18 gennaio 2011

SKYLINE: don't look up!

Locandina
Il film SKYLINE è uscito a novembre 2010 negli USA e da noi solo questo fine settimana, no comment!
La regia è dei fratelli Greg e Colin Strause con pochi attori già visti (film e serie tv) ma non "famosi" come Eric Balfour (il protagonista Jarrod - io me lo ricordavo per i primi episodi di Buffy ^_^), Scottie Thompson (Elaine, la fidanzata gravida di Jarrod - ha fatto nel 2006 una serie che non seguo Law&Order), David Zayas (Oliver, il portiere del palazzo - già visto in Dexter e OZ), Donald Faison (Terry, amico di Jarrod - lui lo conosco per Scrubs), Brittany Daniel (Candice, la bionda - questa arriva da Dawson's creek. Niente meno!) poi una moretta anoressica Denise e comparse varie...
prima un fascio di luce bluastra ...
poi tanti...
poi è l'invasione!
I fratelli Strause hanno creato effetti speciali per film quali Avatar, Codice Genesi, 2012, Iron Man 2, Wolverine, Jumper e molti altri... dire che sono bravi è troppo poco ^_^

Ora beccatevi il TRAILER in italiano e dopo veniamo alla TRAMA ^_^
Bello, vero?
Intrippa, vero?
Un'invasione aliena come in Independence Day ma con comuni civili e mega mostri come in Cloverfield. E quest'ultimo non lo cito a caso, me lo ha ricordato per più cose.
Ora la TRAMA ... mmm ... la trama, un momento! Sto raccogliendo le idee ... ah! Ci sono!
UMANI BUONI
ALIENI CATTIVI
huga bhuga!
Credo che per assenza di trama, Skyline abbia battuto ogni record! Non ricordo film con sceneggiatura più misera di questa. Mha! 

L'inizio è interessante. Il cielo notturno di Los Angeles è attraversato da sfere luminose che cadono sui tetti e sulle strade dormienti della metropoli californiana, scie bluastre che esplodono al suolo creando bagliori simili a un'alba di ghiaccio
Jarrod e la sua fidanzata sono a letto e un bagliore si fa largo nella stanza. Lei si sveglia e subito chiama preoccupata il suo compagno. Lui va alla finestra. Un grido femminile (ricordati del grido), che proviene dall'altra stanza, lo fa correre per vedere cosa stia succedendo.
Un'altra ragazza è rannicchiata, impaurita e dice che lui è scomparso. La luce alla finestra cresce d'intensità.
Jarrod la osserva e la sua pelle cambia, i suoi occhi cambiano ... e la luce invade lo schermo!
Jarrod intrappolato dalla luce

I primi cinque minuti mi sono piaciuti molto, peccato che subito dopo precipiti tutto!
Si ritorna a quindici ore prima, Jarrod e Elaine si recano a Los Angeles per la festa di compleanno di Terry, suo buon amico. I preamboli e la festa durano un quarto d'ora, forse anche venti minuti ... a me sono sembrati infiniti perchè di una noia interminabile!
Vanno a dormire, alle quattro di notte il grido di cui sopra e ci si ricollega all'incipit del film.
arriva la luce, ne vieni attratto come una falena
ti "cattura" il cervello
cambi, e poi non ci sei più...
In breve, siamo dinanzi a un'invasione aliena.
Il perchè non si sa! Il come sia accaduto, pure!
Nel trailer ci sono delle scritte che danno degli indizi, però.
SOLO NEL TRAILER, NEL FILM NO! Ecco perchè l'ho inserito all'inizio.
<Il 28 agosto 2009, la NASA ha inviato un messaggio nello spazio, più lontano di quanto noi abbiamo mai ritenuto possibile, nel tentativo di mettersi in contatto con la vita extraterrestre.>
Quindi deduco che il messaggio fosse colmo d'insulti ^_^, perchè altrimenti gli alieni sarebbero venuti fino qui per sterminarci?
Battute a parte, il film non da spiegazioni perchè i personaggi sono persone comunissime e come tali cercano solo di sopravvivere. Si fanno poche domande forse anche per il mondo dal quale provengono, lo show business dove il motto è apparire è meglio che essere!
Quindi i dialoghi sembrano usciti da un montaggio della Gialappas's band sul Grande Fratello ^_^



Jarrod 
Jarrod e Terry
Aggiungi didascalia
!!! ATTENZIONE DI SEGUITO SPOILER !!!
Se non vuoi sapere come va a finire il film scorri infondo alle CONCLUSIONI
dopo la foto dei fratelli Strause scattata sul set ^_^



I fanciulli, in principio, si limitano a osservare la guerra incorso con un cannocchiale belli tranquilli in casa. Le astronavi arrivano dal cielo (ovvio!) e loro stanno sereni in un attico! Mha! Poi decidono di tentare la fuga con una delle barche ormeggiate fuori (solo uno del GF poteva pensarla ma non mi aspettavo di meglio!) Gli alieni volano ... ma chissà forse non sanno nuotare... che tristezza! Così escono e inizia un po' d'azione ma soprattutto si vedono creature gigantesche degne di un filmone anni '50 ^_^

Fanno dentro e fuori dal condominio, conoscono gente che poi muore. Ritornano in casa, aspettano i soccorsi, cioè l'esercito. Durante le diverse corse assistono al nutrimento di un alieno, sembra che vogliano i nostri cervelli. Gli alieni sono bio-meccanici, forse i cervelli si consumano per lo sforzo, forse ne sono solo ghiotti. Mha! Se me lo avessero detto loro, o almeno fatto capire, ne sarei stata felice. Invece mi ritrovo a fare supposizioni!

Non ci sono molte speranze per i fanciulli, alla fine anche i due protagonisti, Jarrod e Elaine soccombono alla luce e vengono portati "dentro". Bello! Inizia una parte all'interno dell'astronave molto cupa, oliosa e piena di corpi in attesa di divenire pasto alieno.
Gli alieni staccano le teste, prelevano i cervelli e li inseriscono in un tubo... dove andrà mai a finire? Bho?

NOTA su JARROD: fin dall'inizio lui ha una diversa resistenza alla luce, durante il film dichiara di sentirsi più forte, potente, da quando l'ha vista. Infatti, durante uno scontro con un alieno riesce a menar pugni meglio di Tyson. Il perchè, non si sa! Ovvio, no?


