12 novembre 2011

EverWorld 10 - Mondi sommersi di K.A. Applegate

Per i capitoli precedenti QUI!
MONDADORI

INCIPIT
ACQUA, OVUNQUE...

Gli squali non erano grandi per gli standard di Everworld, ma erano sicuramente grandi. Nessuno era inferiore ai sei metri di lunghezza. Sei lunghi metri di squalo affamato. Con uno scatto repentino e fulmineo, uno degli squali strappò un nano dal suo sedile e lo spezzò in due.
Le gambe, che ancora scalciavano, caddero fluttuando lentamente e lasciando dietro di sé una scia di sangue. La folla strillò. Quelli più vicini furono presi dal panico, ma i più lontani apprezzarono molto la scena. Nettuno scoppiò in una folle risata che riecheggiò in ogni angolo dell'arena.
Ed ecco che il dio e i suoi seguaci erano di nuovo dall'altra parte del muro d'acqua, di nuovo nei loro comodi sedili, pronti ad assistere allo spettacolo della carneficina.
«Non possono uscire di lì, vero?» piagnucolò Christopher.
«Grande Atena, salvaci!» gridò Nikos.
Lo squalo più vicino si avvicinò alla barriera che separava l'aria dall'acqua. E continuò a nuotare. A mano a mano che il muso emergeva dalla nostra parte, si formava una bolla d'acqua che avvolgeva l'animale.
Nella sua bolla ondulata, lo squalo continuò a nuotare nell'aria. Adesso aveva le fauci spalancate. File e file di denti fitti e acuminati.
Puntava su di noi...

TRAMA: siamo col POV di David. Il gruppo è in nave. Lasciatosi alle spalle l'Egitto insanguinato e in rovina, con le divinità "distrutte", David, Chris, Senna, April e Jalil cercano di tornare sull'Olimpo per aiutare gli dèi nella guerra contro gli Hetwan.
Siccome non c'è tregua in EverWorld, arriva NETTUNO

Dal libroUna figura enorme stava emergendo dal vortice verde. Era ondeggiante, ma si poteva distinguere un vago profilo. Un uomo, un essere umano, o almeno una creatura che vagamente ricordava una forma umana. Un dio. Sicuramente un dio. Trasparente, come una smisurata noce di gel per capelli gonfia sul pelo dell'acqua, emersa dalle profondità marine, in continua trasformazione.
E dentro la creatura, parte della creatura stessa, dentro la pancia, dentro la testa, c'erano quelli che sembravano delfini, squali, razze e altre creature marine che non seppi riconoscere. Potevano anche essere fasci di alghe. O magari balene. Quella creatura era sicuramente grande abbastanza.

Bellissima! Mi è piaciuta un'altra cosa su Nettuno, una precisazione che non si legge spesso. Una creatura di tali dimensioni non parlerebbe "normalmente" e un uomo non la percepirebbe altrettanto normalmente.
Infatti, da libroE a quel punto, l'essere d'acqua parlò. I timpani quasi mi scoppiavano e gli occhi mi si chiudevano per la potenza del suono, i piedi slittavano sul legno e caddi in ginocchio sul ponte. La voce parlò, gridò, ruggì come un sistema di amplificazione troppo potente in una sala cinematografica troppo piccola. La voce sembrava venire da tutta quella massa d'acqua animata di vita, non da un punto in particolare: non c'erano labbra che si aprivano, non c'era una lingua che si muoveva.
Un dettaglio, forse, ma a mio avviso molto sensato. Spesso si leggono di creature gigantesche che parlano agli umani senza tener conto dei "dettagli" che l'autrice invece ha giustamente precisato. Bene! ^^
Poseidone: dio per i Greci e "zio per" Pollon :D
Immagine presa QUI!
Ora, in realtà Nettuno ha un "problema" con Merlino. Infatti, il mago che sta inseguendo i ragazzi, ha mal pensato di usare la magia proprio sulle sue "onde".
Dopo una breve battaglia che genera onde altissime, i ragazzi si ritrovano avvolti dai flutti. Nuoteranno disperati finchè non troveranno una città sommersa e, purtroppo, qui iniziano i problemi.
E non mi riferisco alla trama del libro ma a problemi di narrazione.

Da qui in poi ci sono varie incoerenze. La prima è proprio su come arrivano i ragazzi alla città.
L'autrice prima dice che sprofondano con la nave, poi che nuotano. Come fanno a nuotare sott'acqua con una nave che affonda? Non si sa!
Poi d'improvviso respirano ma sono sempre sott'acqua. Infatti, David precisa che "respira l'acqua". Sprofondano sempre più e si ritrovano sopra una città.
La città però è avvolta da una bolla ma non solo, a sua volta contiene altre bolle: "La bolla racchiudeva aria, ma anche acqua. La città aveva settori in cui l'atmosfera era normale e altri invece con le strade gonfie d'acqua. La bolla conteneva in sé altre bolle."
Che casotto!
Perchè delle creature marine dovrebbero vivere in un posto così gestito? Che senso ha? E' come se noi uomini vivessimo con delle zone fatte di enormi piscine. Mha!
Se hanno le branchie hanno le branchie, sennò no! O uno o l'altro! Altrimenti sono creature ibride. ma anche gli ibridi devono sottostare a delle leggi fisiche. In questo capitolo sembra che siccome siamo in EverWorld allora vanno bene anche le cavolate. UN VERO PECCATO! CHE INCIAMPO!

Altro problema: si ritrovano in un'arena durante una gara di bighe con i cavalli. I cavalli? Eh? Perchè?
Le associazioni con i film con Charlton Heston si sprecano. Prima con i Dieci Comandamenti, poi con Ben Hur. Mha, again!
Un'associazione infelice. Siamo sotto l'oceano e pensare a Ben Hur lo trovo inappropriato. Rompe il senso della meraviglia.
Che ci fa Giuda Ben Hur a EverWorld?
Immagine presa QUI!
C'è anche una bizzarra diversificazione tra NETTUNO e POSEIDONE.
Nel romanzo l'autrice ha voluto separare le figure. Anche i sassi sanno che l'unica differenza era che Nettuno era dal punto di vista dei Romani e Poseidone per i Greci. Ma sempre dio dei mari era. Allora perchè non mettere anche Rodon Nethuns? Non si sa!

Dopo i soliti bizzarri cambi di realtà, abbiamo una gara e uno scontro. Non mi ha entusiasmato. Fa la sua comparsa un personaggio interessante ma si perde nella narrazione.
Per fortuna sul finale si risolleva. Anzi, quando ritornano in superficie va meglio e gli ultimi capitoli sono interessanti. Un mostro finale si caccia un bocca il mio Chris, mannaggia!
Speriamo in bene ^^

CONCLUSIONI: Questo capitolo subacqueo non mi è piaciuto. Noiosetto e poco coerente. Aspettavo da molto Mondi Sommersi perchè speravo di assaporare la solita atmosfera di EverWorld ma acquatica, non è stato così. Il sense of wonder è rimasto in superficie.
Questo lo boccio, con tristezza e a malincuore :(
Ormai ne mancano due.
Alla prossima!

