiderio.
Cercai allora lo sguardo del nobiluomo quasi a implorare conforto, ma quegli trasalì e si ritrasse. Poi, vergognandosi di apparire titubante di fronte agli astanti, la voce si schiarì con numerosi hmmm e subito girò il capo all’intorno con espressione di chi comandando non ammette critica. Chiuse la destra a pugno, trattenne un gesto che avrebbe potuto tradire l’esitazione e di nuovo s’incurvò, bisbigliando perché nessuno udisse:
«Cavaliere, vi prego! Alzatevi come si alza un uomo!». 
Sul momento non capii cosa intendesse. Uomo lo ero sempre stato!

TRAMA: Nel cuore di un Medioevo insieme realistico e fantastico, il cavaliere Aimone di Torrarmata è incline per temperamento alla pratica dell’ironia, la meno cavalleresca delle virtù. Uomo “illuminato” e dunque anomalo rispetto al suo tempo, amministra con saggezza le proprie terre, ma è afflitto da una misteriosa e ricorrente metamorfosi che fa di lui, pacifico vassallo di re Alberico, un feroce predatore.
La sua singolare natura gli conferisce il potere di viaggiare nel tempo per mezzo di folgoranti visioni, nonché la capacità di osservare il mondo con candido disincanto, traendone conclusioni paradossali e anticonformistiche ante litteram. Dopo aver ascoltato la profezia di Raksha, giovane e avvenente indovina della quale non può che innamorarsi, Aimone decide di intraprendere un’impegnativa ricerca per ricomporre le due facce della sua sconcertante personalità.
Prende così l’avvio un emozionante percorso iniziatico nel solco della migliore tradizione cavalleresca, raccontato in prima persona dal cavaliere di Torrarmata con un linguaggio originale e divertente, che unisce alla cura filologica il gusto della battuta fulminante, la caratterizzazione gotica, pittoresca o spassosa a seconda delle situazioni. Ne scaturisce un’avventura indimenticabile, dove il cammino è orientato dall’interpretazione di segni e dalla soluzione di enigmi, tra vagabondaggi, duelli, incontri stupefacenti e pericoli mortali, fino al traguardo della decisiva illuminazione.

CONCLUSIONI: E' davvero un gran bel romanzo! Merita una recensione tutta sua, cercherò di creare qualcosa di "speciale" ^^ Comunque, per ora vi dico che è scritto BENISSIMO! Le autrici usano un linguaggio molto curato con termini medievaleggianti che lasciano vivere "il senso di meraviglia" per tutto il libro. La trama scorre che è un piacere. Una PERLA!
PROMOSSO!

10 - "La Piccola Principessa" di F. H. Burnett
DE AGOSTINI

INCIPIT
Seduta sui cuscini di una carrozza a nolo, accanto al padre, una bimbetta osservava dal finestrino le strade affollate di Londra. Era pieno pomeriggio ma i lampioni erano già accesi e le vetrine illuminate per sconfiggere la fitta nebbia giallastra che aveva avvolto la città.
La piccola aveva sette anni, ma dal suo sguardo, dall'espressione intenta del suo visetto si sarebbe detto che fosse molto più matura. Il suo nome era Sara Crew.

TRAMA: Quando il destino strappa Sara dalla sua amata India e la porta in un elegante ma tetro collegio inglese, la bambina non si perde d'animo. Da tempo infatti ha imparato a trarre forza dalle meravigliose storie che sa inventare... e quante nuove amiche si conquista raccontandole!
Ma dopo la morte del padre, l'arcigna direttrice del collegio non ha nessuna pietà per l'orfana ridotta in miseria: se non vuole finire in mezzo a una strada, la bambina dovrà adattarsi a fare da inserviente  alle sue compagne di un tempo.
Giorno dopo giorno la piccola affronta difficoltà e umiliazioni con coraggio, onestà e nobiltà d'animo, proprio come farebbe una vera principessa, senza mai abbandonare la speranza che un giorno la sua favola possa avere un lieto fine.