Quando è il turno di Jarrod, il suo cervello è rosso! Tutti hanno una fluorescenza blu tranne il suo. L'alieno lo inserisce così in un corpo bio-meccanico per dar vita a un nuovo tipo di alieno (forse! Così ho capito io), non male secondo i miei gusti. Stanno per uccidere anche lei, quando Jarrod-bio-mecca, dopo un breve scontro con un altro alieno, la salva!
Fine del film...
Fine?
Fine!

Mi è uscita un'esclamazione che non posso scrivere. Mentre andavano le scritte di coda intervallate da splendidi fotogrammi digitali ancora non ci credevo.
i fratelli Strause con gli attori sul set

Il film non finisce! Il film è tronco!
Dove stava scritto? Qualcuno lo sapeva?

CONCLUSIONI: La trama è pressoché nulla ma gli effetti speciali sono straordinari! Il film non finisce, o meglio, termina lasciando aperte tutte le domande ... ma proprio tutte! Non spiega nulla! 
Il finale è aperto anche in modo forzato, ma così tanto forzato che è ovvio che ci sarà un seguito! Per forza! 
Se devo giudicare solo questa pellicola, però, devo ammettere che mi ha delusa
Un film di un'ora e mezza ci cui salvo mezz'ora non vale i soldi del cinema. 
Potevano cmq togliere la festa all'inizio e partire subito con l'invasione, aggiungere una mezz'ora finale come conclusione che spiegasse tutto e stop!
Per chiudere, ci sono troppi aspetti negativi per promuoverlo anche se le immagini sono fantastiche.
Peccato! Sono triste...
In ogni caso, attenderò il secondo. Speriamo!

Vi lascio con un altro trailer in inglese più lungo e completo.

Trailer in lingua italiana e in lingua inglese (più lungo!) presi da You Tube. Grazie!

17 gennaio 2011

BISCLAVRET di V. Delsere e E. Maffioletti

Illustrazione di Arianna Milesi

«Dame, jeo devienc bisclavret.
En cele grant forest me met,
Al plus espés de la gaudine,
S’i vif de preie e de ravine».

«Signora, io divento un lupo mannaro.
M’inoltro in quella grande foresta,
nel folto della macchia,
e vivo di preda e di rapina».

Maria di Francia, Lai di Bisclavret, vv. 63-66


INCIPIT exended al PROLOGO

Dovevano avermi già disteso sullo scudo. Sentivo il corpo sollevarsi. Un clamore mi avvolgeva. Forse ero morto da valoroso in battaglia. Forse il cuore si era schiantato per amore. Provai a sollevare le palpebre. 
Una luce sfolgorante quasi mi tolse la vista. Poi cominciai a distinguere vaghe figure.
«Ha aperto gli occhi» sentii mormorare. «È proprio un uomo». 
Un brusio si diffuse.
«Cavaliere, cavalier Aimone!». Una voce sopra le altre mi chiamava.
Distolsi gli occhi dal bagliore inseguendo quel suono così grato. 
Vidi affacciarsi un viso virile, bello e nobile. La barba ricciuta, lo sguardo vivace. Il naso ricurvo, segno certo d’alto lignaggio.
«Cavaliere, orsù! Non mi riconoscete?». 
L’accento tradiva umanissima preoccupazione e un’agitazione a stento trattenuta.
Con le narici mi aggrappai al noto odore di cuoio e sudore, di caccia e selvaggina. La mente mi si aprì a una lieta visione, un cervo agonizzante in un’ampia radura cinta da ombrosi alberi discreti. Dal collo il sangue sgorgava a fiotti, caldo e fumante.
Una delizia che mi fece tremare di confusione e desiderio.
Cercai allora lo sguardo del nobiluomo quasi a implorare conforto, ma quegli trasalì e si ritrasse. Poi, vergognandosi di apparire titubante di fronte agli astanti, la voce si schiarì con numerosi hmmm e subito girò il capo all’intorno con espressione di chi comandando non ammette critica. Chiuse la destra a pugno, trattenne un gesto che avrebbe potuto tradire l’esitazione e di nuovo s’incurvò, bisbigliando perché nessuno udisse:
«Cavaliere, vi prego! Alzatevi come si alza un uomo!». 
Sul momento non capii cosa intendesse. Uomo lo ero sempre stato!

Avevo un bel castello, possedevo duecentoventidue armenti, quattro paia di buoi, sessantotto giovenche, centocinquantuno galline, quattordici galli, svariate oche e pollastri, due mute di veltri, diciotto giumente, due stalloni, tre castroni (destrieri, per giunta), dodici puledri, ventuno scrofe, quattro verri, centotre lattonzoli, per Giove Pluvio! E poi, la dolce amica che un giorno fu mia sposa e tanto cara al cor mi s’afferrava: Deliana.


TRAMA: Nel cuore di un Medioevo insieme realistico e fantastico, il cavaliere Aimone di Torrarmata è incline per temperamento alla pratica dell’ironia, la meno cavalleresca delle virtù. Uomo “illuminato” e dunque anomalo rispetto al suo tempo, amministra con saggezza le proprie terre, ma è afflitto da una misteriosa e ricorrente metamorfosi che fa di lui, pacifico vassallo di re Alberico, un feroce predatore
La sua singolare natura gli conferisce il potere di viaggiare nel tempo per mezzo di folgoranti visioni, nonché la capacità di osservare il mondo con candido disincanto, traendone conclusioni paradossali e anticonformistiche ante litteram. Dopo aver ascoltato la profezia di Raksha, giovane e avvenente indovina della quale non può che innamorarsi, Aimone decide di intraprendere un’impegnativa ricerca per ricomporre le due facce della sua sconcertante personalità
Prende così l’avvio un emozionante percorso iniziatico nel solco della migliore tradizione cavalleresca, raccontato in prima persona dal cavaliere di Torrarmata con un linguaggio originale e divertente, che unisce alla cura filologica il gusto della battuta fulminante, la caratterizzazione gotica, pittoresca o spassosa a seconda delle situazioni. Ne scaturisce un’avventura indimenticabile, dove il cammino è orientato dall’interpretazione di segni e dalla soluzione di enigmi, tra vagabondaggi, duelli, incontri stupefacenti e pericoli mortali, fino al traguardo della decisiva illuminazione.
Le autrici, Elena e Vittoria ^_^
Non male, vero? A me sembra interessante, almeno è diverso dalla miriade di libretti che girano colmi di stereotipi triti e ritriti. "Bisclavret, storia luminosa di tempi bui" è un romanzo di recente pubblicazione di due signore bergamasche Vittoria Delsere (al secolo Nicoletta Locatelli) ed Elena Maffioletti che si sono cimentate per la prima volta nella stesura “in coppia” di un romanzo che nasce dalla passione dell’una per i testi medievali e dall’abilità dell’altra nel tessere trame.
Elena Maffioletti ha pubblicato tre romanzi: Sotto il cielo d’aprile (Baroni, 1999), Le Prigioni del Verde (Baroni, 2003) e Il ladro di parole (Fernandel, 2009).
Esordio assoluto per Nicoletta Locatelli, invece, germanista e amministratrice della filiale italiana di un’azienda tedesca.