11 novembre 2011

[serie tv] EUReKA serie 1

EUREKA, serie 1
L'attore protagonista Colin Ferguson.
Eureka è una serie tv USA di FANTASCIENZA del 2006, da noi trasmessa la prima volta nel 2007 su FOX. Passando da rete a rete,  FX - AXN sci-fi - Rai 4, alla fine sono state trasmesse tutte e QUATTRO le serie. Sembra anche che sia stata confermata la QUINTA a partire dal 2012.
SITO UFFICIALE QUI!

Ho visto la prima che conta soli 12 episodi e mi è piaicuta. Premetto che non sapevo nulla e non l'avevo vista al'epoca. Così ho pensato di parlarvene^^

Un'immagine dalla SIGLA
LA TROVATE QUI!
Quale bimbo non consegna il giornale con un braccio meccanico sotto il sellino? :D
Altra immagine dalla sigla
Chi non porterebbe a spasso il cane con un robottino?
"A little knowledge is a dangerous thing.
So is a lot." di Albert Einstein

INCIPIT dell'episodio pilota
La moglie di Walter chiama il marito con "un iter-fono" lamentandosi del fatto che è mezzanotte passata. Sta leggendo "Science of Akashic Field" di Làszlò, un libretto serale tanto per svago ^^
Walter è nello scantinato adibito a laboratorio, immerso nella realizzazione di qualcosa che gli farà esclamare di lì a pochi istanti un: "Oh, no!"




Il Marshal Federale Jack Carter, durante il ritorno a Los Angels mentre sta trasportando "una giovane prigioniera", si perde. E' notte, piove. Per non investire un cane, sterza bruscamente e va fuori strada.
Con la "prigioniera" s'incammina. All'alba arrivano in una ridente cittadina.

Il dialogo lascia intendere un rapporto particolare
S'intuisce una certa confidenza ;)
LEI E' SIMPATICISSIMA ^__^
LUI ANCHE!
L'arrivo
Lui: "La civiltà, finalmente."
Lei: "Secondo quale definizione?"
Incontrano un bambino in bicicletta e gli chiedono informazioni. Vi riporto il dialogo perchè vale la pena "viverlo".
L'incontro con un bimbo "qualsiasi" :D
Lui: "Ragazzino, c'è uno sceriffo in città?"
Il bimbo: "Non mi è permesso parlare con gli sconosciuti!"
Lei: "Oh, ma per piacere!"
Lui: "Hai ragione. In circostanze normali sarebbe l'atteggiamento più corretto. Ma io sono uno dei buoni" (gli mostra il distintivo. Il bimbo lo osserva e annuisce.)

Intanto lei nota uno strano libro. 
Gli chiede che classe frequenta, lui risponde la terza liceo.

Il bimbo espone con cura la strada da percorrere. Molta cura!
"Girate a sinistra dopo gli alberi decidui" dice.
Lei: "Decidui?"
"Vuol dire che perdono le foglie tutti gli anni."
"Grazie, Einstein, lo sapevo anch'io."
"Io sono un Oppenheimer. Gli Einstein vivono sulla quarta." Se ne va.

L'espressione della ragazza :D
Il suo nome è ZOE
Arrivano nell'ufficio dello sceriffo. L'incontro col vice Lupo è divertente.
Il Marshal mette sotto custodia e in cella la ragazzina che si scopre essere la figlia, poi s'incontra con Henry, uno del luogo, per rimorchiare l'auto e aggiustarla. 

All'inizio Henry non risponde, è "impegnato". Ma dopo l'esplosione, che si sente in tutta la cittadina. prende la chiamata. S'incontrerà con il Marshal per il recupero dell'auto.

Il vice sceriffo Jo Lupo
L'adoro ^__^
Henry alle prese con un macchinario ...
che non funzionerà.
Altro gran bel personaggio!
Il Marshal: "Da quanto fa soccorso stradale?"
Henry: "Non lo faccio per vivere, ma per divertimento. 

Mi è sempre piaciuto aggiustare le cose. Facevo l'ingegnere nei tempi andati."
Il Marshal: "Nelle ferrovie?"
Henry: "Navette spaziali!"
La riparazione dell'auto richiederà alcuni giorni. Il Marshal e Zoe rimarranno in città
Nel frattempo, è accaduto qualcosa che richiede il suo intervento. Un caso alquanto misterioso.
Per risolverlo, il Marshal Carter sarà messo prima al corrente di alcuni "dettagli" sulla città.

BENVENUTO A EUREKA!
In pratica, il Marshal e Zoe sono arrivati a EUREKA una città di SOLI SCIENZIATI!
Eureka si scoprirà essere stata progettata dallo stesso Einstein e fondata durante la seconda guerra mondiale. Einstein pensava che il futuro fosse nelle mani degli scienziati, quindi aveva convinto il presidente Truman a finanziare il progetto "Eureka": un luogo dove le più brillanti menti potessero vivere e lavorare.

Il Marshal incontrerà la Dr. ssa Blake che lo scorterà alla Global Dynamic, il centro di ricerca vicino a Eureka, per mostrargli cosa fanno e come "funzionano". Tutta la città ha delle peculiarità tecnologiche.
Non è la prima volta che hanno qualche incidente, non sarà l'ultima.

Dottoressa Allison Blake
Agente del Dipartimento della Difesa



Senza dirvi "il caso", così non vi rovino la sorpresa, Carter lo risolverà grazie al suo istinto. In Eureka manca uno "normale" il cui quoziente intellettivo sia nella media e non sopra. La stessa dottoressa lo segnalerà per farlo restare.
La serie infatti, sarà basata su un caso a episodio che il Marshal risolverà insieme al sergente Lupo, la dottoressa, Henry che diverrà un buon amico e altri che arriveranno di puntata in puntata. In ogni episodio, i personaggi cresceranno e legheranno fra loro acquisendo spessore e portando avanti le sotto-trame sentimentali.
Questo è quanto.

Ci sono buone partenze come la "casa" in cui andranno a vivere Carter e la figlia. La casa è un bunker e ha un computer con una personalità tutta sua, quasi come una moglie-madre gelosa. Si chiama S.A.R.A. super abitazione robotizzata e automatizzata.
S.A.R.A. conquisterà subito Carter con una birra fresca e la registrazione della partita di baseball che si era perso mentre lavorava.
La cosa divertente è che non solo S.A.R.A. chiamerà Carter sul cellulare ma, all'occorrenza, lo chiuderà fuori se prima non le chiede scusa per aver fatto tardi per cena. Molto divertente ^__^

L'ingresso in superficie di S.A.R.A.




