23 marzo 2012

[libro] Symposium di AA. VV. (1 di 3)

Segnalazione
GDS EDIZIONI
Symposium (GDS - 2012) è un'antologia di 10 racconti illustrati a cura di A. Bianchini. 
C'è anche un mio racconto, "Le figlie dell'arca", un post apocalittico che ho scritto nel 2011.
(aggiornamento del 15 luglio 2013: è uscito il MOBI su Amazon a soli 0,99 centesimi)

Due note prima di iniziare.
Intanto, questo progetto nasce oltre un anno e mezzo fa. Noi autori ci siamo ritrovati in FB e abbiamo iniziato a scrivere, proporre e riscrivere per un annetto circa. Ci siamo letti i racconti a vicenda e ci siamo consigliati. Alcuni hanno scritto anche due racconti, di cui poi ne è stato scelto solo uno.
Alla fine, gli illustratori hanno proposto due bozze. Quella che, secondo il gruppo, era più d'impatto diventava definitiva.

Insomma, io sono molto affezionata a Symposium. Non solo per la presenza di un mio racconto, ma perchè per la prima volta ho potuto confrontarmi con altri scrittori (diventati col tempo amici), ricevere opinioni e critiche costruttive. Una piacevole esperienza.

Seconda nota: il tutto è per beneficenza all'associazione LiberiTutti.

Dettaglio dell'illustrazione "generica" di Simone Messeri
Prefazione a cura di Paola Boni (un estratto)
(...) Così canta Frodo Baggins all'inizio del suo viaggio ne Il Signore degli Anelli e così è un po' come mi sono sentita nel momento in cui mi è stato chiesto di scrivere questa prefazione: un'esploratrice alla quale sono state poste davanti strade a lei ignote.
Spesso si tende a identificare la letteratura fantastica esclusivamente con il genere fantasy e nello specifico con l'epic fantasy del quale Il Signore degli Anelli è proprio il massimo esponente.
Il Fantastico però va ben oltre le storie di elfi, nani, draghi e cavalieri.
Esso arriva a toccare un'infinità di generi, dall'horror alla fantascienza, dal post-apocalittico al romanzo gotico. Una serie infinita di sentieri nascosti che hanno un punto in comune: la capacità di sorprendere attraverso il sovrannaturale e lo straordinario.
Il Fantastico nelle sue molteplici sfaccettature ha da sempre attratto milioni di lettori e ancora oggi affascina per la sua capacità di mostrare l'irreale e di incarnare paure e desideri umani. (...)

Autori: ALEXIA BIANCHINI, SAMANTHA BALDIN, NICOLA D’ONOFRIO, CLAUDIO CORDELLA, ANNA GRIECO, GAETANA FIORELLA, STEFANO SACCHINI, MAURIZIO LANDINI, SERENA MYRIAM BARBACETTO e SABRINA RIZZO

Illustratori: MAX RAMBALDI (la cover), LUCIA ALOCCHI, SIMONE MESSERI, TERESA GUIDO, SARA CUCCU, SAVERIA VALENTINA MASCHIO, JESSICA PRIMANI e FRANCESCO SIMONE

INCIPIT "estesi" dei primi 4 racconti
Tagli netti sulla nuda pelle” di Alexia Bianchini 
Lungo la strada sterrata che portava al castello di Draco, il dottor Daniel Lentini sentì un brivido scorrergli sulla schiena.
Era la seconda volta che si dirigeva verso quel luogo lugubre e malsano, dove la signorina Selene De Lais viveva con la sua servitù.
Sebbene la ragazza avesse solo vent'anni, mentre lui una trentina di più, il suo aspetto inquietante e al contempo affascinante riusciva a metterlo a disagio.
Quei suoi succinti abiti neri in contrasto con la pelle diafana, che lasciavano risaltare le labbra cremisi in tutta la loro pienezza, gli mozzavano letteralmente il fiato.
Al termine della visita precedente era rimasto senza parole, arrivando a non chiederle nemmeno il pagamento della parcella quando lei lo aveva fissato mordendosi il labbro, quasi lo stesse invitando a un incontro d‟amore.
Aveva ricucito le sue ferite senza anestesia, come da lei richiesto, e sentire i suoi gemiti, come se provasse piacere, lo aveva persino eccitato. Da quel'incontro lei lo aveva turbato!

Dettaglio Illustrazione di Saveria Valentina Maschio per -Tagli netti sulla nuda pelle-
Le figlie dell‟Arca” di Samantha Baldin
Lungo la strada ammorbata dalla cenere, la ragazza si arrestò. Il vento trasportava un odore pungente, insolito. Non naturale. Del fumo ombroso prese a oscurare l'orizzonte.
Meno di un chilometro, pensò.
Si tolse dalla strada. Andò a ripararsi tra gli alberi scheletrici che la orlavano, un tempo abeti.
Pose a terra lo zaino gonfio e sporco. Si accucciò pronta a scattare come una bestia che attende il passaggio della preda. Si levò il cappuccio, il mantello l'avvolgeva fino a terra. La testa era fasciata da bende chiazzate di sangue. Occhiali circolari, fermati da una cinghia di cuoio, le proteggevano la vista.
Le dita callose spostarono la benda di cotone consunta che le copriva mezzo volto. Labbra grinzose si aprirono febbrilmente al tocco della borraccia. Solo un sorso, lento e sofferto. Denti gialli addentarono e strapparono un pezzo della striscia di carne salata, l'ultima del pacchetto.
Prese dalla tasca interna del giubbotto un libro protetto da una plastica trasparente. La copertina era macchiata. Il volto che raffigurava, graffiato. Le pagine lungo il dorso sembravano linee curve tracciate da un ubriaco e gli angoli parevano dei ribelli che la plastica a stento domava.
John Connor” sussurrò leggendo il titolo. “Lui aggiusterà tutto! Sì!” bisbigliò come un mantra ondeggiandosi col busto. “Lui aggiusterà tutto”.