Il romanzo stampato dalla casa editrice O.G.E. Oleandri riprende la figura del ... del?
Bravi! Del bisclavret! Che sarà mai?
Licantropo medioevale
Una versione medioevale del licantropo. 
O meglio, la figura del lupo mannaro vista con gli occhi del Medioevo. Gli occhi in questione sono di Maria di Francia che ne parla nelle sue liriche (lais). A lei si deve il termine bretone, a mio avviso molto intrigante ^_^

Medioevo ... alle volte mi chiedo come abbiamo fatto a sopravvivere, che tempi bui davvero!
Pessima igiene, ignoranza ai massimi livelli, il valore della vita umana paragonabile a quello di una capra, fanatismo religioso ... vabbè! Ora siamo qui.

Bisclavret però NON è un romanzo d'amore con i lupacchiotti, per capirci!

Le autrici spiegano:
<Bisclavret in bretone medievale significa lupo mannaro
A scanso di equivoci precisiamo subito che il romanzo NON è un fantasy nel senso tradizionale del termine e  se il fantastico  e  il meraviglioso qualche volta si affacciano è  solo  per  riflettere sui nostri modelli culturali e si integrano nella storia in quanto stilemi della letteratura medievale.
Il racconto di Aimone, protagonista e narratore della vicenda, infatti ,comincia laddove finisce quello del Lai di Maria di Francia, che nel sec. XII ha raccolto e messo in versi l’antica storia di Bisclavret

Sarà un romanzo di formazione? 
Un'avventura filosofica con riflessione cavalleresca? 
Il mistero si risolve solo leggendolo. E leggendolo potrete anche capire perché il cavaliere Aimone di Torrarmata se ne va in giro fra Trentino, Alto Adige, Tirolo e Baviera, perché si innervosisce quando ascolta Inigo de Fortaleza y Uceda conte della Piana, marchese di Trescostas, perchè si invaghisce di Raksha e consiglia al buon re Alberico di neutralizzare Ezico da Tadpino nominandolo Gran Guardator dei Confini e molto altro ancora, giochi intertestuali inclusi.
Aimone fa di tutto per mantenere la freschezza della scrittura tipicamente medievale, per cui dire "che bel cielo limpido oggi" o dichiarare pudicamente il proprio amore , non suona per niente ridicolo. Ed è questa la luminosa magia della scrittura dei secoli "bui ". 
Il linguaggio dei personaggi è sintatticamente adeguato all’epoca, filologicamente preciso e risulta,  avvincente sia per il lettore  appassionato di medioevo che per chi ne è assolutamente ignaro.

Il sottotitolo lo si deve al carattere del protagonista narratore,  incline alla,  per il suo tempo atipica, pratica  dell’ironia, la meno cavalleresca delle virtù. 
Egli ci racconta  la propria vicenda di uomo medievale deforme nel pensiero e nel fisico rispetto al suo tempo, da cui entra e esce grazie a visioni che lo fanno viaggiare lungo i secoli.  Frustrato nel tentativo di vivere da normale feudatario  e impossibilitato dalla sua condizione a raggiungere  la serena operosità  cui aspira, egli decide di ricomporre le due facce della sua identità  intraprendendo una  ricerca in cui si  cimenterà con l’enigma, le visioni, l’esperienza e l’amore da lontano. 
L’ingenuità indagatrice che sempre accompagna la sua narrazione lo rende un   inconsapevole anticonformista.  

La storia è ambienta intorno all’anno 1000 tra le vallate dell’attuale Trentino-AltoAdige, Tirolo, Baviera e Friuli, luoghi mai citati esplicitamente ma riconoscibili per la parlata e le descrizioni. La scelta cronologica e logistica è assolutamente giustificata storicamente e voluta per rispettare il criterio della verosimiglianza.
Gli anacronismi sono voluti, e hanno la funzione di sottolineare il carattere metaforico di alcuni personaggi o situazioni. Chiarisce abbastanza bene la cosa e getta un ponte col lettore il Glossario Elermico (parola che suona plausibile ma è inventata, deriva dai nomi di battesimo di una delle autrici. E’ in appendice al romanzo.)

Da ultimo vorrei far notare la combinazione unica nel panorama letterario attuale: Aimone è un personaggio maschile  inventato da due donne e  disegnato da una terza, quindi non può che essere un cavaliere veramente “fantastico”.>

Ecco qui! Come premesse non sono male, in più sono incuriosita dal linguaggio storico umoristico del cavaliere ^_^
Lo leggerò, vi farò sapere.

NOTA IMPORTANTE: Per chi fosse di MILANO, il 19 FEBBRAIO si terrà la presentazione presso la Feltrinelli di via Manzoni 12 alle ore 17.00 sponsorizzata dall'Associazione Culturale Italia Medioevale.
Quasi quasi ci faccio un salto ...

14 gennaio 2011

Premio Sunshine Award

Essendo io ancora "giovane" tra i blogger sono molto felice e lusingata di essere stata premiata col Premio Sunshine Award, una specie di concorso/premio tra blog, da Dilhani ... 

GRAZIE ^_^


Quando si riceve il premio si deve:

1. Ringraziare coloro che ci hanno premiato
2. Scrivere un post per il premio
3. Passarlo a 12 blog che riteniamo meritevoli
4. Inserire il link di ciascuno dei blog che abbiamo scelto
5. Dirlo ai premiati

Ecco dunque la mia classifica - I MIEI 12 BLOG - quelli che seguo anche da prima di avere un mio spazio nel web. Solo dodici, non è stato facile scegliere. La lista non è in ordine d'importanza, tranquilli:

1- Dilhani Heemba (per prima perchè mi ha votata ^_^)

10- Fantasy gamberi (per una valangata di sì!)