CONCLUSIONI: la serie inizia con un pilot simpatico ma non eccezionale. Anche il secondo episodio l'ho trovato poco incisivo però dopo migliora. La serie è settata sulla fantascienza soft anche se le basi ci sono e sono molto solide. Sono solo raccontate però non mostrate. Non ci sono molti effetti speciali, ma quei pochi a episodio sono ben fatti e miscelati.
I personaggi sono carinissimi. Mi sono affezionata quasi a tutti. Sono ben costruiti e integrati. Soprattutto il rapporto tra Carter e la figlia mi è piaciuto molto. C'è un umorismo di sottofondo gentile e discreto che rende l'atmosfera piacevole e famigliare.
Eureka come città è piacevole e famigliare, in effetti. E' un posticino denso di "bizzarrie" eppure sono riusciti a creare dei punti di riferimento come il Caffè, l'ufficio dello sceriffo, la casa S.A.R.A. e la stessa Global che rendono la giornata di tutti i personaggi convincente. E' quotidiana ma mai monotona.
Alla fine ho visto le 12 puntate con piacere. Un appuntamento serale rilassante. Ogni volta, finito l'episodio, pensavo a quello che sarebbe accaduto nel seguente.

Mi è piaciuta. Non è la fantascienza dei viaggi spaziali o dei robot e non è particolarmente sorprendente eppure ci sono alcune chicche storiche o alcuni teoremi, marchingegni e idee che saltano fuori ogni tanto che lasciano un bel ricordo e, perchè no, fanno cultura.
Guarderò le successive.
LA CONSIGLIO!

NOTA PERSONALE: ma il cane, cos'è? Mistero! Spero venga svelato nella serie successiva :D

4 novembre 2011

Vincitori concorso "Nel buio"

COMUNICATO STAMPA

Vi ricordate?
Tempo fa la rivista digitale del fantastico Altrisogni e la rivista D&N avevano indetto un concorso per racconti e fotografie NEL BUIO. Trovate l'articolo QUI!
Ebbene, il concorso si è chiuso. Ecco i vincitori.
I miei più sinceri COMPLIMENTI  A TUTTI ^_^


ALTRISOGNI n.4 e i vincitori Nel buio

Dieci scrittori e dieci fotografi si aggiudicano la pubblicazione nell’antologia Nel buio, assieme a importanti firme. Il volume sarà pronto per fine anno.

Altrisogni 4 ospita l’inserto dedicato al concorso foto-letterario a tema Nel buio, con la fotografia vincitrice e il racconto primo classificato. 
Il primo premio fotografico è andato a Giuseppe Agnoletti, con lo scatto Omaggio a Poe, mentre il podio per gli scrittori spetta a Yuri Abietti, con il racconto Il grande buio
Il concorso Nel buio ha premiato anche altri nove scrittori e altrettanti fotografi, giunti secondi a pari merito. Tutte le opere premiate saranno pubblicate prossimamente in un’antologia in formato ebook, edita da dbooks.it
Oltre a tali opere, l’antologia elettronica presenterà fotografie a tema di professionisti dell’obiettivo, quali Andrea Chelli, Andrea Rota Nodari e Paolo Cavanna, e racconti inediti a tema di cinque autori affermati della narrativa di genere italiana, quali Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino e Clelia Farris.

Vediamo ora i nomi e titoli delle venti opere dei partecipanti al concorso che si sono conquistate un posto di merito nell’antologia Nel buio.

FOTOGRAFIA                          SCRITTURA
i vincitori

1°: Giuseppe Agnoletti, con      1°: Yuri Abietti, con
Omaggio a Poe                            Il grande buio

i secondi classificati
Nicola Baldazzi                          Giuseppe Agnoletti
(Oscurità latente)                        (Ritorni)
Gianluca Bocci                          Mirko Dadich
(Pietra magica)                            (Fine turno)
Riccardo Bruni                          Roberto Guarnieri
(senza titolo)                               (La via per le stelle)
Flavio Mariani                           Anna Notti
(Io, Es e Super Io)                       (Nel buio)
Alfredo Negroni                        Roberta Pizzuto
(Incontri a mezzanotte)               (Voglio i tuoi occhi)
Katiuscia Noseda                       Fiorella Rigoni
(Blood brothers)                          (Aspettando la morte)
Francesco Palmitessa                Rubrus
(Dispetto)                                    (Colori)
Antonio Putini                           Tanja Sartori
(Sara at night)                             (Blackout)
Simone Varisto                          James Carroll Wish
(senza titolo)                               (La fossa)


Ideato e organizzato da Altrisogni, rivista digitale italiana di narrativa horror, sci-fi e weird e da D&N, rivista elettronica di ottica, fotografia e eyewear, Nel buio è stato il primo concorso fotografico e letterario a tema, gratuito, per opere di genere horror, sci-fi e weird.

Ulteriori informazioni sui risultati del concorso sono consultabili QUI! dove sono presenti anche due interviste “incrociate” molto speciali: il vincitore della sezione letteraria interroga il vincitore di quella fotografica… e viceversa!

Altrisogni n.4 costa 2,90 euro e si può acquistare sul sito dell’editore QUI! 
Effettuando l’acquisto si ottengono tre diversi file:
- un PDF con tutto il magazine dalla prima all’ultima pagina, leggibile tramite PC, Mac o tablet
- un file ePub per smartphone ed ebook reader, contenente tutti i racconti e gli articoli della rivista.
- un file Mobi per smartphone ed ebook reader, contenente tutti i racconti e gli articoli della rivista.

Per ogni numero è disponibile anche un’anteprima gratuita di 20 pagine, scaricabile dalla stessa pagina d’acquisto.

Informazioni di contatto 

Indirizzo email: altrisogni@dbooks.it
Sito dell’editore: www.dbooks.it

2 novembre 2011

INSIDIOUS (2010)/ Paranormal Activity 3 (2011)

Locandina
Insidious è un film del 2010 ma uscito nelle nostre sale il 28 ottobre 2011, giusto per Halloween, diretto da James Wan su sceneggiatura di Leigh Whannell.

La trama non è una novità, parte col più classico dei traslochi di una famigliola americana.
Renai e Josh Lambert con i tre figli cercano di riadattarsi alla nuova casa, paese e vita. Tutto normale, fin quando Dalton, il figlio più grande non decide di esplorare la soffitta. Il piccolo cadrà malamente da una scala e cadrà in uno stato di "apparente" coma che non si spiegano nemmeno i dottori.
Trascorrono alcuni mesi, la madre di Dalton inizia a vedere figure spettrali, sente delle presenze. Insomma, chiama un prete. A dire il vero, quest'ultimo fa una comparsata e basta.