Dettaglio Illustrazione di Francesco Simone per -Le figlie dell'Arca-
Polvere” di Nicola D'Onofrio
Non è un mistero che Dierem venne distrutta da una forza innaturale e potente, celata in un oggetto custodito ancora fra quelle pietre millenarie.
È quel potere che il sovrano degli elfi, signore di Ambar, esige per la sua smania di dominare ogni dove, piegando con il terrore i suoi nemici.
Ma come si può essere certi che ciò che spazzò via un popolo così potente come i nani possa farsi soggiogare dalla mano di una singola persona?
Non c‟è tempo per avere risposte, alcuni temerari eroi si sono messi in marcia per recuperare il misterioso manufatto prima che finisca nelle mani sbagliate.

Lungo la strada principale che conduceva alla città ormai in rovina, si potevano scorgere le arcate di antiche ville signorili dove risaltavano colonne spezzate e capitelli sbreccati.
Le imponenti mura scure come l'ebano, intrise di bagliori di luce verdastra, erano arricchite da pinnacoli affilati come lame di rasoio, mentre i colonnati in completo disfacimento e i molti palazzi ormai simili a cumuli di macerie fatiscenti parevano fantasmi architettonici di un passato remoto.

Dettaglio Illustrazione di Terry Gu per -Polvere-
Filakismeno Soma” di Claudio Cordella
01. Physis
Lungo la strada per il Porto della Terra, Kayla Musume si svegliò di soprassalto. Durante il sonno atroci incubi si erano infiltrati all'interno della sua mente, squarciando e dilaniando ogni cosa, come artigli di uno xenomorfo leggendario.
Lei e Nymphodora Mos avevano preso una lentissima aeronave, si trattava di un mezzo pittoresco, creato a esclusivo uso e consumo dei turisti della Casa dell'Uomo, un dirigibile a elio con annessa lussuosa gondola passeggeri.
Durante la notte però Kayla aveva sognato ancora una volta la mortale neve luminosa, l'intero genocidio del suo popolo e la sua stessa agonia. Decisamente non era la maniera giusta di iniziare la giornata.
La sua pelle era sudata, maleodorante, e i capelli le erano rimasti appiccicati al volto in sudaticce ciocche corvine simili ad alghe. Kayla era pienamente consapevole che avrebbe dovuto alzarsi, compiere alcune sgradevoli ma necessarie funzioni fisiologiche per poi farsi una bella doccia bollente.

Dettaglio Illustrazione di Sara Cuccu per -Filakismeno Soma-
Nei prossimi post: 
Stavros” di Anna Grieco
Genetrix” di Gaetana Fiorella
Anche gli orchi piangono” di Stefano Sacchini

Deterso dalla brace delle mie dita” di Maurizio Landini
Libertus” di Serena M. Barbacetto
Servo della luna” di Sabrina Rizzo

BOOK TRAILER 1

Montaggio e realizzazione di Valentina Maschio

Venerdì prossimo il secondo post.

22 marzo 2012

[premio] Blog Affidabile

Banner del PREMIO
Sono stata "certificata" come affidabile!
Sono emozionata, contenta e ringrazio moltissimo Lithtys per il premio.
E' una notevole responsabilità. Cercherò di non tradire le aspettative. :D

REQUISITI per ricevere il premio:
1) E' aggiornato regolarmente
Io cerco di aggiornarlo spesso, ma ho anche compreso col tempo che è meglio poco ma buono. Quindi dal 2012 viaggio dai 7 ai 10 post a mese, salvo imprevisti.

2) Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
Il fantastico e la fantascienza sono più di una passione per me, sono una "filosofia" di vita ;)

3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
I commenti sono attivi, ma moderati. Siccome ci sono pochi "anonimi" volgari e cerebrolesi, preferisco leggere prima di pubblicare un commento.

4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
Mi sforzo di crearne. Poi, il giudizio spetta ai lettori.

5) Non é infarcito di troppa pubblicità
Io NON ne ho proprio! Non sono contraria, ma a mio avviso senza è meglio. Insomma, non ho aperto un blog per mettere i banner. L'ho aperto per esternare le mie opinioni. Se un lettore passa e legge, sono già contenta. Se lascia un commento, sono stra-contenta. Questo è quanto.


Due regoline:
-spiegare brevemente quando e perché si è aperto il blog;
-segnalare altri 5 siti/blog che sono meritevoli di menzione e far sapere ai blog/siti che hai scelto che sono stati premiati.

Immagine del mio primo post su Procino Kafè
Come è nato Libri e Caffelatte è un po' buffo.
Dunque, ero partita con Procino Kafè nell'ottobre del 2008. Non era però di letteratura fantastica o film e serie. Era proprio per il mio pupazzo. Ecco qui il link al primo post
Volevo simulare una sua vita virtuale, come se fosse davvero un blogger. I suoi pensieri, le sue paure, le sue abitudini e esperienze lavorative.
Il tutto sperando che chi avesse un pupazzo "speciale" come lo è per me Pro, lo facesse interagire.
Per un po' c'ero riuscita, ma poi ho avuto dei disagi (personali, tecnici e chi più ne ha ne metta).
Così ho potuto riprendere in mano il blog solo nel 2010.
Ho iniziato a parlare di libri, ma l'identità segreta di Procino un po' frenava. In più, siccome lui ha una sua ben definita personalità, mi risultava davvero complesso gestire le opinioni. :D 
Così alla fine, nel settembre del 2010 è nato Libri e Caffelatte col mio nome. 

Problema: Procino non ha sentito storie, così mi sono ritrovata a gestire due blog! Lui ha opinioni, ma non è mica capace di usare la tastiera. :D

Ecco i 5 blog. Sarebbero molti di più, ma ho scelto solo uno per categoria tra coloro che lo gestiscono in solitaria. Gli altri li trovate nel blogroll a destra:
- Book and Negative (film-serie)
Torre di Tanabrus (libri)
- PennaBlu (editoria, scrittura, marketing editoriale)
- Sakura Kiss (manga-anime)
- Baionette Librarie (conigli ^___^ eh eh eh)

A presto, e grazie ancora a tutti coloro che passano per una visita.