Ecco qui! Grazie a tutti! 
E grazie anche a chi ho lasciato fuori, scusate ma ne volevano solo 12.
Grazie per tenermi compagnia sempre e ogni volta che "ne sento il bisogno", grazie per i suggerimenti, gli spunti, i consigli, le discussioni o anche solo le "due chiacchere" ... 
un affettuoso abbraccio a tutti gli amici virtuali e non ^_^

13 gennaio 2011

Da blog a sito ^_^ Intanto giochiamo?

Ebbene sì!
Mi trasformo in sito... mi sa che per alcuni giorni ci saranno dei disagi.
Nel frattempo vi linko dei siti di puro intrattenimento con giochi divertenti e da farsi anche in brevi pause che secondo quelli di GadgetShow sono i migliori del web!

1 - Jackon Pollock, dal famoso artista. Non male, ci si sente un po' artisti.
(La pagina di WIKI, se non sai chi sia L. Pollock ^_^)

2 - Falling Sand Game ovvero il gioco della sabbia che cade. Molto carino ^_^

3 - Google fight, divertente! Inserisci due parole e vedi chi vince!
4 - Futur Me ... questo è il più bellino! Ti scrivi una lettera e decidi la data (futura) di quando la vuoi ricevere. Molto paradosso spaziale ^_^
5 - Press the space 2000. Qui è il delirio! devi premere più volte possibile la barra spaziatrice ...

Un abbraccio a tutti!

10 gennaio 2011

Totoro weird ^_^

Immagine presa QUI!
Girovagando in rete ho trovato questa rivisitazione di Totoro, mi ha colpito. E' troppo alternativa ^_^
Così ho pensato di condividerla con tutti voi.

Per chi non lo sapesse, per chi non se lo ricordasse, l'immagine originale è questa:
Il mio vicino Totoro di H. Miyazaki
A questo punto era curiosa, ho fatto un paio di minuti di ricerca su Totoro e guardate cosa ho trovato ... enjoy ^_^
Presa QUI!
Presa QUI!
Presa QUI!
Presa QUI!
Presa QUI!

7 gennaio 2011

Il ghigno di Arlecchino di A. Barone

!!! AVVISO IMPORTANTE !!!
LA TRAMA DEL LIBRO E' PER PERSONE MATURE,
CI SARANNO PAROLE FORTI
INFINE, ACCENNERO' ALCUNE COSE, SOLO ALCUNE, CHE QUEL BIRBANTELLO DI ARLECCHINO COMBINA ... E SICCOME NE FA DAVVERO TANTE E' STATA UN'ARDUA SCELTA!

NON TEMETE PERO', TUTTO SENZA TROPPI SPOILER COSI' DA NON ROVINARE LA LETTURA DEL LIBRO.


Illustrazione di copertina by ROM
I MIEI COMPLIMENTI ^_^




Titolo: Il ghigno di Arlecchino
Autore: Adriano Barone
Anno: 2010
Editore: Asengard - Wyrd
Genere: Weird
Pubblico: maturo














INCIPIT

0
non temete le mie parole non temete le parole che costruiscono mondi 
respiratele cantatele e tracciate nervose spezzate libere linee nell’aria immaginate realtà create ipotesi masticate il caos escreti i sogni rigurgitate 
le infinite possibilità postulate meravigliosi terribili incidenti dall’uno i 
molti solo quando è tutto finito realizzate felicità inventate l’ombra ha 
formulato lo spirito ha agito per essere causa se il tempo vi è ostacolo e 
nemico divoratelo voraci digrignate i denti sfregateli tra loro fino a farli 
stridere e poi sbatteteli con forza e aprendo e chiudendo la bocca tac tac 
tac tac tac...
Tac
tac
tac
tac
tac

1
Il Barone camminava nel corridoio, l’eco dei suoi passi rimbombava nonostante cercasse di appoggiare i piedi al suolo più delicatamente possibile.
Ai lati del corridoio, le creature fluttuavano in contenitori trasparenti, alcune beatamente abbandonate all’abbraccio del liquido di conservazione, altre che si dibattevano come in preda a una crisi epilettica o a un raptus di follia.
«Il ragno piccolo e stupido, piccolo e stupido, piccolo e stupido...» ripeteva la voce proveniente da una testa di neonato dalla Adriano Barone quale si allungavano dita innaturalmente lunghe. Ognuna di esse non terminava in polpastrelli ma in piccole bocche che si appiccicavano alla superficie del contenitore cilindrico. La voce, da fuori, era udibile grazie a onde multicolore che, propagandosi nel liquido e infrangendosi contro la superficie di vetro, venivano amplificate all’esterno.
Al termine del condotto uretrale di quello che sembrava un pene reciso ospitato in un altro contenitore, un occhio si aprì,  contemporaneamente ad altri due occhi che si trovavano dove avrebbero dovuto esserci dei testicoli.

Se volete potete continuare a leggere altre pagine 
GRATUITAMENTE QUI!

TRAMAVittima di esperimenti che lo hanno portato ad avere poteri quasi divini, ma sui quali non ha il minimo controllo, il folle Arlecchino fugge dalla prigionia impostagli fin dalla nascita. Il giullare si ritrova in un mondo in apparenza perfetto, dove la morte non esiste: insofferente a ogni tipo di regola, vittima di un destino che lo vede sempre in balia di forze che vogliono imporre l’ordine nel Multiverso, Arlecchino porta il caos nel mondo in cui è prigioniero e, liberatosi, in tutte le altre realtà esistenti, provocando ciò che i misteriosi Tracciatori vogliono prevenire ad ogni costo. E quando si scatena la sua follia, in tutti i Tracciati dell’universo risuona il ghigno di Arlecchino.

L'autore Adriano Barone è nato nel 1976 e vive a Rho, Milano. Ha pubblicato i volumi a fumetti L'era dei Titani (su disegni di Massimo Dall'Oglio, Edizioni BD) e Tipologie di un amore fantasma (su disegni di Mauro Cao, Edizioni Voilier), oltre alla raccolta di racconti Carni (e)strane(e) (Urania Epix Mondadori).
Barone, l'autore
Quando ci si avvicina a un testo WEIRD è necessario lasciarsi andare un po' come sulle montagne russe altrimenti non ci si "gode "il viaggio.
E' necessario sgomberare la mente dalle rigide regole del buonsenso (in questo caso anche del buongusto, Arlecchino è uno di "bocca buona" e dopo capirete cosa intendo!) e, come in questo caso, anche dalle normali regole della grammatica.
Prendiamo ad esempio Alice, la solita cara vecchia-forever young bimbetta che segue il coniglio bianco ("Perchè scrive così? Un mix ita-english?" vi starete domandando. Dopo capirete pure questa!). Questo capolavoro è un weird, lo sanno tutti! In Alice ci sono forse periodi da interpretare, letteralmente? Direi di no! Ci si può immergere in una lettura molto scorrevole e lasciare che le innumerevoli immagini scorrano libere nella mente, è bellissimo ^_^
In questo libro, invece, Barone ha donato un po' di bizzarria anche al testo! Non si è limitato alle idee ma ha pensato di abbattere alcune regole della grammatica.
Una a caso, una di quelle classiche tipo ... la punteggiatura!