Secondo lei la casa è infestata da fantasmi e per questo Dalton non sta bene.
Presto detto, si trasloca!
Peccato che anche nella nuova casa nulla cambi. Anzi, più passa il tempo e più le presenze di fanno "vive".



E qui inizia il film. Una vecchia conoscenza di famiglia, la medium Elise, con i suoi aiutanti, una sorta di Ghost Hunters ben attrezzati e coraggiosi, farà notare loro che "NON E' LA CASA A ESSERE POSSEDUTA!".


Devo dire che Insidious MI E' PIACIUTO
Sono sobbalzata almeno quattro volte. Non chiedevo di più.
Ci sono momenti interessanti anche se, come ho già detto, nulla di veramente nuovo dal genere "fantasmi/presenze domestiche e non". La medium è diversa dal solito, come affronta le sedute più che altro. 
Anche l'ultima parte del film, che diventa "viaggio in astrale" (non vi dico di chi, perchè, come ... così non faccio spoiler) non è male. Speravo un qualcosa di più in questo punto ma mi sono accontentata.
Il film si lascia vedere. Nulla di sconvolgente, ma godibile a mio avviso.
CONSIGLIATO!

Locandina PARANORMAL ACTIVITY 3
Invece, il terzo capitolo di PARANORMAL ACTIVITY mi ha delusa parecchio.
NOIA! NOIA! NOIA!

Dopo due film precedenti, e quell'immane cavolata di Tokyo sinceramente non pensavo potesse essere peggio. Ma il buon e vecchio saggio lo dice sempre che non v'è limite!
Un'ora di film INUTILE e BANALE! Salvo l'ultima mezz'oretta che però, anche se ci sono due scenette carucce, non evita di collassare sul finale O__O patetico e scontatissimo.
Ora, partendo dal presupposto che lo spettatore andava "forzatamente" a vedere il terzo film giusto per VEDERE CIO' CHE GIA' SAPEVA, potevano almeno sforzarsi di MOSTRARE QUALCOSA di diverso dalle solite cavolate?
Ebbene no! Abbiamo perfino lenzuoli "spettrali" come non vedevo dai film muti!
Le prese ai piedi, le strisciate lungo il pavimento, le faccine pallide, il girare "forzatamente" con 'sta telecamera anche mentre qualcuno grida ... già fatto, già visto nei precedenti ... mha!

Ricordo che nei capitoli uno e due, nel secondo soprattutto, lo aveva detto che il demone lo aveva addosso la sorella Kristi. La serie va a ritroso mostrando l'origine della "conoscenza tra il demone e la donna Kristi".
Quindi? 
Perchè questo film?
Per gli ultimi cinque minuti, altrettanto tristi? Due sigilli "finti-satanisti da cinema" dipinti sul muro con quattro candele? 
Che tristezza infinita!
BOCCIATO!

29 ottobre 2011

NEUROMANTE di W. Gibson

Cover MONDADORI 2003
INCIPIT (extended)
Chiba City Blues

Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto.
— Non è che mi faccio — disse qualcuno mentre Case si faceva largo a spintoni tra la calca per infilarsi dentro il Chat. — Solo che all'improvviso il mio corpo ha una drastica carenza di droga. — Era un accento da Sprawl, in una delle espressioni più tipiche dello Sprawl. Il Chatsubo era un bar per espatriati di professione: potevi andarci a bere per una settimana di seguito senza mai sentire due sole parole in giapponese.
Ratz si stava occupando del bar, e il suo braccio meccanico si muoveva con scatti sempre uguali mentre riempiva un vassoio di Kirin alla spina. Appena vide Case gli sorrise. I suoi denti erano un mosaico di acciaio dell'Europa orientale e di carie. Case trovò un posto al banco, fra l'improbabile abbronzatura di una delle puttane di Lonny Zone e l'inamidata uniforme della marina di un africano allampanato, i cui zigomi erano una successione regolare di cicatrici tribali.
Wage è appena passato con due scagnozzi — l'informò Ratz, spingendo una spina lungo il banco con la mano buona. — C'entri qualcosa, Case?
Case si strinse nelle spalle. La ragazza alla sua destra ridacchiò e gli diede di gomito.
Il sorriso del barista si allargò vieppiù. La sua bruttezza era leggendaria. In un'epoca in cui la bellezza era alla portata di tutte le tasche, c'era qualcosa di nobiliare nel fatto che a lui mancasse. Il braccio d'epoca cigolò quando Ratz si allungò a prendere un altro boccale. Era una protesi militare russa, o manipolatore a sette funzioni con feedback di forza, racchiuso in un tozzo guscio di plastica rosa. — Tu sei troppo artistoide, Herr Case — grugnì Ratz. Quel bramito era il suo equivalente d'una risata. Poi si grattò con l'artiglio rosa la pancia sporgente sotto la camicia bianca. — Tu sei l'artista delle trovate divertenti.
— Perché no? — replicò Case, sorseggiando la sua birra. — Qualcuno deve pur essere divertente, da queste parti. Tu non lo sei per un cazzo.
La risata della puttana salì di un'ottava.
— E neppure tu, sorella. Perciò smamma, chiaro? Zone è un mio carissimo amico.
La ragazza fissò Case dritto negli occhi, e senza quasi muovere le labbra produsse il rumore sommesso d'uno sputo. Ma batté in ritirata.
— Cristo santo! — esclamò Case. — Ma che razza di locale di merda gestisci? Non si riesce neppure a farsi un bicchiere in pace.
— Ah — fece Ratz, asciugando con uno straccio il ripiano del banco costellato di cicatrici. — Zone mi passa una percentuale. Te, ti lascio lavorare qui soltanto perché fai divertire il prossimo.
Mentre Case afferrava la sua birra, calò uno di quegli strani intervalli di silenzio, come se centinaia di conversazioni scollegate fossero arrivate simultaneamente alla medesima pausa. Poi la risatina della puttanella risuonò di nuovo, arricchita da una punta di isteria.
Ratz grugnì: — È passato un angelo.
— I cinesi — tuonò un australiano sbronzo. — Quei maledetti cinesi che hanno inventato la giunzione neurale... Darei un occhio per un lavoretto sui nervi, in qualunque istante. Il sistema alla grande, amico...
— Anche questo — bofonchiò Case rivolto al suo bicchiere, con tutta l'amarezza che d'un tratto saliva di colpo come uno sbocco di bile. — Sì, anche queste stronzate mi tocca sentire.