21 marzo 2012

Cartoomics 2012 - Altrisogni/dbooks - Steampunk Italia

Dettaglio del banner di Cartoomics 2012
Per la priva volta, ho visto Cartoomics da visitatrice e non più da dietro lo stand. 
E' un'altra dimensione.
Visitare le fiere è molto divertente, anche se devi insinuarti tra la folla, svincolare quelli con le bibite o, peggio ancora, quelli col ramen bollente! Poi rischi lo scontro fisico con creature aliene, maghette, guerrieri post-apocalittici, soldati d'assalto in cerca di mercenari portatori di virus, ragazzini senza scarpe che usano gli alluci prensili e hanno solo una fiocina in mano, cani giganti a manina con gattine antropomorfe, zombi, vampiri, donne ultra sexy che vagano solo con un costumino tigrato e zaini ... una miriade di zaini. E tutti pieni fino a scoppiare :D
Bellissimo! Amo le fiere di settore.
Amo il settore, sarà anche quello. Ero avvolta da sconosciuti, eppure mi sembravano tutti "amici". E' una sensazione che si prova solo a fiere di questo tipo. Non c'è verso. La passione che regna nel cuore di tutti coloro che erano presenti, in qualche modo, crea un'atmosfera "magica".
OK, scusate, se proseguo così vi colerà a breve il miele dal monitor.




Il padiglione era vasto, ma non così tanto da perdersi. Eppure io sono riuscita a finire sempre davanti all'area cosplay senza volerlo. QUI la mappa, per chi no ci credesse. 
Adoro i cosplayer. Siete favolosi!
Sul sito ufficiale di Cartoomics, c'è l'articolo sul vincitore QUI! Complimenti a Alessandro Stante che, grazie a  Tau Fire Warrior di Warhammer 40.000 volerà a San Paolo del Brasile per la finale mondiale. 
In bocca al lupo!
Foto presa dal sito Cartoomics, QUI!
Astuta la disposizione dei settori a blocchi per interesse. L'area di Fantascienza era pazzesca :D
Gradevoli e ben curate le aree espositive di Star Wars, Star Trek e Resident Evil. I costumi e i diorami erano magnifici. Ho fatto un paio di foto, ma c'era sempre la ressa. 
Vi consiglio anche la visione dal sito QUI!




Strano che abbiano scelto questa "versione" della Principessa Leila ...
Sarà forse quella più, ehmm, come dire?
^___^
Purtroppo però, anche se non ero in stand, ero impegnata lo stesso, quindi non l'ho vista tutta. 
Le conferenze, soprattutto quella per i 50 anni di Diabolik, me le sono perse. Sarà per un'altra edizione.
In compenso, ho trascorso due pomeriggi in compagnia della redazione di Altrisogni e dbooks, tra incontri con autori, interviste, presentazioni del numero 5 (che uscirà a breve) e molto altro ancora.
Oltre a essermi divertita moltissimo, è stato davvero molto piacevole ascoltarli.

Il numero 5 sarà ancora più interattivo!
Si sono tenuti due incontri: una presentazione dell'Antologia Nel buio e del numero 5 della rivista con alcuni degli autori, il sabato, mentre una vera e propria chiaccherata sull'apocalittico e post-apocalittico la domenica. Ho potuto così conoscere da vicino persone divertenti, socievoli e preparate. 
Chi? Eccoli:
Anna Giraldo
Laura Iuorio
Yuri Abietti
Gabriele Rounder Lattanzio
Massimiliano Monti
Mirko Dadich
Corrado Sobrero
Adriano Barone, che "bizzarro ghigno" :D
Presto Altrisogni, e cioè Vito e Christian, metteranno on line TUTTE LE INTERVISTE! 
Non solo, anche le chiaccherate cui hanno partecipato special guest come Letizia Mirabile e Emanuele Manco del Fantasy Magazine.
Credetemi se vi dico che sono molto interessanti e divertenti. Appena saranno in rete, ve lo segnalo. Da non perdere.

E' anche un modo comodo e moderno per conoscere un pochino di più i nostri autori italiani. 
Sono stati molto cortesi per l'attesa, spesso involontaria, dei tempi tecnici (tipo batteria della telecamera scarica, altoparlante fiera improvviso, passante con sguardo assente che s'infila, lingua-secca-effetto-carta-vetrata e quindi pausa obbligata per una coca ecc. ^__^) 
Ancora grazie!
Io sono quella dark vicino ai biscotti :D
Foto di Altrisogni, presa dalla pagina in FB
Ho fatto alcune riprese, una camera-girl in pratica. 
Grazie ancora a Altrisogni e dbooks per la disponibilità, la simpatia e la cordialità. Due splendidi pomeriggi. Intellettuali sì, ma non noiosi.

Vito e Christian di Altrisogni
Sono anche onorata di aver conosciuto domenica i mitici STEAMPUNK ITALIA.
Erano letteralmente assediati dai fotografi, e il perchè è evidente. 

SUBLIMI!
Sto lavorando a un articolo su di loro e sulla passione per lo steampunk. 
Quindi, SE AVETE DOMANDE PER QUESTI STRAORDINARI RAGAZZI, inviatemele alla mail (akasha4000bc@gmail.com), oppure postatele qui sotto. Io le raccoglierò e girerò.
Ma lo sapevate che i costumi se li fanno da soli e a mano riciclando materiali?
Sono sempre più mitici!

Vi lascio con la foto di un mio nuovo amico. 
Era lì, solo soletto e non ho potuto che portarmelo a casa. :D

Spank, il sorriso più genuino del mondo!
Un bacio e un abbraccio a tutti quelli che erano al Cartoomics!
Alla prossima edizione.

Nota personale: domenica sera, verso le 20,00 circa, ero fuori in pausa sigaretta (la prima della giornata, tanto per chiarire quanto tempo libero c'è stato). Arriva una ragazza del reparto fumetto. C'era anche un altro ragazzo, in giacca. Ebbene, dopo un istante eravamo già lì che scambiavamo battute e impressioni sulla fiera come vecchi amici. 
Senza nome, ma con gli occhi brillanti come piace tanto a me.
Solo il tempo della sigaretta per confermarci a vicenda che è un mondo fantastico. Queste fiere sono delle oasi rinfrescanti per l'anima. 
Parole della ragazza: "Quando vengo qui, sono felice. Si fa amicizia in pochi istanti, e nessuno che ti giudica. Riesco a essere davvero me stessa."
Magico, no?

16 marzo 2012

[libro] Hunger Games

MONDADORI
Come vi avevo anticipato QUI! Hunger Games ha ben poco di originale, purtroppo.
L'autrice ha miscelato romanzi e film (alcuni titoli ve li ho esposti nell'articolo collegato) anche molto famosi. Ma pare che lei abbia invece pensato solo alla guerra in Vietnam e al mito di Teseo. Mha!
Comunque, ora metto l'incipit e la trama con le mie varie opinioni, qualche stralcio e, al termine, le conclusioni.   