CONCLUSIONI: Ho letto questo romanzo unicamente per fare un confronto con l'anime Lovely Sara (小公女セーラ Shōkōjo Sēra) perchè sapevo esservi numerose differenze.
Per quel che riguarda il libro da solo, mi spiace dirlo ma mi ha molto delusa. 
Anche se un romanzo è per bambini, certi orrori grammaticali non sono scusati, anche se lo scritto risalisse a 2000 anni fa! E' scritto male e in modo superficiale con sbalzi temporali e di luogo nel giro di una riga.
Esempio: siamo nel collegio con Sara, nella riga dopo senza nessun avviso siamo in India col padre, nelle tre righe dopo ancora ci ritroviamo nel collegio ma con Miss. Minchin...  da mal di testa!
La trama è peggiore rispetto l'anime, ci sono assurdità "fantascientifiche" inspiegabili con il buon senso. Non può essere che due persone (il socio e il padre di Sara) lavorino a stretto contatto per 4 anni senza che venga nominata mai Sara! Non esiste che in 4 anni non venga nemmeno fatto un accenno al collegio. Nel romanzo Sara entra in collegio a 7 anni e la festa di compleanno dove muore il padre è per gli 11 e in tutto questo tempo mai una visita solo alcune lettere. 
Il personaggio di Sara è poco cortese, risponde in modo sgarbato e parecchie volte (da ricca e da povera). E' tutto tranne che dolce e umile come nell'anime. In più, in una circostanza precisa tratta male la bambola! Improbabile per il personaggio di Sara "buona"!
Una volta povera, farà commissioni e insegnerà francese non farà certo "i lavori pesanti" come nell'anime e non subirà certo tutte le umiliazioni ... e le cattiverie! La Sara originale del romanzo NON mi è piaciuta.
Insomma, l'anime Lovely Sara sarà uscito dal cilindro magico perchè del romanzo c'è ben poco! 
Il libro non lo boccio più che altro perchè senza non sarebbe nato l'anime, ma NON LO CONSIGLIO! a meno che non vogliate crearvi una vostra personale opinione. In quel caso, auguri^^
Prossimamente, ne farò una recensione approfondita da Procino Kafè per evidenziare le differenze Libro/anime^^

11 - "Il pianeta delle scimmie" di P. Boulle
MONDADORI
RECENSIONE LUNGA E COMPLETA DEL LIBRO QUI! con le differenze del film con Heston.
INCIPIT extended
(dal Capitolo 1) Jinn e Phyllis stavano passando delle meravigliose vacanze nello spazio, il più lontano possibile dagli astri abitati. In quel tempo i viaggi interplanetari erano all’ordine del giorno, gli spostamenti intersiderali per nulla eccezionali. I razzi trasportavano turisti verso le prodigiose plaghe di Sirio, o finanzieri verso le famose Borse di Arturo e di Aldebaran. Ma Jinn e Phyllis, una coppia di ricchi sfaccendati, si distinguevano nel cosmo per la loro originalità e per un certo pizzico di poesia. Essi gironzolavano per l’universo a diporto, con la vela.
(dal Capitolo 2) Affido questo manoscritto allo spazio, non con la speranza di ottenere soccorso, ma per contribuire, forse, a scongiurare lo spaventoso flagello che minaccia la razza umana. Dio abbia pietà di noi!...
«La razza umana?» sottolineò Phyllis stupefatta.
«È scritto così» confermò Jinn. «Ma non interrompermi fin dall’inizio.» E riprese la lettura.
Per quanto mi riguarda, io, Ulisse Mérou, sono ripartito con la mia famiglia a bordo del vascello cosmico. Possiamo sopravvivere per parecchi anni. A bordo coltiviamo legumi, frutti, e alleviamo un pollaio. Non ci manca niente. Un giorno forse troveremo un pianeta ospitale. È un augurio che oso appena formulare Ma ecco, fedelmente riportato, il racconto della mia avventura:
Nell’anno 2500 m’imbarcai con due compagni sul vascello cosmico, con l’intenzione di raggiungere quella regione dello spazio dove domina sovrana la stella supergigante Bételgeuse.

TRAMA: Un lungo messaggio, racchiuso in una bottiglia abbandonata ai flutti marini, narra la storia di Ulisse, giornalista e cosmonauta dilettante. La sua allucinante avventura ha avuto inizio con lo sbarco su Soror, un pianeta simile alla Terra e popolato da scimmie evolute che hanno ridotto la razza umana in schiavitù. Su Soror infatti le gerarchie fra essere umano e animale sono capovolte, e così tocca agli uomini essere sfruttati come cavie per i più terribili esperimenti. Dopo una lunga reclusione in un laboratorio di ricerca, Ulisse riesce a fuggire con una donna e il suo bambino, e a tornare a casa. Ma nel corso della sua odissea nello spazio durata anni luce, molte cose sono cambiate, e forse non in meglio, sul nostro pianeta.

CONCLUSIONI: PROMOSSO! ma solo perchè sono affezionata alla saga^^


DAL SURVIVAL BLOG
HO LETTO DUE EBOOK
12 - "Scene selezionate della pandemia gialla" di A. Girola
AUTOPRODOTTO - Simplicissimus
Mia SEGNALAZIONE QUI! con TUTTI i dati e i link ^^
INCIPIT 
Ho sempre pensato che la mia vocazione da reporter sia assimilabile a quella di tanti missionari che rischiano la vita per portare aiuto in luoghi remoti o pericolosi del mondo. Solo che io non sono mossa da sentimenti così altruistici. Cercare e diffondere la realtà, scevra da opinioni e interessi di parte, è un gesto che faccio in primis per me, e poi per chi segue il mio lavoro.
Non cerco consensi o attestati nobiltà. Voglio solo che i miei occhi e la mia penna siano lo specchio di una realtà quanto più vicina all'assoluto.
Quella verità che, per convenienza, per paura o per ignoranza viene distorta e taciuta.

