4 novembre 2026

[film] Clayface (2026) Se togli Batman, il mostro d'argilla si scioglie




Inutile girarci intorno: quando si parla di Clayface, la mente di chi è cresciuto a pane e fumetti vola immediatamente a Batman: La Serie Animata. È da lì, dagli episodi animati dell'Uomo d'Argilla, che questo film trae la sua linfa vitale. E partendo da questo presupposto, è bene chiarire subito una cosa per evitare malintesi: non aspettatevi una trama complessa o cervellotica.

Il film diretto da James Watkins funziona solo e esclusivamente perché è semplice. Non ci sono colpi di scena da far saltare sulla sedia, nessun ribaltamento strutturale e zero scene d'azione mozzafiato che vi lasceranno col fiato sospeso. È un film leggero, basico, ma che alla fine dei conti si lascia vedere. Il merito va diviso tra la regia quadrata di Watkins, l'ottima prova dell'attore protagonista Tom Rhys Harries e degli effetti speciali visivi decisamente ben fatti (anche se devo ammettere che alle volte mi ha ricordato il mostro di lichene di "Ghostbuster"). Se il vostro obiettivo è trascorrere un'ora e mezza in totale serenità, guardatelo pure. Ma se cercate il nuovo capolavoro del cinema di genere, resterete delusi.


La caduta di un bravo ragazzo nella Gotham "immondizia"

Il Matt Hagen di Tom Rhys Harries è un bravo ragazzo. Non è un eroe, è semplicemente un attore di talento, da Oscar. La sua colpa? Trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Per un equivoco (che non vi svelo per non farvi spoiler), entra nel mirino del boss mafioso di turno che decide di dargli una punizione esemplare: gli taglia la faccia. E quando dico che gli taglia la faccia, intendo letteralmente. Nessun chirurgo potrà mai ricostruire i suoi lineamenti né restituirgli la possibilità di recitare. Carriera finita.

Ma siccome le sfortune a Gotham non viaggiano mai da sole, il suo consulente finanziario – e si sa, in quel settore il più onesto ruba poco – decide di ripulirgli il conto in banca, mentre la sua agente lo scarica come spazzatura. In quel momento, impossibile non far risuonare nella mente le parole di Arthur Fleck di Joker: «Cosa ottieni se metti insieme un malato di mente solitario, che la società abbandona e lo tratta come immondizia? Te lo dico io cosa ottieni: ottieni quel cazzo che ti meriti!».

A Gotham basto io!


Detto, fatto. Disperato, Hagen trova una dottoressa che porta avanti cure sperimentali (un classico dei fumetti) e inizia a farsi delle iniezioni. Il miracolo avviene: la carne torna normale, ma l'effetto dura poco. Quando svanisce, la sua faccia si scioglie in uno stile che ricorda molto "Ghostface". Da lì, Matt decide di esagerare con i dosaggi: mega iniezioni e valanghe di effetti collaterali che iniziano a intaccargli la mente.

oh no, mi sciolgo...

Il vero problema: L'assenza dell'Eroe e la mediocrità del Cattivo

La vendetta scatta, ed è anche giusto visto che siamo in un film DC, ma è proprio qui che il film frena. Visti i poteri a disposizione, ci si aspettava molto di più. Matt resta in fondo un bravo ragazzo; la pellicola flirta con il body horror ma non affonda mai il colpo, non fa mai davvero paura, orrore o spavento. Anche il finale non è da buttare, ma poteva essere gestito decisamente meglio.

Cosa si poteva fare per fare il salto di qualità? Il problema è strutturale. Hanno tolto Batman dal quadro, quando nella serie animata il Cavaliere Oscuro aveva un ruolo fondamentale e il rapporto con Matt era totalmente diverso. Eliminando l'eroe manca la controparte oscura, ma la vera macchia nera del film è che manca anche un cattivo degno di questo nome.

Mi spiace dirlo, ma mi ha messo più angoscia la serie tv "La bella e la bestia"
dove una giovane Linda Hamilton (Catherine) e Ron Perlman (Vincent)
erano i protagonisti.

Il boss mafioso che sfigura Matt è deludente sotto ogni aspetto. Non ha un passato, non ha una visione per il futuro, e nel presente non si capisce nemmeno bene cosa faccia a parte qualche truffa. È il classico stereotipo del cattivo che fa le cose malvagie "perché sì" (arriva a sparare a due dei suoi uomini solo perché nel dubbio è meglio così).

La sceneggiatura qui diventa confusa: se mi togli Batman e mi metti un villain così mediocre, non puoi pretendere che la vittima (Matt) si trasformi improvvisamente anche nel carnefice perfetto. Mancano i tempi narrativi, mancano le giuste motivazioni e manca la profondità del trauma psicologico. Matt Hagen si ritrova a dover reggere il film da solo, ma senza i giusti binari scritti, anche l'Uomo d'Argilla finisce per sciogliersi.

Resta solo un dubbio: che sia la nascita di Clayface?

No, perchè la trama prevedeva già Batman che si scontrava contro Clayface.
Se volevano fare la sua genesi, dovevano cambiarla.
Ma la speranza è l'ultima a morire

Nota finale: Il paradosso del Golem senza padrone

Per chiudere, vale la pena spendere due righe sul mostro d'argilla. La figura di Clayface rievoca inevitabilmente il mito del Golem. Peccato che, per definizione, il Golem sia una creatura priva di anima governata da un padrone che ne detiene il controllo. Qui, invece, non c'è nessun mostro vero e proprio: l'aspetto fisico deforme non fa necessariamente un mostro nei fumetti; un mostro è tale solo per le azioni efferate che compie.

Se lo sceneggiatore avesse voluto fare un lavoro davvero profondo dedicando un intero film a Matt, avrebbe dovuto forse documentarsi meglio. Il mostro d'argilla non è intrinsecamente buono o cattivo, ma esegue gli ordini di chi lo controlla, di solito con il nome del padrone scritto su una piccola pergamena inserita nella bocca del Golem.

 E in questa pellicola, chi è il vero padrone? Non si sa.

Rimane un film basico che, grazie a degli effetti speciali comunque buoni, si lascia guardare. Per chi si aspettava un body horror, posso dirvi senza fare spoiler che qualcosa c'è ma si sono trattenuti. Un vero peccato visto il potenziale. Potevano fare un bel gore sul finale, almeno. 

Mi stai dicendo che sono a basso costo?
Matt, mi spiace, ma sì. Senza Batman, siamo dei Blockbuster.

NOTIZIA CONCLUSIVA: Se come me prefeite DC alla Marvel, prepariamo i fazzoletti. sembra che la nuova direzione di James Gunn sia di farci dimeticare il mitico Jack Snyder che aveva creato la Justice League "Epica". Non era un film, ma un capolavoro di film, un film come pochi. 

Lo Snyderverse ha chiuso!

Da questo primo filmetto abbiamo già un'idea della nuova politica: film a basso costo, stand-alone, fuori dal coro e proposte estemporanee anzichè piani decennali. 

Amici miei, se fosse così, io non vado più al cinema. Ve lo dico a cuore aperto.

Ai miei tempi si chiamavano "film da cassetta" e li noleggiavo al Blockbuster. Se vogliono farmi spendere quasi 20 euro per filmetti da un'ora e mezza, a basso costo e isolati me li vedrò in streaming. 

Signori della DC: Mossa sbagliata!

Le persone come me vanno al cinema per Justice League, perchè sono kolossal. Se non siete in grado di fare dei kolossal fate film per lo streaming, non per il cinema. 

Voi come la pensate?

Per chi non sapesse cosa sia una cassetta da film Blockbuster


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