TRAMA (dalla quarta): In un mondo in cui le mafie della finanza e dell'elettronica possono tutto, un mondo attraversato da autostrade informatiche e hacker dai poteri neuromantici, si svolge l'avventura violenta e disperata di Case, l'uomo che ha avuto il torto di mettersi contro l'organizzazione sbagliata. Per vendetta lo hanno privato della capacità di connettersi al cyberspazio, isolandolo nella prigione di carne del suo corpo materiale. Ora qualcuno è disposto a offrirgli un'alternativa, a ricostruirgli le sinapsi bruciate. A patto che Case porti a termine un'ultima missione, oltre i limiti del conosciuto...

Preceduto da alcuni racconti, "Neuromante" (1984-Neuromancer) è il primo LIBRO ambientato nello Sprawl, la trilogia dedicata all'agglomerato. Seguiranno "Giù nel Cyberspazio" (1986-Count Zero) e "Monna Lisa Cyberpunk" (1988-Mona Lisa Overdrive).
In comune hanno l'ambientazione ma non c'è continuità degli eventi. Vengono approfonditi alcuni aspetti della società e dei personaggi come Molly. In pratica, si possono leggere in autonomia.

CYBERPUNK
fonte QUI!
NEUROMANTE è un capolavoro!
Provo un certo imbarazzo a recensire un simile contributo alla Fantascienza, quella con la "F" maiuscola perchè non mi considero un'esperta ma un'umile appassionata del genere. (Per me "esperto" è un lettore con all'attivo almeno 300 opere del genere specifico ^_^)
Eppure, secondo me, Neuromante merita l'etichetta di CAPOLAVORO in tutti i sensi.

Gibson l'ha scritto nel 1984 quando ancora parole come "matrice", "cyberspazio", "ram" e compagnia bella non erano di massa ma solo per pochi. 
La lettura di Neuromante è per tutti ma la COMPRENSIONE è per chi ha già suoi concetti legati al mondo dei computer.
L'autore NON aiuta in nessun modo il lettore. Sembra anzi sogghignare: "Arrangiati! Vuoi leggere il mio romanzo? Fatti prima una cultura in merito, moccioso! Non vorrai la pappa pronta, no?"
Del resto il protagonista Case non è uno che definirei "buono e gentile". Se Gibson lo ha scelto, un motivo ci sarà, no? :D

Sinceramente, io approvo. Leggo solo ora questo romanzo perchè ho sulle spalle una decina d'anni di "smanettamento amatoriale" nel settore computer/web. Prima, pur conoscendo il libro, non mi sono nemmeno avvicinata. Continuavo a dirmi: "Quando sarò pronta. Tanto ora non ci capirei nulla."
Del resto, voi andreste a una Fiera di Elettronica digiuni di conoscenza? Non credo. 

In più, non vedo perchè uno scrittore debba "spiegare" ciò che per i suoi personaggi sono banalità. Sarebbe artificioso. Case frequenta solo gente del suo ambiente, a chi avrebbe dovuto spiegare qualcosa? A un passante? E a quale scopo? Il personaggio è egoista, non credo lo avrebbe fatto.

Noah Wyle interpreta Steve Jobs
nel film "I PIRATI DI SILICON VALLEY" DEL 1999
ALTAMENTE CONSIGLIATO!

PS: Steve Jobs c'era ancora quando ho iniziato a lavorare su
questa recensione. Ora che la sto concludendo invece è scomparso.
Sono triste ...
Neuromante quindi non era/è per tutti, da questo punto di vista è un romanzo coraggioso e al tempo stesso arrogante. Spesso le due cose vanno a braccetto. 
Se poi aggiungiamo che l'ho trovato anche egoista, freddo e cinico, è tutto dire. Ma non solo. 
Visionario e distopico. Sofferente e claustrofobico. Sporco e cupo. Ecco altri aggettivi che mi sono balzati nella testa mentre leggevo.  

Coraggioso per tanti altri motivi, il primo l'ho esposto prima. Gli altri: 
-il protagonista è un ANTIEROE. Case è un tossico, fa uso di pasticche. Era un cowboy della rete. Oggi odia il proprio corpo in quanto involucro rigido che lo costringe fuori dal cyberspazio, che invece rappresenta la libertà. 
E' un hacker e un ladro informatico. E' rimasto offeso al cervello durante una missione. Case ha tentato il furto di dati e il ri-piazzamento sul mercato nero con un ricettatore di Amsterdam ma i suoi capi (una multinazionale che gli aveva commissionato il furto) lo hanno scoperto. Anzichè ucciderlo, hanno avuto un ben più creativo approccio.
Dal libro: "Gli avevano azzoppato il sistema nervoso con una micotossina russa risalente ai tempi della guerra. Legato a un letto, in un albergo di Memphis, con il suo talento che veniva bruciato micron dopo micron, era rimasto in preda alle allucinazioni per trenta ore. Il danno era microscopico, subdolo, e completo."

Non solo questo, Case è anche un assassino.
Dal libro: "(...) trovandosi solo a Chiba, con pochi soldi e meno speranze di trovare una cura, s'era lasciato prendere da un orgasmo irrefrenabile e aveva tentato di procurarsi denaro fresco con una gelida determinazione che gli era sembrata appartenere a qualcun altro. Durante il primo mese aveva ucciso due uomini e una donna per somme che fino a un anno prima gli sarebbero parse irrisorie."

Anch'io lavoro per una multinazionale, anch'io sono "un angelo" uno che "vola", 
anch'io cerco di entrare nella rete per "rubare" qualcosa ...
ma non sono Case. Io sono buono ^^
Immagine presa dal film di SALVATORES "NIRVANA"
CONSIGLIATISSIMO!
Lo stesso regista ammette di essersi ispirato MOLTO a Gibson.
-l'ambientazione è cupa e viziata. Il più abile, forte e furbo ha la meglio. Non è un mondo per ingenui. L'uomo è messo dopo le macchine, dopo gli affari, dopo il progresso tecnologico. 
L'uomo è la macchina, in realtà, in quanto strumento per poter accedere alla matrice. 
La matrice dona un senso di benessere. Quando ne sei fuori cerchi di restare vivo perchè, dallo SPRAWLChiba City, ogni metropoli è violenta. Pericolosa all'ennesima potenza.
Ci sono perfino i cacciatori d organi!

Dal libro: "Night City era come un esperimento deragliato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse un pollice in permanenza sul pulsante dell'avanti-veloce. Se smetti un attimo di farti largo a spintoni, affondi senza lasciare traccia; muoviti un po' troppo alla svelta e finirai per spezzare la fragile tensione di superficie della borsa nera; in entrambi i casi sparirai senza che di te rimanga traccia alcuna, salvo un vago ricordo nella mente di un'istituzione come Ratz, anche se il cuore, i polmoni o i reni potranno sopravvivere al servizio di qualche sconosciuto fornito di un sacco di nuovi yen per i serbatoi delle cliniche.
Qui gli affari erano un costante ronzio subliminale, e la morte la punizione accettata per la pigrizia, la negligenza, la mancanza di grazia, l'incapacità di rispettare le esigenze di un intricato protocollo."
Angosciante, non trovate?