INCIPIT
Quando mi sveglio. l'altro lato del letto è freddo. Allungo le dita per cercare il calore di Prim, ma trovo solo la tela grezza della fodera del materasso. Avrà fatto un brutto sogno e si sarà infilata nel letto della mamma. 
Ma certo. Oggi è il giorno della mietitura. 
Mi sollevo su un gomito. Nella stanza c'è abbastanza luce per vederle. Prim, la mia sorella minore, è sdraiata su un fianco, rannicchiata contro il corpo di nostra madre, le guance vicinissime. 
Nel sonno la mamma sembra più giovane, un po' consumata, ma non troppo male in arnese. Il viso di Prim è fresco come una goccia di pioggia e incantevole come la primula da cui ha preso il nome. 
Una volta anche mia madre era bellissima. O almeno così dicono.
Seduto, di guardia accanto alle ginocchia di Prim, c'è il gatto più brutto del mondo. Naso schiacciato, un orecchio mozzo, occhi color purè andato a male. Prim l'ha chiamato Ranuncolo perché dice che il suo pelo giallastro ha lo stesso colore di quel fiore. Mi odia. O almeno non si fida di me. Anche se sono passati anni, credo che si ricordi ancora di quando Prim lo portò a casa e io cercai di affogarlo dentro un secchio. Un gattino rognoso, la pancia gonfia di vermi, pieno di pulci.
L'ultima cosa che mi serviva era un'altra bocca da sfamare. Ma Prim iniziò a implorare e si mise anche a piangere e dovetti farlo restare. Alla fine fu meno peggio del previsto. Dopo che mia madre l'ebbe sverminato, scoprimmo che era un cacciatore di topi di prima categoria. Ogni tanto prende anche qualche grosso ratto. Certe volte, quando pulisco la preda, lascio a Ranuncolo le interiora. 
E lui ha smesso di soffiarmi contro.

Il PRIMO CAPITOLO lo trovate QUI!

TRAMA: In una società distopica, dopo la distruzione di quello che un tempo era il nord America, è sorta Panem costituita da una grande e ricca città, Capitol (nome originalissimo per "la capitale"), e da dodici poveri Distretti (altro brivido ...).
Ogni anno si tengono dei giochi che vengono trasmessi in televisione (un Grande Fratello di sangue, in sostanza.). I Distretti mandano a sorteggio due ragazzi che dovranno "sopravvivere" ai giochi uccidendosi a vicenda.
Ne resterà solo uno :D
Il romanzo narra le vicende di Katniss Everdeen, che si offre volontaria in sostituzione della sorellina, e un altro ragazzo, Peeta Mellark, durante le diverse fasi: sorteggio, arrivo a Capitol, preparazione con tanto di ceretta (lei, lui non precisa -,,-), gara e sopravvivenza, conclusione.

La parte dell'arrivo a Capitol e la preparazione è un pochino lunga. Forse troppo. Vengono presentati gli altri giocatori, ma li avrei anche conosciuti volentieri durante la gara.
La parte dei giochi non è male, invece, anche se colma di "facilitazioni" per Katniss e gran colpi di fortuna.
I giochi terminano. Ritorno a Capitol City. Fine del romanzo.
Non è una trama particolarmente complessa.

!!! LEGGERO SPOILER !!!

Mettiamola così, Katniss ha più "fortuna" che altro.
Nei momenti difficili o le arriva un regalo dallo sponsor (essendo in tv, se uno spettatore si affeziona a un concorrente può inviare un dono attraverso il network) o giunge Peeta o resta nascosta in attesa che tutto finisca. Purtroppo, è una protagonista piatta, inespressiva che spende tempo più per ricordare che per fare.
Lei sopravvive, ma combatte poco o nulla. Ne uccide uno solo, e l'autrice non spende nemmeno troppe parole.
Dal libroIl ragazzo del Distretto l muore prima di riuscire a estrarre la lancia. La mia freccia si conficca profondamente al centro del suo collo. Lui cade in ginocchio e dimezza il poco di vita che gli rimane tirando fuori la freccia e affogando nel suo stesso sangue. Dopo aver ricaricato l'arco, sposto la mira da una parte all'altra, mentre urlo a Rue: — Ce ne sono altri? Ce ne sono altri? (...)
Il mio cervello inizia a ritrasmettere gli eventi di ieri. Continuo a vedere Rue colpita dalla lancia e la mia freccia che trafigge il collo del ragazzo. Non so perché dovrebbe importarmi del ragazzo.
Poi mi rendo conto... lui è stato la mia prima vittima.
Insieme ad altre statistiche, riportate per aiutare la gente a piazzare le proprie scommesse, ogni tributo ha un elenco di vittime. Penso che tecnicamente dovrebbero assegnarmi Lux, e anche la  ragazza del Distretto 4, per averle gettato addosso quel nido. Ma il ragazzo del Distretto 1 è stata la  prima persona che ho ucciso con l'intenzione di farlo. Numerosi animali hanno perso la vita per mano mia, ma solo un umano. Sento Gale che dice: Ma c'è poi tanta differenza!
Sorprendentemente simile nell'esecuzione. Un arco teso, una freccia scoccata. Totalmente differente nelle conseguenze. Ho ucciso un ragazzo di cui non so nemmeno il nome. 
Da qualche aprte la sua famiglia lo sta piangendo. I suoi amici esigono il mio sangue. Forse aveva un'innamorata davvero convinta che sarebbe ritornato... Ma poi penso al corpo immobile di Rue e riesco a scacciare il ragazzo dalla mente.  Almeno per adesso.


Ci sono i ricordi della sorellina o del gatto o di quanto era bello prima o... bla bla bla cui dare maggiore risalto.
Tutti gli altri concorrenti, si fanno fuori tra loro o grazie a Peeta.
E tra parentesi, non che l'autrice anche qui spenda troppe parole. Il più delle volte si "odono" suoni-grida-lamenti o si intuisce che uno è morto perchè non lo si vede più. Questo è quanto.