Dal libro, un brano tutto d'un fiato:
... il grigio volto morente non conosceva la parola bomba prima di oggi la gente viaggiava a piedi o a cavallo nelle strade adesso rimestava sangue con gli occhi ci sono solo cadaveri e macerie in un Tracciato muore in un villaggio bombardato il Grigio è un bambino e si inginocchia accanto al suo gemello suo fratello inginocchiato di fianco a lui e guarda la gente combatteva a distanza ravvicinata con armi da taglio e a distanza con frecce e balestre adesso oggetti lanciano pezzi di metallo che lacerano la carne e le ossa quando ti colpiscono muori e un istante prima stava correndo in un prato il grigio volto morente un istante prima è inginocchiato di fianco a suo fratello un istante dopo a una velocità talmente alta
(a questo punto il testo s'interrompe e va a capo)
 è da solo un istante prima è vivo un istante dopo  è ancora vivo inginocchiato in mezzo alle macerie che si muovono da sole un istante prima è vivo aculei e canini  e zanne l'istante dopo è arrivato sul suo pianeta non ha mai avuto un fratello affilato e pelle urticante speranza
(va ancora a capo e prosegue...)

Ma io mi fermo qui, questo tipo di bizzarra scrittura prosegue per un po'. Ogni tanto compare. Già il libro è un weird di nicchia e, sinceramente, questa voluta (e consapevole) eliminazione della punteggiatura non mi ha aiutata nella creazione delle immagini. Ma chissà, forse era anche volere dell'autore dare al lettore delle frustate mentali! A me queste parti non sono piaciute molto, però è anche vero che va a gusti! Avrei preferito dei giochi con le font (deformazione professionale da grafico) che, se scelte con cura, avrebbero dato un buon impatto visivo e un conseguente stato d'animo ... ma ripeto, va a gusti!

Mi sono piaciute invece le frasi scritte come fossero una parola unica, un esempio:
(...) il senso di soffocamento (moriròmorirònonrespiropiù) avrebbe dovuto totalmente esaurirlo (...)
La punteggiatura aiuta, se me la togli non capisco cosa mi vuoi dire ...
sigh! Povero me!
Buonsenso e Buongusto.
Prima di parlare di questi concetti è necessario conoscere il personaggio Arlecchino. Nella prefazione curata da Alan D. Altieri (che rispetto ma non condivido a pieno, Sorry Sir!) vengo messa in guardia:
"... il Ghigno di Arlecchino è un intero schieramento di artiglieria nucleare."


Ullallà! Mi preparo, allora!
ALLARME ROSSO!
Ai posti di combattimento!
Ufficiali Superiori in plancia!
Altieri prosegue dicendo: "L'Arlecchino del titolo è l'antitesi transgenica dell'allegro buontempone carnevalesco. (...) l'Arlecchino messo in campo da Barone è la resurrezione al nero all'Arlecchino primordiale germanico. Hölle König, diventato quindi Helleking e approdato infine a Hell King. Difatti: Re dell'Inferno. (...) Con "il Ghigno di Arlecchino" - fenomenale roller-coaster dell'immaginario più sfrenato - A. Barone si spinge, letteralmente e narrativamente, where no man has gone before. (Sam: il mio allarme rosso allora è appropriato ^_^) Tra dei blasfemi, fughe senza fine attraverso distorte inter-dimensionalità frattali (Sam: URKA! Con l'ausilio della mega iper-supercazzola con scappellamento dinamico, no? ^_^) e replicazioni oltre il diabolico di corpi e anime, "Il Ghigno di Arlecchino" potrebbe essere il romanzo cardine non solo di genre-fusion, ma di un nuovo genere tout-court.
Ad A. Barone, perfino il New Weird va stretto: Welcome to Meta-Weird.

Il Signor Altieri e Frate Salvatore hanno qualcosa in comune ^_^

Signor/Dottor as u wish Altieri, le avranno fatto questa battuta anche altri, non so, ma è stato più forte di me. Non me ne voglia, sono una burlona pure io ^_^
A parte la battute, la prefazione avvisa e incuriosisce! 
Il suo scopo lo ottiene.

Tornando al nostro Arlecchino, leggo anche in aNobii alcune tra le opinioni dei lettori (in verità tutte, ma ne riporto solo un paio. Quelle che mi servono per arrivare al dunque!)


CIAKMULL dice: "Adriano Barone torna alla carne, in tutte le sue sfaccettature: sangue, sudore, sperma. C'è molto sesso, c'è molta violenza in questo romanzo, il genere è New Weird, un mix di fantascienza e horror e metafisica. È la teogonia di un giullare folle, una storia di intrecci e fissazioni, di riti quasi sciamanici, cui ci si deve abbandonare senza paletti, come nei film di Miike o in Lovecraft, pena la delusione. Le sue immagini sono potenti e fantasiose, il ritmo ondivago, strappa all'inizio, morde nel finale, si fa vischioso nella parte centrale. È un'esperienza fisica, che ha un unico prim'attore, un joker che in parte sa di fumetto - morboso - pur trascendendo l'immaginario comune e andando oltre i limiti dell'immaginazione: senza spiegazioni, perché spiegare l'iper-reale sarebbe da malati di mente, va vissuto e basta."


CORAM85 dice: "(...) La storia è incentrato sulla figura del Trickster (ingannatore), uno spirito antropomorfo, abile imbroglione e dalla condotta ribelle. Uomo o donna, ma anche rappresentato da forme animalesche quali il coyote, la volpe o il ragno, il Trickster è soprattutto il ritratto del cambiamento e dell'imprevedibilità. 
Il Trickster di questo romanzo è un mix di mitologia e folklore, che trova il suo aspetto fisico, burlesco a dark, nella storpiatura della maschera della Commedia dell'Arte; tuta a rombi scuri e sfumature violacee e ghigno da giullare. (...)"
L'opinione di Coram85 è davvero interessante, la potete trovare per intero QUI!