TRAMA: 
2010: Un morbo di origine prionica viene diffuso nel mondo dal regime di Pyongyang durante la Seconda Guerra di Corea. Chiunque ne viene contagiato diventa un assassino ematofago, itterico e rabbioso.
2011: La pandemia dilaga in Asia. I Gialli, come vengono chiamati i soggetti infetti, aumentano di numero giorno dopo giorno.
2012: Il morbo di Lee-Chang colpisce anche Europa, Stati Uniti e Africa. Sempre più spesso i piani d'emergenza nazionale si trasformano in tragici massacri e in colpi di stato.
2013: Il Lee-Chang è oramai ovunque. La civiltà entra nella fase di collasso irreversibile.
2014: Il mondo brucia. I paesi ancora governabili sono poco più di una manciata. I profughi scampati al picco della pandemia lotanno per sopravvivere nella nuova realtà postapocalittica.
2015: Oggi.

Le cronache degli anni bui della specie umana.
Un reportage giornalistico esclusivo e senza censure.

CONCLUSIONI: Cristina è una giornalista e attraverso le sue interviste vengono raccontate le esperienze passate di vari personaggi (da un medico si passa a un cronista radiofonico, da un soldato a una blogger) in diverse parti del mondo. Raccontate, non mostrate! Il tenore quindi è "tranquillo" nel senso che non c'è l'ansia di quello che potrebbe accadere perchè è già accaduto. Questo però non impedisce al lettore la percezione di un'ansia crescente per le sorti del mondo che è sempre più in balia di una pandemia che ricorda molto la Peste Nera.
Non mancano le narrazioni forti come gli scontri armati o le scene "mangerecce" :D
Le emozioni dei personaggi emergono durante i ricordi come è naturale che sia. Ho preferito le persone comuni ai militari o ai dottori, per questioni di immedesimazione. La romagnola Cinzia e l'intervista all'australiano Rillie mi sono particolarmente piaciute.
Di persona in persona si ha un quadro sempre più completo e drammatico, anche perchè passano gli anni. All'inizio siamo nel 2011, l'ultima intervista è del 2015 e per fortuna lascia un barlume di speranza^^
E' la prima volta che leggo un romanzo con questo tipo di struttura narrativa, World War Z di Brooks non l'ho letto. E' insolita ma non mi dispiace.
L'autore non solo dimostra di conoscere bene la "sua storia" ma forse, in una vita parallela, ha vissuto davvero la pandemia gialla ^^ Sembra tutto vero!
PROMOSSO!

13 - "GIRLFRIEND FROM HELL" di Germano M.
GRATUITO su "Book & Negative"
La mia SEGNALAZIONE QUI!
INCIPIT 
Non sono ancora leggenda. Ma ci sto lavorando.
Lei accarezza il pancione, accanto a sé il fucile. Non lo lascia mai. E neanch’io.  
Non ho imparato a usare altre armi da fuoco. So maneggiare solo quella. E so come preparare le cartucce a pallettoni. Ricordino di un’infanzia felice e di un amico che aveva per padre un cacciatore. 
Oltre che tirare alle lepri, tiro ai Gialli. Non c’è tutta questa differenza, dopo tre anni. 
Ero qui a riflettere. Non ho mai creduto alle streghe, ma se gli infetti esistono e io mi trovo qui con lei, e fuori c’è la fine del mondo, vuol dire che esistono anche loro.  
Le streghe, da tempo immemore, sono quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est.
Oppure ho solo visto troppi film.
Comincio a essere stanco.

TRAMA: Anno 2015. La Gialla, un morbo che tramuta gli esseri umani in bestie antropofaghe, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventi che hanno condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.

CONCLUSIONI: Mi è piaciuto! Si legge bene, è scorrevole. Lo stile usato è più che asciutto, le frasi sono cortissime! Anche troppo, secondo me. Forse, non c'è tempo per Hell di usare aggettivi con gli zombie nei dintorni, solo tanta musica in sottofondo. Cosa che ho apprezzato molto.
In alcuni momenti mi sembrava di "vedere" un film originale di Carpenter^^
La trama scorre liscia, con un crescendo di isolamento nei confronti del mondo. Un mondo che sta morendo.
Come in ogni post-apocalittico che si rispetti c'è anche una particina per il cane, e mi sembra giusto^^
Piacevole l'unione sul finale col SB di Girola e di Riccione che trovano, con i loro amici sopravvissuti, un apprezzabile/giusta chiusura.
Nota: ci sono numerosi dialoghi in inglese ma tanto c'è la traduzione! ;)
Nota 2: il libro è indipendente. Rientra nel Survival Blog ma non è necessario aver letto tutto o qualcosa per comprenderlo. Ma a chi invece avesse letto gli altri post o ebook, coglierà i riferimenti.
PROMOSSO! 

Ecco fatto! 
Sono già partita con le NUOVE LETTURE, quindi alla prossima!


Prossimamente:
Angelology
Una mia prima impressione la trovate QUI!
Fahrenheit 451
La progenie
Il circo maledetto