Dal libro: "Venerdì sera a Ninsei. Passò davanti alle bancarelle che servivano spiedini di pollo, ai "saloni di bellezza", poi davanti a un caffè chiamato Beautiful Girl, al frastuono elettronico di una sala giochi. Si scostò per lasciar passare un sarariman in completo scuro, intravedendo il marchio della Mitsubishi-Genetech tatuato sul dorso della mano destra dell'uomo.
Era autentico? Se lo era, l'amico andava in cerca di guai. Se non lo era, ben gli stava. Gli impiegati della M-G al di sopra di un certo livello erano impiantati con microprocessori di concezione avanzata che controllavano il livello del mutageno in circolo. Congegni del genere erano più che sufficienti per farsi rapire a Night City e finire dritti in una clinica clandestina."

Il satellite FreeSide: "Il Freeside è molte cose, non tutte evidenti ai turisti che vanno e vengono su e giù con le navette lungo il pozzo gravitazionale. Il Freeside è un nesso di bordelli e banche, luogo di piaceri e porto franco, città di frontiera e stazione termale. Il Freeside è Las Vegas e i giardini pensili di Babilonia, una Ginevra orbitale e dimora d'una famiglia cresciuta attraverso matrimoni tra consanguinei selezionati con estrema cura, il clan industriale dei Tessier e Ashpool."

E in specifico su Villa Straylight: "Costruirono il Freeside per attingere alle ricchezze delle nuove isole, divennero ricchi ed eccentrici e iniziarono la costruzione di un corpo esteso a Straylight. Ci siamo asserragliati dietro i nostri soldi, crescendo verso l'interno, generando un universo fatto d'un solo pezzo, tutto per noi. Villa Straylight non conosce alcun cielo, registrato o altro. Nel nucleo di silicio della villa c'è una piccola stanza, la sola camera rettilinea del complesso, dove, su un semplice piedistallo di vetro, riposa un busto decorato, di platino e smalto, costellato di lapislazzuli e perle."

Un'immagine dal spettacolare BLADE RUNNER di R. Scott
ispirato al racconto "Cacciatore di androidi" di P. Dick del 1968

E' ovvio che le date parlano da sole ^^
L'ho scelta perchè Gibson descrive ambienti molto simili.
Veniamo al pezzo forte del romanzo: I PERSONAGGI, gli alter ego e le controparti rivelate e non.
Intanto, come già accennato, il protagonista CASE è un antieroe che si circonda di persone fisiche e virtuali molto affascinanti. Non mi sono affezionata a nessuno, ho altri gusti, ma sono stata colpita per lo spessore che dimostrano tutti. Anche delle semplici "comparse". Gibson riesce a definire molto bene e a caratterizzare in modo soddisfacente sia dentro che fuori dalla matrice, impresa non facile.

Citazioni DAL LIBRO sulle PANTERE MODERNE.
Nel primo, Case trova un video dove a un certo punto compare al dottoressa Virginia Rambali, una sociologa del NYU che dice: Il terrorismo, come solitamente lo concepiamo noi, è correlato ai media in modo congenito. Le Pantere Moderne differiscono dagli altri terroristi proprio nel loro livello di consapevolezza, nella loro coscienza della misura in cui i media dissociano l'atto terroristico dall'originario intento sociopolitico... (...) 


In questo Case fa delle considerazioni: I Moderni, decise (CASE), erano una versione contemporanea dei Grandi Scienziati della sua tarda adolescenza. (...) Le Pantere Moderne erano una variante informatizzata degli scienziati. (...) I Moderni erano mercenari, burloni, tecnofeticisti nichilisti. (...)


In quest'altro, Case fa un incontro nella vita reale con Younderboy che gli farà per la prima volta il nome di "Invernomuto". Younderboy è il "capo" delle Pantere Moderne: Il capo delle Pantere Moderne, che si presentò come Lupus Yonderboy, indossava una tuta di policarburo con uno specifico sistema di registrazione che gli consentiva di replicare gli sfondi a volontà. Appollaiato sull'orlo del tavolo da lavoro di Case come una specie di grondone gotico aggiornato, contemplava Case e Armitage attraverso le palpebre socchiuse. E sorrideva. 
I suoi capelli erano rosa. Un'iridescente foresta di microsoftware sporgeva ispida dietro il suo orecchio sinistro appuntito, infiocchettato anch'esso da un ciuffo di peli rosa. Le pupille erano state modificate in modo da catturare la luce come quelle d'un gatto. Case ammirò la tuta attraversata da variazioni di trame e colori.
— Invernomuto — ripeté Yonderboy, annuendo, facendo ballonzolare la cresta di capelli rosa. La tuta divenne nero opaco, un'ombra di carbone contro il vecchio cemento. Il Moderno si esibì in una piccola, strana danza, facendo roteare le nere braccia sottili, e poi scomparve. No. Era ancora là. Il cappuccio alzato per nascondere il rosa, la tuta dell'esatta sfumatura grigia, chiazzata e sudicia del marciapiede. Gli occhi ammiccarono in risposta al bagliore rosso d'un semaforo. E poi scomparve sul serio.
Che dire, bellissimo ^^ Immagine molto evocativa, a mio avviso.

Immagine presa QUI!
Oltre Case, abbiamo Molly una fanciulla molto indipendente, che non teme la dura vita nello Sprawl. E' uno spirito libero, una combattente. Gibson, attraverso gli occhi di Case, la vede così:

"Teneva le ginocchia sollevate con i gomiti appoggiati sopra. La canna di una pistola a freccette le spuntava dalle mani. (...) Portava occhiali a specchio. I vestiti erano neri e i tacchi degli stivali neri affondavano nella gommapiuma. (...) Case si rese conto che gli occhiali erano innesti chirurgici che sigillavano le orbite. Le lenti argentate parevano crescere direttamente dalla pelle liscia e pallida sopra gli zigomi, incorniciate dai capelli scuri arruffati. Le dita serrate intorno alla Fletcher erano molto fini, candide, con le unghie d'un lucido borgogna. Parevano artificiali. (...) Indossava jeans attillati di cuoio nero e un giubbotto nero imbottito, fatto con un tessuto opaco che pareva assorbire la luce.
(...) Tese le mani in avanti, il palmo rivolto all'insù, le dita bianche leggermente allargate, e con un clic appena percettibile le lame di dieci bisturi a doppio taglio, lunghe quattro centimetri, scivolarono fuori dai loro ricettacoli sotto le unghie color borgogna.
Molly sorrise. Le lame si ritrassero lentamente."
Personaggio interessante, una giusta figura femminile considerando il mondo in cui vive. Mi è piaciuta.
NOTA: Molly arriva da "Johnny Mnemonico" racconto del 1981 di Gibson da cui è stato tratto il film omonimo. E' entrato poi nell'antologia "La notte che bruciammo Chrome" del 1986.