Alle volte si sfocia nell'assurdo senza saperlo.
Peccato che Tarantino lo fa perchè lo vuole ;)

!!! SPOILER SUL FINALE !!!
Il finale non mi è piaciuto.
Rimangono in pochi, quando il network avvisa che siccome Katniss e Peeta fanno coppietta, potrebbero anche sopravvivere insieme. Allora, per una buona parte della gara si aiutano. Peccato però che poi il network cambi idea.
E che fanno anzichè affrontarsi?
Teneri, decidono di suicidarsi. Oooh, poveri ciccini. Dopo che hanno fatto fuori una miriade di altri ragazzi, non riescono a commettere solo un ultimo omicidio. E perchè?
Semplice.
Perchè in questo caso l'autrice non avrebbe potuto cavarsela con l'ennesima banale botta di fortuna. La povera Katniss, se voleva sopravvivere, doveva sporcarsi le manine.
Ecco dunque che davanti al tremendo dilemma, l'autrice se ne esce con un nuovo cambio d'idea del network.
Probabilmente, sono un po' volubili oppure la spiegazione più ovvia: ancora l'autrice voleva allungare il brodo sul finale e ha tentato con un colpo di scena, a mio avviso, poco riuscito.
Si sapeva dall'inizio che si salvavano, i due ciccini.
Il romanzo avrebbe potuto giocare SUL COME si salvavano. Sarebbe stato almeno interessante.

Dal libro, il gran momentoPeeta si china e mi bacia una volta, molto delicatamente. — Al tre — dice.
Siamo in piedi, con le schiene premute l'una contro l'altra, le mani libere intrecciate saldamente.
—Mostrale. Voglio che tutti vedano — dice lui.
Apro le dita e le bacche scure brillano al sole. Do alla mano di Peeta un'ultima stretta come segnale, come addio, e iniziamo a contare. — Uno. — Forse mi sbaglio. — Due. — Forse a loro non importa se moriamo entrambi. — Tre! — È troppo tardi per cambiare idea. Mi porto la mano alla bocca, dando un ultimo sguardo al mondo. Le bacche sono appena passate attraverso le mie labbra che le trombe iniziano a squillare.
La voce concitata di Claudius Templesmith urla sovrastandole. — Fermi! Fermi! Signore e signori, sono lieto di presentarvi i vincitori dei Settantaquattresimi Hunger Games, Katniss Everdeen e Peeta Mellark! Ecco a voi... i tributi del Distretto 12!


Katniss mentre saluta il pubblico nel film di prossima uscita
!!! SPOILER SUL FINALE nel finale !!!

Ebbene sì, c'è un finale extra. All'inizio ero contenta, i finali troncati non mi piacciono.
Però i finali lunghi hanno uno scopo, di solito. Spesso fungono da chiusura e alle volte anche da ponte per un libro futuro. In questo caso, confonde e basta.
Dopo la gara, i due ciccini si ritrovano a fare le interviste. La povera Katniss è confusa. Ora che sa che Peeta l'ama davvero e non è una finzione, forse lo ama anche lei. Però non è sicura. Infondo, c'è Gale al Distretto 12 che l'aspetta. Ma del resto Gale non avrà seguito tutto in diretta alla tv. Gale non saprà dei baci, degli abbracci e delle paroline dolci durante la gara ... o forse sì?
L'unica e dirgli la verità, ma quale?

Dal libro, un'intervista:—Katniss, so che hai avuto uno shock, ma devo chiedertelo. Nel momento in cui hai tirato fuori quelle bacche cosa avevi in mente? — domanda.
Faccio una lunga pausa prima di rispondere, cercando di raccogliere le idee. Questo è il momento decisivo, quello in cui si saprà se ho sfidato Capitol City o se l'idea di perdere Peeta mi ha fatto uscire di testa al punto da non poter essere ritenuta responsabile delle mie azioni. La situazione sembrerebbe richiedere un lungo, emozionante discorso, ma il massimo che riesco a tirare fuori è un'unica frase, quasi inavvertibile. — Non lo so, io non... non potevo proprio sopportare il pensiero di... stare senza di lui.
—Peeta? Tu hai qualcosa di aggiungere? — domanda Caesar.
—No. Penso che valga per entrambi — risponde lui.
Caesar fa cenno di chiudere ed è finita. Tutti ridono e piangono e si abbracciano, ma non sono ancora tranquilla finché non raggiungo Haymitch. — Tutto bene? — bisbiglio.
— Perfetto — risponde lui.

Poco dopo, durante il rientro al Distretto: Io e Peeta camminiamo lungo il binario, mano nella mano, e adesso che siamo soli non riesco a trovare niente da dire. Lui si ferma per raccogliere un mazzo di fiori di campo per me. Quando me li porge, faccio un grande sforzo per mostrarmi contenta. Perché lui non può sapere che quei fiori rosa e bianchi sono le cime delle cipolle selvatiche e che mi ricordano soltanto le ore che ho passato a raccoglierle con Gale.
Gale. Il pensiero di vedere Gale tra poche ore mi fa torcere le budella. Ma perché? Non riesco proprio a capirlo. So solo che mi sento come se avessi mentito a qualcuno che si fida di me. O, più esattamente, a due persone. 
Finora l'ho fatta franca per via degli Hunger Games. 
Ma non avrò nulla dietro cui nascondermi, una volta a casa.

Quanta confusione mentale e sentimentale. Troppa, visto quello che c'è stato.
La Collins ha voluto mettere confusione quando, se fosse stato un fatto vero la confusione non ci sarebbe stata. Durante una battaglia vigila una fredda e decisa consapevolezza interiore: voglio restare vivo! I miei alleati diventano tutti coloro che contribuiranno a farmi restare vivo. Tutti gli altri, sono nemici.
Stop. Non c'è confusione.
O uccidi, o muori.
A me sembra semplice.