Sesso, violenza, inganno. 
Follia, ribellione, imprevedibilità. 
Weird, Meta Weird, New Weird ... ??? ... sul weird però sono tutti concordi, me compresa.
Quindi dimentichiamoci il buonsenso e il buongusto!

Infine eccoci all'ultimo concetto che volevo introdurre:
Che cos'è il TRICKSTER?
Da Wikipedia apprendo che:
Nella mitologia, nella religione e nello studio del folklore il trickster (ingl. ingannatore) è un essere spirituale, uomo, donna o animale antropomorfo, lussurioso e vorace, abile nell'imbroglio e caratterizzato da una condotta amorale, al di fuori delle regole convenzionali.
In forma umana viene spesso raffigurato come un maschio, che a volte può anche assumere caratteristiche femminili, dotato di abnormi parti anatomiche, come narici, orecchie, bocca, ano, ecc.
Tra gli animali che sono considerati trickster nelle varie culture troviamo il coyote, la volpe, il ragno, la lepre, il corvo (vedi Kutkh), e il lupo (si ricordi la famosa favola di Fedro su Il lupo e l'agnello).
Nel folklore il personaggio appare come uno scaltro mentitore che con poco lungimiranti sotterfugi riesce ad uscire sano e salvo anche dalle situazioni più ingarbugliate (delle quali spesso è artefice), come nella maschera di Pulcinella (Sam: Pulcinella? Non Arlecchino? Dubbio...) o nell' Ifrit delle tradizioni arabo-islamiche. In questo differisce dal brigante, poiché la sua attitudine raramente lo porta a notevoli guadagni o cambi radicali di vita; piuttosto le sue furbonerie sono un contorto lasciapassare per la riuscita di piccoli imbrogli, sia commerciali che sessuali, che spesso sfociano nella comicità.
Il trickster, spesso un ladro o un folle, è colui che mette in moto cambiamenti imprevedibili nelle storie. Non crea, ma concrea, dando alla creazione aspetti imprevedibili, o, in alternativa, distrugge il mondo conosciuto o l'ordine costituito, creandone uno differente.
Occhio! Non sono uno con cui scherzare!
Pronti?
... VIA!

Ci sono QUATTRO parti, io le avrei battezzate così:
1 - Genesi/Fuga
2 - Conoscenza del mondo e di sè stesso (parlo di Arlecchino, ovviamente)
3 - Creazione/Cambiamento
4 - ... nel silenzio tac tac tac!


Già nelle prime pagine Arlecchino soffre, viene torturato dal Barone/scienziato che lo ha creato e non solo!
Una scena interessante per capire la mente del protagonista indiscusso, secondo me, è questa:

Il Barone trova Arlecchino in biblioteca mentre legge un libro di botanica, quello che preferisce.

<Perchè?> (gli chiede il Barone)
<Perchè siamo come l'acero e il frassino. Poligami, perchè portiamo fiori ermafroditi quando ci conviene e unisessuali quando vogliamo un'identità accettata dagli altri. Le piante sono ermafrodite nel corpo, noi nella mente.>

Il Barone non sembra contento di questa mente, forse si sente minacciato.

Il soggetto (Arlecchino) si girò e fece qualche passo, ma non se ne andò. Estrasse il pene dai pantaloni, lo afferrò. Il membro divenne subito eretto, di dimensioni spropositate rispetto al suo fisico da bambino. Improvvisamente un fiotto di sperma sgorgò dalla punta. E un altro, e un altro. Caddero tutti sul libro ancora aperto a terra. 
Il Barone si alzò all'improvviso, lasciando sfuggire al suo controllo un urlo inarticolato, mentre il figlio si accasciava al suolo: sembrava esausto, ma rideva sommessamente.

Adesso che, oltre che per la mente, il Barone prova invidia anche per qualcos'altro, secondo voi che succederà?

Il Barone lo scrutò con fermezza. <Cosa hai intenzione di fare?>
<Un disutile scempio delle cose.>
Il Barone pensò per la prima volta che il soggetto fosse difettoso. Dal giorno successivo, smise di nutrirlo, riuscendo addirittura a convincersi che affamare il soggetto fosse solo parte dell'esperimento.

Arlecchino si risveglia in trappola (sorpresa ^_^).

Arlecchino cercò di capire cosa fosse successo. Si rese conto che qualcosa nel suo corpo era cambiato e toccò la parte bassa del suo corpo: il pene era sparito.

Eccolo qui! Adesso, secondo voi, una cosa del genere potrebbe essere "sconvolgente" per la già particolare mente di Arlecchino? Sarà forse un trauma? Mediterà forse vendetta?
Direi!
Ma non solo.
Il Barone lo aveva creato con la capacità di viaggiare tra i Tracciati, le possibili combinazioni dei livelli di realtà.

<(...) Ho selezionato il mio seme migliore per farti nascere come sei. Sei predisposto a essere aperto alle influenze dei Tracciati. Inoltre, quando eri bambino, ho inserito dentro di te un accumulatore organico di energia. Molti qui a Sophia ne sono dotati, assorbe energia da qualunque fonte extra-Tracciato disponibile. Ma io ho modificato il tuo in modo che tu possa connettere il Tracciato con cui l'accumulatore entra in contatto.>

Peccato che il folle Arlecchino sia già in grado di vedere il Tracciato nel quale vivono.
Senza dirvi come e quando, è ovvio che prima o poi riuscirà a fuggire.
Illustrazione di ROM
Entriamo così nella seconda parte, dove fa conoscenza con il Grigio (questo personaggio mi è piaciuto) e dove incontra lungo la strada altre bizzarre creature. Tra le altre un gruppo di esseri immobili (forse statue?) dal corpo umano e la testa animale. E che fa Arlecchino, quel pazzo scatenato?

Rivolse loro la parola. Non si mossero.
Li picchiettò con le dita. Niente.
Schiaffi sul viso. Niente.
Afferrò un braccio e lo torse. Avrebbe anche potuto lussarlo, se avesse finito di fargli compiere la rotazione. Niente. 
Ballò davanti a loro. Sputò in faccia a tutti. Infilò dita nei nasi di chi aveva narici. Afferrò un pene. Lo masturbò. Il pene si irrigidì. Aumentò la velocità. nessuna eiaculazione, nessuna reazione. Nulla. prese in bocca il pene. leccò a lungo, come immaginava sarebbe piaciuto a lui, lo mandò giù fino alla gola. Niente.
Parlò. A lungo, di qualsiasi argomento che gli venisse in mente (...)