Immagine tratta dal film "Johnny Mnemonic" con  K. Reeves
Per chi volesse approfondire IL CONCETTO DI TRANSUMANISMO
consiglio la lettura dell'articolo da cui ho anche preso l'i
mmagine QUI!^^ 
ARMITAGE/Wills Corto - INVERNOMUTO/NEUROMANTE  - I.A. (Intelligenza Artificiale)
E qui viene il bello.
Non farò spoiler su questi personaggi ma solo degli accenni "vaghi" pechè sono l'aspetto più affascinante del romanzo, a mio avviso. Molto intriganti, intellettualmente stimolanti. Non li dimenticherò!

Se Case e Molly sono uomini/donne reali, che hanno una vita anche se insoddisfacente o sofferente, e sono considerati molto abili quando entrano nella matrice, è pur vero che esistono entità nella matrice che per Gibson rappresentano l'opposto. Queste entità considerano più reale e vera l'esistenza nella matrice, tanto da avere più "sostanza" nella rete che nella realtà. Non si sa chi siano, cosa facciano, addirittura se esistano davvero. Alcuni personaggi sono volutamente "oscuri" byte di sistema.
Case incontra "alter-ego" in rete che non vedrà mai nella vita reale. Sarà portato dagli eventi a fidarsi delle loro parole, dritte, consigli. Ma la rete è fredda e menzognera, e non ci si può nemmeno guardare negli occhi.
Ecco dunque che l'ISTINTO è l'unico strumento valido di sopravvivenza. In rete come nella vita reale. Solo che in rete l'istinto ti parla in modo diverso perchè le percezioni cambiano. E' più un istinto "da linguaggio binario" secondo me quello usato da Case. Non ci sono "palpitazioni" ma "riflessioni". Interessante, molto.

Altri personaggi invece, sono addirittura solo e unicamente coscienze artificiali. Macchine che pensano, o danno l'impressione di pensare. Non si può essere certi che agiscano senza istruzioni esterne.
Le due dimensioni, la matrice e la realtà, sono talmente intricate che non sarebbe impossibile per qualcuno inserire la propria coscienza nella rete e lasciarla "libera" di agire mentre il corpo "fa dell'altro".
E qui non posso andare oltre.

Ecco perchè quando Case sente per la prima volta parlare di Invernomuto inizia ad avere il sospetto che qualcosa non torni. Invernomuto è una persona che esiste nella realtà o è solo in rete? Se è solo in rete, chi lo controlla? E poi, ha davvero chi lo controlla?
Questa è la parte che più mi ha affascinato.
Case deve comprendere la sottile differenza tra APPARENZA E ASPETTO, a mio avviso
Nella Matrice è ovvio che l'aspetto non conta, uno se lo crea come vuole. Ma l'apparenza che uno vuole dare del suo alter ego è invece significativa della personalità, non credete? Analizzando quest'ultima si potrebbe avere una base di partenza per arrivare alla verità.
Verità che ha un binario parallelo, una strada in rete e una nella realtà. In Neuromante sarebbe meglio parlare di "stringhe di codice" e strada, dettaglio :D

Chiudo la parte sui personaggi con un frammento "straordinario" di Gibson. Frammento che SPIEGA ANCHE IL TITOLO. Ho messo *** al posto dei nomi così non vi rovino la sorpresa a chi decidesse di leggere il romanzo^^:

— Tu sei l'altra IA. Tu sei ***. Tu sei quello che vuol fermare Invernomuto. Come ti chiami? Il tuo codice di Turing? Qual è?
(...) — Per evocare un demone devi imparare il suo nome. Un tempo gli uomini l'hanno sognato, ma adesso è vero in modo diverso. Tu lo sai bene, Case. È il tuo mestiere quello di apprendere i nomi dei programmi, i lunghi nomi formali, i nomi che i proprietari cercano di nascondere. I nomi veri...
— Un codice di Turing non è il tuo nome.
Neuromante — disse ***, socchiudendo i lunghi occhi grigi per proteggerli dal sole che stava sorgendo. — Il sentiero che porta alla terra dei morti. Dove ti trovi tu, amico mio. ***, è *** che ha aperto la strada, ma il suo signore l'ha soffocata prima che io potessi leggere il suo diario. Neuro, dai nervi, i sentieri d'argento. Neu... romante. Negromante. Io evoco i morti. Ma no, amico mio — *** fece una piccola danza, i piedi bruni che stampavano impronte sulla sabbia. — Io sono i morti, e la loro terra. — Di nuovo, scoppiò a ridere. Un gabbiano stridette. — Rimani. Se la tua donna è un fantasma, non sa di esserlo. E neppure tu lo saprai.

System Shock
Fonte QUI!
Quando CASE entra nel CYBERSPAZIO è improvviso, non ci sono troppe premesse. Nella maggior parte dei casi è un "entrò" - "si collegò" - "commutò" o un più semplice "chiuse gli occhi" come nella parte che vi riporto. Altre volte, lo si intuisce dopo alcune righe dal contesto.

Dal Libro: "Chiuse gli occhi. Trovò la superficie rugosa dell'interruttore.
E nel buio illuminato dal sangue dietro le palpebre fosfeni argentei che arrivavano ribollendo dall'orlo dello spazio, immagini ipnagogiche che passavano sussultanti come una pellicola montata con inquadrature scelte a casaccio. Simboli, figure, facce, un mandala confuso e frammentato di informazioni visive.
Per favore, pregò, adesso...
Un disco grigio, del colore del cielo di Chiba.
Adesso...
Il disco cominciò a ruotare, sempre più veloce, diventando una sfera di un grigio più pallido. In espansione...
E cominciò a scorrere, a sbocciare per lui, un gioco fluido di luci, un origami al neon, il dispiegarsi della sua casa senza distanza alcuna, del suo paese, una scacchiera trasparente a tre dimensioni che si stendeva fino all'infinito. L'occhio interiore che si apriva sulla piramide scarlatta a gradoni della Eastern Seaboard Fission Authority che ardeva oltre i cubi verdi della Mitsubishi Bank of America, e in alto e molto lontano vide le braccia a spirale dei sistemi militari, per sempre oltre la sua portata.
E da qualche parte lui stava ridendo, in un loft dipinto di bianco, con le dita lontane che accarezzavano il deck, mentre lacrime liberatorie gli rigavano il viso."