L'autrice ha voluto però creare il dubbio per fare la felicità delle ragazzine. Evvabè, non sono contraria. Ci mancherebbe. Però fallo almeno con coerenza alla situazione. C'è stato un massacro tra ragazzi, non una festicciola nel salottino privato del GF.
Ora, facciamo finta che Katniss sia una povera cerebrolesa. E facciamo finta che Peeta sia un ottimo attore. In ogni caso, a partita finita la confusione sarebbe cessata. I giochi si sarebbero interrotti.
Siamo vivi, ci amiamo sì o no?
Forse non è una risposta.
Invece qui accade un macello degno del più banale e fanciullesco Harmony al termine della gara.
Katniss forse ha avuto un crollo dell'adrenalina ed è precipitata in un oceano di burro misto zucchero perchè si perde in pensieri del tipo: "Mi ama o non mi ama?"
E Gale?
Già! Katniss colta da altro dubbio finale pensa a quel povero cornuto del suo ragazzo (che però all'inizio del romanzo dice che è solo un amico, quindi non capisco nemmeno perchè alla fine se ne preoccupa!) che l'avrà vista sbaciucchiarsi con Peeta per tutto il tempo sui monitor giganti, mha!
L'avrà vista scambiarsi effusioni romantiche (forse finte, non si sa) di notte?
L'avrà vista fare e dire tante cose, ma solo alla fine della gara se ne preoccupa!
E dunque, altro dilemma: Come mi giustifico con Gale?

Ce ne preoccuperemo nel secondo volume ;)


!!! FINE SPOILER !!!

Il punto di forza del romanzo è lo stile della Collins. Si legge bene grazie a uno stile asciutto e conciso.
Non mancano però le parti inutili.
Qualcuno mi spiega alla fine, sapere tutto del gatto a che è servito?
E buona parte dei ricordi? Se avessero avuto uno scopo, un senso, magari per inspessire i personaggi, lo avrei capito, ma così?
Katniss ha lo spessore di un puntaspilli.
Peeta è un'ombra.

Per il resto, come avevo già accennato QUI! il punto di forza del romanzo doveva essere l'uccisione tra ragazzi, peccato che ci abbiano già pensato in molti atri prima.
Dopo che rimane?
Lo stesso problema che c'era in Battle Royale: i buoni non si sporcano mai le mani.
Per fortuna che il dio-master-autore mette i PNG (o personaggi di contorno) che invece salvano loro le natiche ogni volta :D

CONCLUSIONI: Lo consiglio ai più giovani, e basta. A mio avviso, se siete lettori abituali e avete più di sedici anni potreste già annoiarvi.
Avevano detto che era una lettura cruda e violenta. Un romanzo forte.
Onestamente, l'ho trovato noioso e banale.
Io tutta questa violenza non l'ho "vissuta". Dire che uno è morto, in narrativa, non è di per sè violento. Diventa violento quando il personaggio "vive" la violenza sulla propria pelle perchè è come se la vivesse il lettore.
Katniss è circondata dalla violenza, ma sì e no l'odora. Non è la stessa cosa.
Se però l'uccisione di un coniglietto per nutrirsene è considerato violento, allora sono io che ho dei canoni differenti. Io pensavo che l'uccisione di una persona lo fosse O_o
Le mie aspettative di romanzo violento su Hunger Games sono andate via via ammosciandosi fino al naufragio del mare zuccheroso in cui è precipitato alla fine.

Non è un romanzo da buttare, non mi permetterei mai.
Però credo che sia divenuto popolare fino a farne un film grazie all'ignoranza sulle precedenti opere cui si ispira (e soprattutto grazie a dell'ottimo marketing. Cosa non fa un trafiletto sul New York Times: Grande successo!)
Dire che un romanzo è un grande successo, in automatico fa diventare un romanzo un grande successo.
Buffo! E io che credevo fosse il contrario :D

Come sempre, quello che penso io è solo la mia opinione.
Conta come tale e come tale va intesa.
In aprile uscirà il film. Forse lo vedrò, ma non lo aspetto con ansia.
Una cosa è certa, non leggerò il secondo libro. Non fa per me.

8 marzo 2012

[film] John Carter

Visto ieri! ^____^
Non faccio spoiler, tranquilli!


Il film diretto da Andrew Stanton è davvero ben riuscito. Le immagini in 3D sono magnifiche.
Il non vado matta per il 3D. Ne ho visti solo un paio all'inizio, poi ho smesso. Colori sbiaditi e senso di nausea mi avevano fatto gettare la spugna. 
Ma ieri sera al cinema c'era solo il 3D. O tornavo a casa, o provavo.
Ebbene, i colori erano perfetti. Le immagini spettacolari. E niente nausea :)
Soprattutto i grandi campi aperti, dove comparivano miniaturizzati i personaggi. Erano incredibilmente dettagliati. Questo aspetto è di sicuro un punto di forza.

Gli attori/personaggi
John Carter, interpretato da Taylor Kitsch, mi è piaciuto anche se nel libro me lo figuravo un po' diverso. E' leggermente fuori tempo rispetto al Carter del romanzo, che era più d'epoca. In alcuni momenti è "troppo moderno" considerando che è dell'800. 
A metà strada tra un Conan "estremamente gentile e raffinato" e un Principe di Persia "meno video-gioco e più umano" :D alla fine, però, ha trovato una sua identità. Identità costruita, a mio avviso, trovando un rapporto con gli altri personaggi/attori.

Il più riuscito è Tars Tarkas, interpretato in modo totalmente digitale da Willem Dafoe. Superbo! Ha reso perfettamente la fierezza, il coraggio e la curiosità che io ho colto nel romanzo. L'incontro con Carter è diverso, ma comunque d'impatto.
Anche alcune usanze e aspetti dei Thark sono state mantenute e mostrate, come crescono i piccoli ad esempio. E non sono propriamente "coccole e carezze".

Ora veniamo alla Principessa di Helium, Dejah Toris interpretata da Lynn Collins ... a me è piaciuta moltissimo ^__^ Non è la solita anoressica che ciondola da una parte all'altra dello schermo e che impugna una spada come se fosse un'anguilla rinsecchita :D
E' grintosa e combattiva senza perdere in femminilità. Molto vestita rispetto al romanzo, sarà una delusione per i maschietti ma è più veritiera. Anche in questo caso, hanno cambiato l'incontro tra Carter e la principessa. Però, mi è piaciuto ugualmente.

Ci sono poi altri personaggi che nel romanzo non esistono. Siccome sono parte del motivo per cui Carter viaggia e si ritrova su Marte, per non rovinarvi la sorpresa, vi dico solo che io li ho graditi. Non sono una novità da gridare "che ideona..." ma si inseriscono bene nel contesto.