Sinceramente, è normale che uno faccia una cosa simile? No!
Ecco perchè Arlecchino è un personaggio estremo. Estremo per come pensa e come agisce.
Ecco perchè questo libro NON è per tutti!

Le avventure del folle proseguono ma non mi sembra corretto continuare, il libro infondo è breve.
La trama si articola in crescendo, per pazzia ovvio!, fino al capitolo finale che porta il simbolo dell'infinito ... sarà un caso? Mha! Chissà ^_^
La lettura non è "difficile" ma richiede un pochino d'impegno, diciamo un pochino va'. Ci sono personaggi interessanti, a parte il Grigio mi è piaciuta Ah Puch (ma non vi dico chi è!).
E' scritto bene, è il primo lavoro che leggo di Barone e devo dire che il suo stile non mi dispiace. (A parte quando mi toglie tutti i punti e le virgole.)
A proposito di ghigno e di weird ...
Ve lo ricordate? No?
CONCLUSIONI: Non mi sono facili! Come ho già scritto nel listone dei libri letti nel 2010, forse per me è troppo estremo, troppo lontano dai miei gusti. Esatto! Lontano dai miei gusti personali.
Il personaggio di Arlecchino non mi è piaciuto un solo momento, ho provato pena per lui all'inizio e disgusto per quello che è venuto dopo. Sinceramente, ho provato anche un senso di vuoto verso la fine (solo se lo si legge, forse, si capirà questa mia sensazione). Ma è il personaggio che mi ha disturbato, non il mondo o il libro in sè. Secondo me è un buon weird, solo che è ancora più di nicchia di quanto non lo sia già per sua natura il genere.
Quindi, dopo averci pensato un bel po' direi che la cosa più onesta che posso dire è questa: "Il ghigno di Arlecchino è uno di quei rari libri totalmente soggettivi, ognuno deve leggerlo per conto suo e trarne una personale conclusione!"
Proprio come un giro sulle giostre, non si può descrivere più di tanto ... è necessario provare per capire!
Alla fine lo consiglio!

Chiudo con un messaggio un po' criptico ma non per chi ha letto o leggerà il libro:
In questo Tracciato dove tutti sono pazzi per Twilight, mi faccio problemi a recensire un libro dove c'è un folle come Arlecchino. E mi domando il perchè!
In un altro Tracciato dove tutti sono folli come Arlecchino, non mi pongo nemmeno il problema perchè siamo tutti in balia della pazzia più sfrenata e liberatoria. E non mi domando il perchè di nulla!
Alla fine, però, i Tracciati coesistono in armonia senza escludersi a vicenda quindi io leggo Arlecchino, dico quello che ne penso e continuo a chiedermi solo: perchè esiste Twilight? ^_^


American McGee's Alice - un videogioco Electronic Arts del 2000 ^_^

5 gennaio 2011

TRON: Legacy

Locandina/banner
Film di fantascienza natalizio ma da noi posticipato per ovvi motivi (per non ostacolare quelle cavolate dei cine-panettoni, ovvio no?) del 2010 diretto da J. Kosinski  con J. Bridges (Kevin Flynn/Clu 2.0) e Bruce Boxleitner (Alan Bradley/Tron) con l'aggiunta di Garrett Hedlund (il figlio di Flynn, Sam) perchè non è un film remake ma un sequel del film TRON del 1982.

Non preoccupatevi se non avete visto il primo film, tanto questo non ha una gran trama ... anzi è abbastanza insipida, aimè!
Gli effetti speciali, computer grafica al 100% per un buon 80% del film, padroneggiano in modo assoluto. 
La recitazione è plasticosa, salvo l'interpretazione delle moto con tanto di scia ...
Fantastiche ^_^
Salvo anche le sequenze di scontri col disco e  i panorami, quelli li ho apprezzati molto anche se mi ricordano  un po' Matrix ... il nostro mondo reale, intendo. 
Il Lancio del Disco
Comunque, ecco la TRAMA (da Wiki ^_^): 
Nel 1989 Kevin Flynn, grande creatore di videogiochi e ormai presidente della società informatica ENCOM, sogna un mondo dove l'informatica e le persone possano unirsi per creare una società utopica, ispirando con le sue parole anche il giovane figlio Sam. Una notte Kevin Flynn, all'apice del successo, scompare nel nulla lasciando il figlio orfano con la sola custodia dei nonni paterni. Vent'anni dopo, Sam Flynn è divenuto un trafficante informatico che ruba i progetti della società del padre (ormai sua) e li distribuisce gratuitamente nella rete, contro il volere dell'avido consiglio d'amministrazione. La notte successiva al furto del nuovo sistema operativo della ENCOM, Alan Bradley, un vecchio collaboratore di Kevin Flynn va a fare visita a Sam, annunciandogli che ha ricevuto una misteriosa telefonata dal vecchio ufficio del padre, una sala giochi.

A questo punto mi sono detta: "Perchè? Perchè ruba in casa sua? Perchè riesce a rubare con così tanta facilità, poi? Che razza di azienda è che un ragazzo solo soletto riesce a fare tutto quello che ha fatto Sam nei primi minuti del film? Sicurezza, guardie ... tutte o inesistenti o deficienti! Vabbè!"
E poi: "Ma dove caspita vive Sam? Poco umido! Va bene essere dei ribelli ma non c'è nemmeno il letto, dormirà in una barca!"
Le moto sono la cosa più bella del film ^_^
La Ducati ringrazia ^_^
Prima cinico ma poi sempre più spinto dal desiderio di rivedere suo padre, Sam si reca alla sala giochi, scoprendo un laboratorio segreto con una console ancora attiva. Tentando di comunicare col computer, un raggio di luce smaterializza il ragazzo trasportandolo all'interno di un mondo totalmente digitale, copia in parte di quello reale, un mondo chiamato dai suoi stessi abitanti "La Rete". Catturato da delle guardie che lo identificano come un programma senza nome, Sam viene trasportato in un'arena di gioco nel quale dovrà sopravvivere a dei giochi mortali consistenti nel Lancio del Disco
Il ragazzo scopre inoltre che ogni abitante della Rete è provvisto di un disco-arma nel quale sono memorizzati tutti i propri dati e il perderlo significa la propria cancellazione dal sistema. 
Affermando di essere un Creativo (cioè un programmatore umano) e non una macchina, Sam viene risparmiato e portato al cospetto di Clu, l'alter ego digitale sempre giovane di suo padre Kevin, scomparso venti anni prima, che però afferma di volerlo distruggere invece che salvarlo. Sfidato in una terribile gara con le moto di luce, Sam viene salvato da un programma ribelle, Quorra, che lo porta oltre la griglia, nel luogo in cui è confinato il vero Kevin Flynn. Dopo essersi ricongiunto col padre, Sam scopre che Clu si è ribellato al suo creatore per via delle ISO, dei programmi dotati di un DNA digitale e per questo speciali.