Mentre leggevo queste parti, avevo i brividi. Le descrizioni di Gibson sono molto dettagliate, sia quelle nella matrice che nella realtà. Sono tutte una scoperta! Minuziose, precise, alle volte con metafore forse bizzarre ma evocative.

Lo STILE è un ibrido dello "show don't tell" nel senso che se da una parte non fa infodump interrompendo la narrazione per spiegare al lettore tutti i termini tecnici, per la serie o conosci il significato o te lo vai a cercare, è anche pur vero però che inserisce descrizioni spesso inutili e fuori contesto.
E' uno stile che non concede distrazioni, come la creazione delle stringhe di codici.
Come già ho accennato sopra, io approvo.
Il genere Cyberpunk è ARROGANTE, c'è il "punk" o no?
Lo stile DEVE essere in linea col genere. Se volete essere presi per mano e accompagnati nella lettura, trastullatevi con un PR (ne ho letto uno recentemente che potrebbe fare al vostro caso :P). Qui o si sopravvive con le proprie forze, o si perisce in solitudine (metaforicamente parlando, ovvio ^^). Esattamente come i personaggi.
Infondo, lo stile non dovrebbe forse contribuire a mettere il lettore nello stesso stato d'animo dei personaggi?
Secondo me Gibson c'è riuscito benissimo.

Cyberpunk Head
fonte QUI!
CONCLUSIONI: DA LEGGERE!
Questa volta le mie conclusioni sono sintetiche (da intendersi nei diversi significati :D), fredde, arroganti come vuole Neuromante.
mmm ... infondo io non sono Case. Quindi vi dirò anche che mi ha entusiasmata ma, come supponevo, se lo avessi letto anni fa mi sarei fermata intorno alla decina di pagine. E chissà, forse non lo avrei più letto.
Quindi LO CONSIGLIO ma a chi conosce almeno un po' del linguaggio informatico.
Altrimenti, aspettate. Neuromante non scappa.
In più sembra che faranno un film. In realtà sono anni che ci provano e, purtroppo, tutte le volte il progetto non è andato a buon fine. Speriamo che questa volta si concretizzi.
Se così fosse, e se si rivelasse un buon film, potrebbe essere d'aiuto alla lettura.
Quando ci saranno novità, vi avviso ^^

Immagine presa QUI!
PICCOLO EXTRA: alla fine del libro (almeno l'edizione che ho comprato io la riporta, altre non so) c'è "Dichiarazione di Principio" dell'amico scrittore Bruce Sterling.
Di che parlerà mai?
Di hacker, ovviamente.
Sembra,  in breve, che leggere Neuromante (o cyberpunk in generale) porti a diventare un criminale informatico. Sembra anche che se "lo sei già" e ti beccano a casa con una copia di Neuromantepossibilmente vicino al pc, questo sia un aggravante.
Forse se sta in bagno, è meno grave. Però non è precisato.
Sinceramente quest'ultima parte mi è difficile da capire. Non capisco il perchè "logico" se si può dire così. Del primo diciamo che una certa logicità contorta c'è, ma del secondo?
Sarebbe come dire: se sei un pedofilo e ti trovo a casa con i cartoni animati della Disney è un aggravante ... mha!
Un libro messo in commercio in modo onesto e legale come può essere l'aggravante di un reato? Non si sa.

Comunque, dice Sterling (che stava collaborando a un progetto): Venni coinvolto quando gli agenti della United States Secret Service su ordine delle autorità federali di Chicago, giunsero nella mia città, a Austin, il 1° marzo 1990, e confiscarono il pc di una casa editrice locale di fantascienza. La Steve Jackson Games stava per pubblicare un volume intitolato GURPS Cyberpunk
Quando i federali scoprirono il testo di Cyberpunk nei computer sequestrati espressero grave preoccupazione e allarme. Dichiararono che era "un manuale per commettere crimini informatici".
Poi prosegue oltre dicendo: Neuromante ha acquisito seguito fra coloro che investigano sui crimini informatici. Un importante membro delle forze dell'ordine mi disse che la polizia trae sempre le conclusioni peggiori quando viene trovato un teenager con un computer e una copia di Neuromante

Da qui ne consegue una lunga e interessante riflessione sul cyberpunk come genere "che anche se si basa sull'ambiente underground informatico", come E' OVVIO E LOGICO, non vuol dire che sia veicolo di trasmissione per commettere reati!
Chi commette reato potrebbe trarre ispirazione anche dal Manuale delle giovani marmotte o peggio, chi è intenzionato a uccidere qualcuno potrebbe INFORMARSI SULLE TECNICHE CHE USA LA POLIZIA PER CANCELLARE LE TRACCE seguendo semplicemente TUTTA LE SERIE DI C.S.I.
Allora, tutti i fan dei libri/telefilm gialli sono dei potenzialmente pericolosi perchè saprebbero come commettere un omicidio e farla franca?
Accipicchia O__O

Sterling dice infatti: (...) come scrittore di fantascienza non è compito mio occuparmi del comportamento della gente. (...) sono comunque moralmente obbligato a spiegarmi quando delle azioni malvagie sono commesse usando le mie idee o ciò che dico come giustificazione.
Senza riportarle, sono scontate, ma LUI come molti altri ha dovuto giustificarsi. Vabbè.

Lo trovo triste!
Triste perchè è la solita problematica degli emulatori cerebrolesi.
Si vedono pubblicità surreali (tipo quella della super colla, dove il tizio s'incolla le scarpe e resta appeso al soffitto. Ve la ricordate?) con le scritte di avvertimento "non fatelo, potrebbe essere pericoloso!"
A parte che, io, queste scritte le trovo per me offensive. Cosa credono, che sia una cerebrolesa che farebbe davvero una cosa del genere?
Ma poi penso che, aimè, i cerebrolesi INVECE sono tanti e alla fine sospiro pensando che sia anche giusto così. E' necessario avvisarli. Poverini, potrebbero davvero incollarsi al soffitto ...
Balla con me ...
la DANZA del GALLO chicchiricchi!
Che c'entra? E perchè no?
Se vuoi attaccarti al soffitto,
non vuoi anche travestirti da gallo-cipollino e ballare un po' :D
Penso anche che MOLTO PRESTO, metteranno l'AVVISO DI NON EMULARE in sovra-impressione durante molte delle nostre trasmissioni tv quali, due a caso "Uomini e Donne" e "Grande fratello".
Lo so che sembra pazzesco, eppure c'è gente che le guarda pensando che "siano reali" e non "surreali".
Incredibile, vero? :D
Le autorità devono farlo. Può sembrare assurdo, ma è necessario.