La tecnologia, le armi e il "look" in generale.
Ricorda un po' la saga di videogiochi di Final Fantasy. Un retrò futuristico con motori "ecologici".
Navi dalla linea lunga, affusolata e con ali da libellula. Ponti/cabina in vetro e bandiere lungo le murate. Sono bellissime a vedersi, molto fragili in realtà. L'effetto al cinema è però esteticamente magnifico.
Anche le armature hanno forme e linee morbide, così come le armi. Forse per meglio differenziare gli uomini rossi e blu dagli alieni verdi, i Thark. Questi, al contrario, hanno lance e protezioni minimali rozze e di pelle.
Mentre gli uomini vivono i palazzi dalle stanze senza confini e riccamente decorate, i Thark abitano vaste grotte o casupole, credo fatte di sabbia o qualche tipo di malta aliena. Molto tribali e essenziali.
Anche i meccanismi di comando delle "moto aeree" non sono nuovi. Già visti.
Si amalgamano all'estetica retrò, quindi sono un tripudio di rotelle e catenelle.

Mancano però le armi "importanti". A parte la omega weapon dal color blu (un classico dei videogiochi) e le spade o le lance, nel mezzo non c'è nulla. Ho solo visto quello che potrebbe essere un mitragliatore, ma è un po' pochino. Pazienza.

I costumi sono ben curati. Forse un po' da Mille e una notte, ma si sposa bene con il resto.
L'aspetto delle città, dei panorami nell'insieme è spettacolare. 
Aeronave in John Carter
Aeronave in Final Fantasy
Sulla trama.
E' molto diversa dal romanzo. Me lo aspettavo. Del resto sono 11 romanzi, il film è uno solo.
L'aspetto che approvo del film è che lo hanno reso auto-conclusivo in modo intelligente.
Volendo potrebbero farne un seguito, ma non in favore di un finale tronco, com'era invece il romanzo.
Per fare ciò, la trama è notevolmente cambiata. Io però non faccio più il ragionamento che "se non è fedele al romanzo" in automatico il film è una schifezza. E' una versione diversa, di un'epoca diversa.
Oggi, una trasposizione fedele di un romanzo del 1911 non so se sarebbe stata compresa.
Secondo me, hanno lasciato quello che era lo spirito di Carter, e di quello che rappresentava per lui Barsoom, intatto cambiando alcuni eventi senza modificare i legami affettivi e di stima che c'erano nel romanzo.
E hanno inserito aspetti nuovi rispettando quello che potrebbe essere il mondo di Barsoom.
Non so se riesco a spiegarmi, senza fare spoiler non è facile.:D

Nota extra su come Carter viaggia
Nel romanzo c'era una specie di trasmigrazione dell'anima. A me era piaciuto molto questo aspetto mistico del romanzo. Ma me lo sentivo che lo avrebbero tolto in favore di qualche "gingillo" più immediato e per comprensione e per porre l'accento sulla tecnologia e non sullo spirito.
Il gingillo in questione non ve lo espongo perchè collegato a un aspetto del tutto nuovo.
Siccome è parte integrante della storia, farei spoiler.
Magari in futuro, quando uscirà il dvd.
Woola
STREPITOSO! 
IN CONCLUSIONE: A me è piaciuto molto. Ho trascorso un paio d'ore piacevoli. Ci sono due dettagli che vorrei rivedere, ma giusto per cruccio mio personale. 
Sono rimasta soddisfatta. Sono uscita col sorriso.
Non chiedevo di più.
E' un film per tutti, anche se alcuni aspetti dei Thark non sono per bimbi. Ma sono poche immagini, forse un adulto le coglie, un bambino magari nemmeno le vede perchè rapito dall'insieme.
Le scene di scontri aerei sono buone, le battaglie anche. Nulla però di eclatante da raccontare ai posteri.
Insomma, un buon prodotto ma non sconvolgente.
Prenderò il dvd. Questo film è uno di quelli che ogni tanto si rivede volentieri. 
E poi diciamocelo, finalmente John Carter ha un suo film. Se lo meritava, era ora.
Da uno a dieci, gli do un sette e mezzo, anche se le immagini meriterebbero un bel dieci.
PROMOSSO! 

Note: la recensione del libro la trovate QUI!
Novità sul libro appena uscito e un estratto del film, QUI!

3 marzo 2012

[libro] Chiamatemi Joe di Anderson (ossia AVATAR 2di2)

A seguito del precedente articolo dove recensivo il romanzo di Ursula K. Le Guin, Il mondo della foresta, e ponevo un leggero confronto con il film AVATAR del 2009 di Cameron, ora vi parlo di Chiamatemi Joe (Call me Joe) di Paul Anderson del 1957.
Questo racconto lungo è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista ANALOG, ossia Analog Science Fiction and Fact, nata nel 1930 negli USA che ha presentato autori divenuti poi celebri come Asimov, Heinlein e lo stesso Anderson.

Il film AVATAR ha molti presupposti paurosamente uguali a questo racconto. Se aggiungiamo il romanzo di Le Guin, c'è ben poco di originale nella sceneggiatura di Cameron. Anzi, praticamente nulla!
Comunque, le conclusioni alla fine.


INCIPIT
Il vento si precipitò ululando dalle tenebre dell'est, sospingendo davanti a sè un turbinio flagellante di polvere d'ammoniaca. In pochi attimi, Edward Anglesey si trovò accecato.
Si sforzò di rinsaldare la presa con tutti e quattro i piedi sullo strato incoerente di detriti, al suolo, s'ingobbì ancor più, e annaspò cercando il piccolo fonditore.
Il vento gli rimbombava nel cranio come un fagotto folle. Qualcosa gli sferzò violentemente la schiena, lasciandovi una traccia sanguinante, un albero sradicato e fatto schizzar via per un centinaio di miglia. Un lampo crepitò, accecante, a un'immensa altezza sopra la sua testa, là dove le nuvole ribollivano
nella notte.
Quasi in risposta, il tuono rimbombò tra le montagne di ghiaccio e un getto di fiamme scarlatte balzò in alto mentre il fianco d'una collina franò ruggendo, rovesciandosi attraverso la valle. Il suolo tremò.