Sam (io, non lui :P): "La storia delle ISO mi è piaciuta, anche Olivia Wilde che interpreta Quorra non è malvagia ma è anche lei plasticosa. Ma mai quanto Sam (G. Hedlund), l'ho trovato finto più del digitale!"
E poi: "Com'è che Quorra non sa che Verne è deceduto? Ci sarebbe anche scritto in ogni libro nelle note biografiche, magari! La battuta: Conosci Verne, com'è? Mi pare un po' una cavolata!"
Laboratorio segreto
Quorra che si riposa tra un libro di Jules Verne e una gara in moto ^_^
!!! AVVISO !!!
SIAMO A MENO DELLA META' DEL FILM, 
PRIMA DEI "COLPI DI SCENA". 
SE NON VOLETE SAPERE COME FINISCE, 
PROSEGUITE OLTRE ALLE MIE 
CONCLUSIONI FINALI ^_^

Visti come un'imperfezione da Clu, le ISO vengono sterminate e Kevin Flynn viene confinato dentro il mondo digitale dal suo malvagio alter ego. Nel salvare Flynn dal suo destino, perì anche il suo amico Tron, con cui insieme anni prima aveva liberato la rete dal Master Control Program
Il passaggio di Sam dal mondo reale a quello della Rete ha riaperto il portale che collegava i due mondi, cosa che potrebbe permettere a lui e al padre di tornare indietro dopo tanto tempo. Inoltre Sam scopre che il messaggio arrivato nel mondo reale era di Clu e non del padre, cosa che presuppone un piano da parte di Clu per raggiungere il mondo degli umani. Poiché Clu controlla tutta la città della Rete, Sam, sotto consiglio di Quorra, deve trovare Zuse, il capo della resistenza. 
Arrivato in città sotto mentite spoglie, Sam viene portato al cospetto di Castor, famoso programma padrone del club Linea Interrotta, che si scopre essere lo stesso Zuse. Ma in realtà Castor è uno degli accoliti di Clu e tenta di uccidere Sam, che viene puntualmente salvato da Quorra e dal padre. Durante la fuga dal club, Castor/Zuse sottrae al padre di Sam il suo disco dati, oggetto bramato a lungo da Clu per mettere in piedi il suo piano di conquista. Castor stesso, desideroso di controllare la città, viene tradito da Clu che lo distrugge insieme al suo Club.

Sam: "L'arrivo al club mi è sembrato ancora Matrix quando vanno dal Merovingio, ma sono io che sono prevenuta. In vero ho notato anche un sacco di immagini che sembrano Star Wars ... hangar delle astronavi compresi!"
E poi: "Ma se il capo della resistenza fa il doppio gioco, com'è che "la resistenza" non lo sa? Ma che scherziamo? In più, tutto 'sto casino per il disco che Flynn ha sulla schiena. 20 anni? Ma scusate un po' ... abitano fuori della città, andare a cercarlo no?"
Club Linea Interrotta, Zuse/Castor
Un lanciatore
Nel contempo Kevin, Sam e Quorra salgono su un veliero solare per raggiungere il portale per il mondo reale. Durante il tragitto Sam viene a scoprire che Quorra è l'ultima delle ISO e per questo deve sopravvivere a tutti i costi. Prima di uscire dalla Rete, i tre vengono intercettati da Clu, intenzionato più che mai a voler lui stesso varcare il portale grazie al disco dati di Kevin Flynn e conquistare il mondo per renderlo perfetto proprio come all'interno della Rete. Nella nave di Clu, Kevin e suo figlio scoprono che Tron è ancora vivo ed è stato riprogrammato da Clu
Con molta difficoltà Sam ruba il disco dati del padre e insieme agli altri due scappa con un jet, venendo inseguiti dallo stesso Clu e da Tron. Prima di essere sconfitti dall'esercito, Clu viene tradito da Tron e precipita nell'abisso, ma riesce comunque a salvarsi. 
Arrivati al portale Clu, tenterà ancora una volta di ostacolare il trio, ma Sam e Quorra con l'inganno riescono a scappare e portare con loro il disco dati di Kevin nel mondo reale. A quel punto Kevin Flynn si ricongiunge con Clu e annulla tutta la Rete. 
Tornato nel mondo reale, Sam salva i dati del padre su un supporto più sicuro e poi, insieme a Quorra, esplora le vie della città per far vedere alla ISO come è il mondo degli umani.

Sam: "La scena dello scontro finale mi ha delusa, scontata e banale."
*o*
CONCLUSIONI FINALI: la trama è scontata, la recitazione è imbarazzante con dialoghi vuoti ma le immagini sono una meraviglia. Fate voi ^_^

A voi i due TRAILER presi QUI e QUI da YouTube, GRAZIE!



Sito con articolo interessante su TRON QUI (è in inglese) 
In altri paese hanno puntato su qualcos'altro ;)
Il mio preferito ^_^
Vi lascio con il video preso da YT "Derezzed" dei Duft Punk, enjoy ^_^
PS: indovinate chi suona al club Linea Interrotta nel film? Sono proprio loro. Hanno fatto un cameo! Mi sembra giusto.

3 gennaio 2011

Un Amore d'ebook!

Ebbene sì! Mi collego un momento tanto per controllare la posta e che leggo sul sito simplicissimus? Che gli ebook d'amore stanno vendendo uno sproposito nel Regno Unito in confronto alla carta!
Cara, digitalizziamo? ^_^
E perchè? 
Pare per l'anonimato della "lettura incriminata". Non mostrando la copertina, le nostre amiche romanticone leggono senza tregua e ovunque ormai libere da tutti quegli sguardi maliziosi e scherzosi degli sconosciuti che le imbarazzavano.
Povere cucciole timidone! Saranno contente e soddisfatte adesso? Sperem!