TRAMA: Edward Anglesey è costretto sulla sedia a rotelle. Per esplorare il pianeta Giove V usa il corpo di un alieno chiamato Joe che ha la pelle color blu-ardesia e quattro gambe. Quando dorme, Anglesy si sveglia nella cabina di controllo.

Dal libro: "I muscoli gli facevano male. Ma non avrebbero dovuto. Lui non si era trovato realmente a combattere contro una burrasca di parecchie centinaia di miglia all'ora, sotto tre gravità e una temperatura di 140 gradi assoluti. Era rimasto quassù, sotto la gravità quasi inesistente di Giove V, respirando una miscela di ossigeno e azoto. 
Era Joe che viveva laggiù, e si riempiva i polmoni d'idrogeno ed elio a una pressione quasi impossibile a valutarsi, che sfasciava i barometri aneroidi e faceva impazzire i piezoelettrici."
Anch'io sono su una sedia a rotelle
anch'io uso il corpo di un alieno
anch'io sono collegato a lui con una cabina di controllo ...
buffe coincidenze :D
Il corpo di Joe non è costato poco, "E Joe era un investimento di molti milioni di dollari, più parecchi anni di lavoro d'un piccolo gruppo di specialisti d'avanguardia." come precisa nel racconto. Lo dice anche Sigourney Weaver ossia la Dr. Grace Augustine in Avatar. Pensa un po'.
Non solo, Edward e Joe sono collegati anche da "scollegati". Questo invece è solo del romanzo, ed è un concetto ben più profondo della più "genuina" gioia che un invalido possa provare quando ritorna a correre. Cosa che abbiamo in entrambi i casi.

Altra coincidenza: l'aspetto dell'alieno. Dal libro: "Se riuscite a immaginarvi un centauro con una testa da felino e una grossa coda prensile... Il torso era tozzo, con lunghe braccia dalla terrificante muscolatura; la testa rotonda, calva, con grandi occhi profondi e grosse mascelle, ma era un volto del tutto umano. Era d'un colore grigio-azzurro uniforme."
Felino? Ma dai?
Anche in Avatar sembrano dei felini. Sarà un'altra coincidenza. Però in Avatar sono bipedi, qui sono quadrupedi simili a centauri. Be' è tutta un'altra cosa ;)

Il racconto di Anderson è molto tecnico. Ci sono parti che tentano di spiegare perchè Edward e Joe hanno un legame così inteso. Parla Edward: "(...) c'è il fatto che Joe, il nostro pseudogioviano, ha un cervello fisicamente adulto. L'unico motivo per cui posso controllarlo è che il suo cervello non ha mai avuto l'occasione di sviluppare un proprio ego. Sono io Joe. E dall'istante in cui è «nato» alla coscienza, io sono stato lì.
Lo psicoraggio mi manda tutti i suoi dati sensorii e gli rinvia gli impulsi dei miei nervi motorii. In ogni caso, però, lui possiede un cervello eccellente le cui cellule registrano ogni esperienza, fin la più piccola, proprio come i nostri due cervelli: le sue sinapsi hanno assunto quella topografia che è lo "schema della mia propria personalità"."
Anche se oggi possono far sorridere, dovete sempre tener presente che era il 1957.
Sono di tutto rispetto.

La storia ha un tenore serio, scientifico e con una sorpresuccia finale.
Senza rovinarvelo, vi dico che arriva un'aliena. Chissà se Edward resterà umano o alieno?
Non pensate che sia un racconto romantico, però. Questo è solo un picco per comprendere meglio la connessione tra gli uomini e gli alieni al fine di proseguire la vita con una sorta di riciclo.

Infatti, a tratti è molto cinico: "«Ma, mi dica, chi vorrà fare da operatore per un altro pseudo?» domandò Viken, sarcastico. «Io sono perfettamente felice con questo mio gracile scheletro, tante grazie!»
«Anglesey era forse l'unico invalido disperato sulla Terra?» replicò Cornelius, a bassa voce.
Viken lo fissò a bocca aperta.
«E non dimentichi gli anziani... i vecchi,» aggiunse lo psionico, parlando per metà a se stesso. «Un giorno, amico mio, quando lei ed io sentiremo che i nostri anni stanno volgendo alla fine, e ci saranno ancora tante cose che vorremo imparare... forse anche noi accoglieremo con gioia la prospettiva di un periodo di vita supplementare in un corpo gioviano.»"


CONCLUSIONI: Il racconto preso da solo non mi ha fatto impazzire, ma è scritto bene e l'idea mi è piaciuta. Il motivo per cui l'ho letto era il paragone con Avatar e direi che è matematicamente impossibile inventarsi una fila di idee tutte simili come in questo caso.
Una creatura blu aliena (quadrupedi/bipedi, poco importa), ci sta.
Un uomo sulla sedia a rotelle, ci sta.
Una connessione neurale, ci sta.
Gli alieni con il volto da felino e la coda, ci sta.
MA TUTTI INSIEME, NON CI STA!

Nessuno credo potrà mai dire che la pelle blu di un alieno è "copyright" di qualcun altro, ma se gli si attacca una sfilza di dettagli (dello stesso racconto/romanzo oltretutto) è plagio, a mio avviso.
In aggiunta, abbiamo l'ambientazione di Pandora che sembra la New Tahiti del romanzo di Le Guin.
Che dire di più?
Una delusione terrificante.
Ma non sono delusa perchè Cameron, o chi per lui, ha copiato la storia unendo questi due romanzi. Sono delusa perchè dice che è "farina del suo sacco". Dice che se l'è inventata O_O
Che tristezza!

Gli mancavano forse i fondi per chiedere agli autori/discendenti/editori di potersi ispirare a questi romanzi? Non poteva citarli? Non poteva rendere omaggio alla fantascienza del passato anzichè sciacallarla?
Alle volte non capisco perchè sia tanto difficile dare i meriti a chi i meriti se li è guadagnati.
Alle volte non capisco perchè, soprattutto i grandi registri stranieri, si abbassino a rubare le idee anzichè promuoverle e metterle in risalto.
Alle volte, non capisco ...

Ho amato Avatar. Mi sento tradita :(
Beata l'ignoranza. E' gratuita, non richiede sforzo e si vive più serenamente.
La cultura è maledetta. E' costosa, richiede sacrificio e fa venire la gastrite ...
Vado a fare un giro per tirarmi su il morale
A presto ^^